14 giugno 2012
Redazione (4050 articles)
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MEDITERRANEO PIU`ALTO DI 15 CM PER LO TSUNAMI IN GIAPPONE

L’11 marzo 2011 una scossa violentissima di magnitudo 9 colpì l’isola di Honshu, in Giappone; fu il settimo sisma più potente nella storia dei terremoti conosciuti. Dal movimento tellurico ne conseguì un onda di tsunami che si propagò in gran parte degli Oceani. La perturbazione marina riuscì anche a passare attraverso lo Stretto di Gibilterra, causando deboli oscillazioni del Mare Nostrum, le quali sono state individuate grazie all’analisi di dati mareografici effettuata da un gruppo di studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria e del British Antarctic Survey, Natural Environment Research Council, Cambridge, UK (Antonio Vecchio, Marco Anzidei, Vincenzo Capparelli, Vincenzo Carbone e Ignazio Guerra), che hanno pubblicato i loro risultati in un articolo scientifico dal titolo:”Has the Mediterranean Sea felt the March 11th, 2011,Mw 9.0 Tohoku-Oki earthquake? “ sulla prestigiosa rivista “EPL” A Letters Journal Exploring the Frontiers of Physics (www.epljournal.org).

«Abbiamo analizzato i dati mareografici della rete italiana dell’ISPRA, anche grazie alla disponibilità dell’ingegnere, Giovanni Arena, e quelli delle stazioni internazionali afferenti al Permanent Service for Mean Sea Level. I dati sono stati analizzati con tecniche sofisticate e innovative che hanno permesso di individuare all’interno delle registrazioni il segnale legato agli effetti del maremoto del Giappone. L’oscillazione della superficie marina è arrivata nel Mediterraneo 40-50 ore dopo l’evento sismico», afferma Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV e uno dei coautori dello studio, come si è riuscito a ottenere questo risultato, il quale però precisa le coste italiane non sono a rischio in quanto «si  è trattato di un fenomeno transiente e di piccola ampiezza, dell’ordine di 10-15 cm».

Studi recenti ipotizzano innalzamenti locali del mare Mediterraneo anche fino a 1.5 m entro fine secolo per cause climatiche e tettoniche. Ma quanto lo tsunami giapponese influenza questo dato?

«E’ possibile che si sia verificata una variazione globale del livello del mare in seguito a questo maremoto, tuttavia non esistono ancora studi specifici come avvenuto ad es. per il maremoto di Sumatra del 2004. Ad ogni modo, l’ampiezza della variazione globale sarebbe molto piccola, dell’ordine del millimetro o meno», conclude il ricercatore.

Per l’approfondimento clicca qui: http://www.freerumble.com/audio.php?t=audio&id=3547

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