Lu Ye, intervista al soprano dalla voce d’angelo

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Lu Ye è una famosa soprano e attrice cino-canadese in grande ascesa. Nasce in Cina, vive in Canada, ama l’Italia. Nel dicembre scorso ha cantato in onore di Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma. Ora è di nuovo in Italia. Il 4 luglio riceverà un importante premio a Roma e il 14 potremo ammirarla nel concerto inaugurale della seconda edizione di “Assisi Suono Sacro – Contemplum”, nella Cattedrale di San Rufino. La serata sarà ripresa dalle telecamere di Rai News 24 e Rai World. Nel prossimo ottobre canterà nella celebre Carnegie Hall di New York in occasione delle celebrazioni in onore di Maria Callas. Impegnata anche come attrice, ama il teatro e la letteratura europea. E’ considerata dalla stampa internazionale come una delle più grandi soprano al mondo. La Presse ha definito la sua come «una voce d’angelo». Un esempio fulgido di melting-pot di culture diverse. Lu, nonostante la fama crescente e i conseguenti pressanti impegni professionali, conserva una semplicità, una freschezza e una simpatia invidiabili. Ama il Tango Argentino e parla cinque Lingue. Trasmette tanta gioia di vivere, come abbiamo avuto modo di riscontrare in questa intervista rilasciata a Cultura & Culture.

Luye2Lu, bentornata in Italia e grazie per aver concesso questa intervista a Cultura & Culture! Dunque, nel dicembre scorso hai cantato per Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, ora sei di nuovo nella capitale dove il 4 luglio riceverai un importante premio, per la tua attività artistica internazionale, dall’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali. Spesso vieni in Italia. Come nasce l’amore, direi reciproco, con il nostro Paese?

Oh, wow! Questa è una bella domanda! E’ stato proprio un colpo di fulmine, da quando avevo dodici anni! Sono stata fortunata ad avere un insegnante bravissimo, che era molto appassionato di letteratura europea, che mi faceva leggere molti libri, a condizione che di ognuno poi scrivessi una critica. Ma non è stato tanto per il mio scrivere, quanto piuttosto per l’approccio che ho avuto con la letteratura e l’arte europea e italiana in particolare.

Cosa ami in particolare dell’Italia, oltre al fatto che è la culla della lirica?

(ride, ndr) Eh, ma in Italia c’è di tutto, c’è il sole, le persone sono molto aperte, solari, molto diverse dai cinesi! Noi, in generale, siamo più timidi, introversi…invece gli italiani sono molto naturali, spontanei, teatrali! Mi piace, e mi ha fatto ridere molto Totò, ma a me sembra di vivere tutti i giorni, anche per strada, situazioni molto simili a quel modo di essere. Questo mi dà il gusto di osservare la gente, il modo in cui comunica, i lunghi discorsi, per me è veramente tutto molto teatrale, mi piace! Posso anche sedermi a guardare le persone, mi piacciono molto gli italiani, siete molto attori.

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Una cosa che invece non ti piace dell’Italia?

Non mi piace l’organizzazione, non si sa mai se una cosa ci sarà o no. Io faccio molto attenzione ad annunciare, a dare notizie, fino all’ultimo momento, perché non si sa mai. Qui è difficile organizzarsi. Io mi ritengo una cinese-tedesca, e per me è molto difficile abituarmi a tutta questa incertezza. Se do un appuntamento, arrivo in anticipo, non è detto che per il fatto di essere donna debba arrivare in ritardo, o fare la diva! Professionalmente, questa è una cosa a cui non riesco ad abituarmi. Ecco, questo modo di fare non mi piace.

luye3Lu, tu sei una cantante lirica apprezzata in tutto il mondo, ma sei anche un’attrice. Hai studiato con grandi insegnanti americani, come Warren Robertson e Tom Todoroff, e hai conosciuto il mondo di Hollywood. Che tipo di esperienza è quella del Cinema, quanto ti ha fatto crescere professionalmente?

