Malika Ayane e l’ultimo album Naif: concentrato di passione

La recensione di Naif, l’ultimo album di Malika Ayane 

Malika AyaneLa sua voce non ha bisogno di presentazioni o recensioni. All’interno di un panorama musicale in cui spesso anche l’ultimissima novità non sembra aggiungere nulla di nuovo a quello che già conosciamo, Malika Ayane non è un’eccezione, è una particolarità che spicca in mezzo a un universo di suoni tutti uguali.
La sua capacità di muoversi in punta di piedi tra le note, dalle più basse alle più alte, leggera e allo stesso tempo intensa; un timbro unico incorniciato da un talento timido, mai invadente ma sempre avvolgente, l’hanno portata negli anni a ritagliarsi uno spazio via via più ampio nella discografia italiana. E non poteva che essere così.
Sin dagli esordi infatti, Malika Ayane è riuscita ad incantare chiunque. Tutto ha avuto inizio quando la cantante italo – marocchina, ancora bambina, ha cominciato a cantare nel coro delle voci bianche del Teatro alla Scala. Poi, un’adolescenza caratterizzata da un eclettismo musicale derivante dalle sue origini, «A casa sentivamo molta musica. Da Jimi Hendrix a Billie Holiday o Édith Piaf, fino alla musica popolare marocchina», raccontava anni fa per spiegare le tante e differenti influenze che sembrano caratterizzare il suo modo di fare musica e la sua maniera di modellare i suoni con una voce e uno stile totalmente personale.
Dal punto di vista discografico, il debutto risale al 2008, quando Caterina Caselli, rimanendo fulminata dalle sue doti, le propone un contratto con la Sugar. A lanciarla sono due canzoni impresse nella memoria di tutti: “Sospesa” e “Feeling better”. Il successo definitivo arriverà però con “Verrà l’Estate”, singolo con cui viene consacrata anche la sua “relazione artistica” con Pacifico.
Dalla leggerezza iniziale Malika Ayane passa alla profonda intensità di “Come Foglie”, brano scritto da Giuliano Sangiorgi e presentato a Sanremo nel 2009.
Da Allora ad oggi sono passati 6 anni, tre album (sono quattro in tutto) e altrettanti successi. Lo scorso 13 febbraio è uscito l’ultimo album di Malika Ayane “Naif”, concepito come sequel di “Ricreazione”, pubblicato ormai tre anni fa. Lanciata dallo splendido singolo sanremese “Adesso è qui (Nostalgico presente)”, che gli è valso anche il premio della critica Mia Martini, l’ultima fatica di Malika Ayane si compone di dieci brani, tutti prodotti da Axel Reinemer e Stefan Leisering dei Jazzanova. Nomi sconosciuti ai più, ma che rappresentano una garanzia nel panorama della musica funk, nu-jazz, ed elettronica.
ultimo album Naif malika AyaneUn album internazionale, dai natali cosmopoliti, registrato tra Milano, Parigi e Berlino, con l’ausilio di autori come Shridhar Solanki, Simon Wilcox e Françoise Villevieille.
A questi si aggiungono anche numerosi talenti italiani, tra i quali spicca senza dubbio Giovanni Caccamo (vincitore nella categoria nuove proposte di Sanremo), che ha contribuito proprio alla canzone in gara al Festival. Non manca infine l’apporto di Pacifico, con il quale la cantante italo marocchina collabora sin dagli albori e che, proprio insieme a lei, firma tutti i brani contenuti in questo disco.
Al primo ascolto “Naif” appare diverso dai lavori precedenti: la Ayane canta con una voce pulita, a tratti cristallina, senza dubbio più piena. Gli arrangiamenti danno l’impressione di essere più avvolgenti ed eleganti, la struttura musicale più sicura. Canzoni fresche e “leggere” si alternano a ballate più dolci, profonde, ma mai banali. Ottimi gli arrangiamenti e l’interpretazione nella cover di “Vivere”, celeberrimo brano pubblicato nel 1993 da Vasco Rossi. Il paragone avrebbe potuto rivelarsi schiacciante e invece Malika se la cava benissimo, mettendoci del suo, pur rispettando l’originale.
Nel complesso il nuovo album risulta completo, sicuramente il migliore tra quelli pubblicati dagli artisti in gara a Sanremo. Piacevole e fresco per certi versi, intenso e maturo per altri. Un lavoro che testimonia una crescita, ma che apre anche la strada ad ampie prospettive per il futuro.

Vittoria Patanè

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