Madonna e “Rebel Heart”, le sei canzoni “rubate” dal nuovo album

Madonna sceglie il Natale per partorire un nuovo album, costretta dalle circostanze e da una volontà superiore. Una frase che può sembrare uno scherzo, un gioco di parole e che strappa più di un sorriso ironico. Eppure le cose sono andate proprio così. La pop star più amata di tutti i tempi ha pubblicato, a sorpresa e in tutta fretta, ben sei canzoni in un colpo solo, tratte dal suo nuovo disco, “Rebel Heart”, la cui uscita (versione fisica e completa) è prevista il 10 marzo 2015, salvo stravolgimenti last minute. Sei pezzi che sono entrati di prepotenza in classifica su iTunes (anche in Italia) e che fanno discutere parecchio fan e addetti ai lavori di tutto il mondo. Non tanto per la qualità dei testi o per la ricercatezza strumentale, quanto piuttosto per il modo con il quale questi singoli sono finiti online. Madonna parla di furto, di vero e proprio “atto di terrorismo” da parte di presunti hackers nordcoreani e di “stupro musicale”. La Ciccone è apparsa sui social molto delusa e arrabbiata per l’accaduto, ma ha reagito con lucidità, arrendendosi ai “tempi pazzi” in cui viviamo. La soluzione per uscire dall’impasse? Un regalo natalizio al popolo adorante di seguaci facendo trovare sotto l’albero tutti i pezzi leakati in versione integrale. Una domanda però sorge spontanea: i piani della bionda cantante sono davvero stati stravolti a causa dei “pirati del web”, oppure si tratta di mera strategia per destare scalpore e far parlare di sé?

Non ci è dato sapere ciò che è realmente accaduto nei giorni scorsi, né a chi appartenga la regia di questo giallo musicale. Diciamo anche che poco ci importa del come e del perchè siano arrivati i nuovi brani di Madonna. Dettagli che passano in secondo piano, insomma, anche se da questa storiaccia abbiamo avuto l’ennesima conferma che oggi nessun dato è al sicuro se messo online. Concentriamoci ora sul contenuto e sulla forma dei pezzi che l’artista 56enne ha realizzato per noi. I sei brani noti sono “Living for love” (primo vero singolo estratto da “Rebel Heart”), “Bitch I’m Madonna” (con l’inflazionatissima Nicki Minaj), “Unapologetic bitch”, Illuminati”, Devil pray” e Ghosttown”.

Il ritorno di Madonna è all’insegna del passato, del presente e del futuro dell’artista stessa. Il tredicesimo album in studio, almeno da quanto abbiamo potuto apprendere dal primo ascolto delle sei tracce, è innovativo e moderno senza mai tradire lo stile e l’essenza cicconiani. Era dai tempi di “Music” che Madonna non tornava a fare Madonna. A lanciare mode (più che a cavalcarle) e a dettare legge. Gli assaggi di “Rebel Heart” lasciano un retrogusto di novità e di freschezza creativa. L’utilizzo massiccio di elettronica è la ciliegina su una torta cucinata con ingredienti e materie prime di qualità e fantasia.

Al primo posto in ben 36 Paesi nel mondo troviamo il singolo “Living for Love”, nella quale Maria Veronica Ciccone si affida a sonorità house anni Ottanta e Novanta, con un intro di piano e cori gospel che avviano un’escalation di emozioni. “Ho abbandonato le mie resistenze, sono caduta tra le tue braccia. Ho dimenticato chi ero, non ho sentito gli allarmi. Ora sono in ginocchio, sola nel buio. Ero cieca davanti al tuo gioco. Hai sparato un colpo nel mio cuore”, recita il testo di “Living For Love”, singolo che Madonna avrebbe voluto pubblicare a San Valentino per lanciare poi il nuovo album di inediti.

“Ghostown”, altra chicca di “Rebel Heart”, è una ballad intensa e raffinata come non se ne sentivano da anni. Sulla scia di “Live To Tell” (uno dei brani più famosi di Madonna datato 1986), il pezzo costruisce le sue fondamenta su un letto elettronico robusto, capace di esaltare la voce della cantante italo-americana. “Quando tutto cadrà, quando tutto andrà a pezzi, io sarò lì. Sarò il tuo fuoco quando le luci si spegneranno”, canta Madonna nella nuova canzone. Chitarre acustiche e sonorità stile cowboy, in un gioco di alternanze e fusioni melodiche, sono le protagoniste di “Devil Pray”, pezzo che vagamente ricorda “Don’t Tell Me” del 2000. Di altro sapore, invece, “Unapologetic Bitch” (traccia dance jamaican style nella quale Miss Ciccone si diverte a sporcare la propria voce, con l’irruzione di sintetizzatori). E poi c’è “Beach I’m Madonna” in compagnia della “timida” e “pacata” Nicki Minaj, canzone electro-dance graffiante e provocante. “Ho intenzione di bere stanotte, nessuno potrà fermarci. E baceremo tutti quelli che saranno attorno a noi. Vogliamo solo divertirci…” confessano le due bad girls nel brano.

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Non contenta del regalo offerto ai suoi fan, Madonna ha ben pensato di fare loro un’altra graditissima sorpresa: una collaborazione con Kanye West, rapper e produttore tra i più amati (e pagati) del momento. La canzone che coinvolge le due star è “Illuminati”, recitata come una preghiera cinica, un lungo elenco, freddo e crudele, che chiama in causa gli “illuminati” del mondo, definiti tali dall’opinione pubblica, ma che in realtà sono solo paranoici cronici e patetici. Una canzone che va a completare questa prima spiazzante sestina di singoli: una manciata di brani pop iniettati e drogati di hip hop, dance, elettronica, astutamente studiati per soddisfare ampie fette di mercato e di fan, dunque non solo il mainstream ma anche la scena underground più alternativa. Madonna è tornata, e il suo “cuore ribelle” batte ancora in perfetta sintonia con il ritmo della sua arte.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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