Massimo Ranieri, Malìa: album su una Napoli che in-cantava

massimo-ranieri.malia-albumE’ un Massimo Ranieri in splendida forma, sorridente e ispirato, quello che mi trovo davanti alla vigilia dell’uscita del suo nuovo album, “Malìa”. Arriva da Roma a Milano per raccontarcelo, dopo un viaggio che lui definisce «il più bello degli ultimi 15 anni, da quando ha cominciato a collaborare con Mauro Pagani». Siamo sui Navigli, nello studio del maestro. E’ un giorno importante, atteso a lungo da entrambi: manca poco all’uscita di un progetto unico nel suo genere, un disco magico, come recita il titolo, ricco di canzoni che scavano nel profondo, alla ricerca di emozioni del passato, della nostra storia che è la nostra identità, di antichi profumi e melodie, guardando però anche al futuro. Malìa è un album che racconta un decennio affascinante e seducente, quello che va dal 1950 al 1960. Ed è un disco che fotografa la meravigliosa Napoli di quegli anni, una città che cantava e incantava. Malìa è un’avventura musicale alla ri-scoperta delle note e dei brani nati e vissuti nell’intimità dei night e dei piano bar di questa terra da sogno, capace, nel dopoguerra, di ospitare e fondere la fantasia e l’ironia del pop napoletano e la libertà e la classe del jazz americano. ranieri-album-malia«La canzone deve riportarci indietro nel tempo, alle nostre radici, per restituire tutta la sua straordinaria energia originaria – spiega Massimo Ranieri a proposito del suo nuovo album e, più in generale, del ruolo della musica –. Ho scelto il decennio Cinquanta – Sessanta perché ritengo sia stato un periodo speciale, pregno di melodie universali, di erotismo, di notti e di lune. Di fascino elegante e internazionale. Ho cercato i brani studiando il repertorio più nascosto, non volevo riproporre e ranierizzare i grandi classici che già conosciamo e amiamo. Mi sono messo al servizio di canzoni meno note. Sono tornato con la mente a Napoli, per cercare di ricordare come cantavano i crooner di quel periodo. Ne è nato un album, Malìa, che contiene dodici perle che fondono pop e jazz, proprio come allora”. Ranieri e Pagani, coppia vincente della musica italiana, due giganti di cultura, talento, gusto e intelligenza, hanno unito i propri saperi per partorire un gioiello discografico di rara intensità e raffinatezza. Malìa ci prende per mano e ci fa sognare ad occhi aperti, accarezzati dalla voce sublime di Massimo, dalle melodie di cinque straordinari musicisti e dagli arrangiamenti di Mauro. «Abbiamo voluto fortemente cinque grandi del jazz a suonare con noi in questo disco – precisa Massimo Ranieri –. Si tratta di Stefano Di Battista (al sax), Enrico Rava (tromba e filocorno), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso). Personalmente ho cercato di contenermi, di non esagerare con la voce, per cantare più internamente che esteriormente. Ne è nato un album di canzoni delicate, tenere, profondamente napoletane ma al contempo internazionali». In Malìa spiccano infatti brani come “Accarezzame”, datata 1954 e firmata da Pino Calvi, resa ancor più misteriosa e affascinante da Ranieri e i suoi collaboratori.

©Marco Piraccini
©Marco Piraccini

Stupisce la versione molto personale di “Doce doce”, lato B con cui debuttò il grande Fred Bongusto. Travolgente “Ue Ue Che femmena”, brano di Nisa e Scalise del 1960, sinuosa “Luna caprese” (lanciata da Nilla Pizzi nel 1953), qui ricamata dalle note di un pianoforte. «Da O’Sarracino a Te voglio bene tanto tanto, ci siamo divertiti ed emozionati parecchio in oltre un anno di lavoro in studio», racconta Massimo Ranieri, lanciando sguardi di intesa a Mauro Pagani: «Credo che questo nuovo album possa arrivare a tutti, a generazioni diverse, non solo a chi ha vissuto come me, anche se ero solo un bambino, la magia di quel decennio. Penso che i giovani abbiano la possibilità, attraverso la musica e i testi, di conoscere e approfondire la storia, in questo caso di una città come Napoli». Quando gli chiediamo cosa ne pensa del pop di oggi, l’artista 64enne confessa di vedere e sentire “molta confusione”: «Non voglio fare polemica, ma credo che si produca sempre più musica che possa essere distribuita velocemente sul mercato. Le schifezze c’erano anche allora, per carità. Ma oggi regna una certa confusione di suoni, non sai quando e come un brano inizia e finisce». ranieri-paganiE dopo l’uscita di Malìa (Sony Music), disponibile dal 9 ottobre 2015 (dal 23 ottobre anche in vinile), Massimo Ranieri è pronto per la nuova avventura televisiva e il tour teatrale: «A gennaio ripartirò con la trasmissione Rai Sogno E Son Desto 3, durante la quale avrò occasione di cantare i brani del nuovo album accompagnato dai miei cinque fantastici musicisti jazz. Poi spero di portarmeli anche in giro per i teatri italiani. Devo ammettere che molti giovani mi conoscono più come attore che come cantante», ci svela Ranieri, sorridendo: «Mi hanno visto calcare i palcoscenici e vestire i panni di Riccardo III, oppure in televisione. Come dare loro torto: non ho fatto canzoni per quasi venti anni! E’ forse colpa/merito di Pagani se sono tornato alla musica. Il nostro sodalizio dura ormai da anni ma è con Malìa che ho vissuto l’esperienza più bella e che mi porterò per sempre nel cuore. Forse siamo due vecchi e inguaribili romantici». Voto album: (4 / 5)

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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