Madh, le canzoni del nuovo album “Madhitation”

E’ stato il concorrente più originale e applaudito dell’ultima edizione di X Factor. Madh, vero nome Marco Cappai, ha dimostrato di essere un vero fuoriclasse sul palco del talent show targato Sky. Vincitore morale, secondo solo all’amico Lorenzo Fragola (e ci sarebbe da discutere su questo risultato), Madh ha atteso alcuni mesi per sfornare il suo album d’esordio, “Madhitation”. Uscito il 10 luglio, il nuovo disco del giovane artista sardo si presenta subito come una boccata d’aria fresca nel mediocre mercato musicale italiano. “Madhitation” è un signor album perché si lascia sedurre, con intelligenza, da diverse correnti, senza però perdere la propria essenza. Le canzoni dell’ultimo progetto di Madh ci trasportano in mondi solo apparentemente lontani tra loro: ci sono il pop e il rap, l’hip hop e il reggae, ma anche drum and bass e dancehall. Un disco completo, vivace, convincente dall’inizio alla fine, che mostra già una certa maturità artistica da parte di Madh.

“Madhitation” si compone di 13 brani, uno più bello dell’altro. Il nuovo album del cantante di Carbonia si apre con la super hit “Sayonara” (già singolo di Platino), presentata durante l’avventura a X Factor e regina delle classifiche iTunes per diverse settimane. Un esperimento nell’esperimento, un viaggio attraverso un’infinità di suoni, culture, idee e immagini. Una canzone che apre il sipario e annuncia l’inizio di un disco-show emozionante e ricco di sfumature melodiche; di un percorso filosofico e simbolico, per certi versi. “Contaminazione” è la parola chiave di “Madhitation”. “Coerente nella sua incoerenza”, come ha spiegato lo stesso autore e interprete. E a noi può solo far piacere ascoltare e lasciarci rapire (finalmente!) da un progetto così ben pensato e costruito, track by track (ben vengano, in Italia, artisti coraggiosi e promettenti come Madh!).

Osare, lasciarsi rapire dall’istinto e dal piacere di esplorare generi e colori anche contrastanti, liberi dall’ossessione delle radio e delle classifiche, senza preoccuparsi di piacere a tutti e a tutti i costi. Miscelare elementi sonori, come un alchimista, per scoprire qualcosa di nuovo, profondo e forse mai proposto prima nel nostro Paese. L’obiettivo di Madh è stato pienamente raggiunto,  portando alla nascita di un album unico e viscerale, di cui sentiremo parlare a lungo.

Ogni canzone dell’album di Madh ha un significato ben preciso. Il lettore può immedesimarsi nel testo, farlo suo, come fosse parte del racconto del suo vissuto o del suo stato d’animo. Tra le tracce più interessanti del disco vi sono “River”, altro singolo di successo di Marco Cappai, dedicata a tutti coloro che nel caos della propria esistenza trovano la chiave giusta per aprire la porta della consapevolezza e della verità; “Triangle”, canzone che spazia dalle vibrazioni tribal funk all’esplosione liberatoria finale drum and bass; “Gong”, altro simbolo di questo album, pezzo reggae che rappresenta la sfida, la forza di cui tutti siamo dotati per poter raggiungere “la cima della montagna”.

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“Madhitation” prosegue con “Tree”, il cui testo parla della voglia di liberarsi dalla pesantezza dei pensieri che molte volte non si è capaci di reggere. Le sonorità del brano sono leggere e minimali e solo verso la fine si passa all’energia dell’elettronica, seguita dall’armonia dello Stradivari fino alle melodie lineari e scale più complesse, che metaforicamente costruiscono la struttura dell’albero. “Eyes on you” parte con lo slogan “Ain’t No Guns”, “Niente armi”:  un brano tribal-hip hop che ci fa riflettere su razzismo, guerre religiose, bullismo, omofobia…affinchè non si smetta mai di lottare per il cambiamento e il rispetto.

Purezza, positività e leggerezza sono gli elementi che compongono la nona canzone del nuovo album di Madh. Si intitola “Kyoto Mind” (da qui si evince la grande passione del giovane artista per il Giappone e la cultura orientale), e precede “Vai”, un’altra perla del disco (pezzo pop ma ricco di sfumature raggamuffin). In chiusura, non possiamo non citare la titletrack, “Madhitation”,  la meditazione di Madh attraverso il solo potere della musica. Musica che è vita, musica come ricerca profonda, musica che consente all’anima di ritrovarsi, di esprimersi e di liberarsi, percorrendo strade mai esplorate ma abitate da consapevolezza e bellezza. Forse con questo album Madh ci insegna qualcosa: a non fermarsi mai al primo ostacolo o alla prima difficoltà, a ri-conoscere la propria natura senza dimenticarsi di camminare lontano e di volare più alto possibile, di conoscere e di approfondire, senza accontentarsi. Un chiaro messaggio lanciato attraverso i suoi testi e le sue sonorità, un invito a riflettere. Madhitation.

Voto (4 / 5)

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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