Guarda, direi che mi ha fatto crescere piuttosto come essere umano, più che professionalmente! Dover capire i personaggi, come interpretarli, come raccontare la loro storia, come trasmettere i loro sentimenti, le loro emozioni. Un grande lavoro su me stessa, questo mi ha fatto crescere come persona, prima che come attrice.

Hai mai fatto teatro?

Sì, da piccola e poi ho lavorato in teatro in Canada. Però, il teatro è una cosa molto, molto impegnativa. Quando lavori in teatro, per preparare uno spettacolo ci puoi mettere sei, otto, dieci mesi e questo non ti permette di fare altro, non puoi stipulare altri contratti come cantante o nel cinema. Per questo preferisco lavorare nel cinema, per poter fare anche le altre cose che so fare. Ma ho una grande passione per il teatro, ci vado molto spesso, e vedo spettacoli in inglese e in francese. Anzi, in Canada siamo fortunati perché possiamo apprezzare testi in tutte e due le lingue!

Sinceramente, dove senti di esprimere meglio te stessa: nel canto o nella recitazione?

Beh, è molto diverso. Però mi dà molta più emozione il cantare. Cantare è uno scambio con il pubblico, è una cosa viva. Anche nel Cinema si vivono emozioni, soprattutto per poterle raccontare, per trasmetterle attraverso i personaggi, ma non è uno scambio diretto. Il “live” è molto più emozionante, eccitante!

Come ti definiresti, una stella emergente o una realtà affermata?

No…no, per me questo è un inizio! Ogni giorno, ogni progetto, è sempre una cosa nuova, un modo per imparare sempre, tutti i giorni. Finché si vive è così.

Ti dico una cosa che forse non sai. Un importante teatro romano (il Brancaccio – ndr), nella prossima stagione ha inserito nel suo programma uno spettacolo di prosa con un attore cinese (Shy Yen Shy). Non era mai accaduto questo, cosa ne pensi?

Ah, bene! Molto positivo, direi. Bisogna vedere di più, conoscere di più. La globalizzazione nella Cultura è molto importante.

Canterai a New York nelle celebrazioni in onore di Maria Callas, ma prima, il 14 luglio prossimo sarai ad Assisi per il concerto inaugurale della seconda edizione di “Assisi Suono Sacro” e canterai nella Cattedrale di San Rufino, dove furono battezzati Francesco e Chiara d’Assisi. Quanto ti emoziona questo, e cosa canterai?

Allora, il concerto di New York ci sarà a fine ottobre e si terrà nella prestigiosa Carnegie Hall, un luogo molto importante! Ho studiato storia dell’arte e quindi conosco un po’ della storia di San Francesco d’Assisi. Cantare lì è un’emozione unica da vivere, non avrei mai immaginato di poter cantare in quei luoghi e ne sono felice. La produzione mi ha suggerito di cantare l’Ave Maria di Schubert, poi farò un duetto insieme a Frate Alessandro e canteremo “Fratello sole, sorella luna”. Infine ci sarà una sorpresa, eseguirò un brano classico cinese! Dovete venire anche voi ad Assisi il 14!

Il Festival di cui stiamo parlando vuole sottolineare il rapporto tra musica e spiritualità. Tu come vivi la tua spiritualità, in che modo?

Oh, wow! Vivo la spiritualità filosoficamente, piuttosto che religiosamente. Io sono Taoista e il taoismo è una filosofia di vita. Ogni giorno leggo un po’ di Tao, soprattutto quando ho delle difficoltà, dei pensieri che mi disturbano.

Lu, ho notato da alcune tue precedenti interviste, che non ami molto rispondere alle domande sui nuovi progetti cinematografici…

(ride, ndr) Sì, hai ragione. Ma perché non dipendono da me! Oggi come oggi è sempre più difficile, molto spesso saltano progetti che erano in piedi fino al giorno prima! Spariscono dall’oggi al domani, ti chiedi: ma come è possibile? (ride, ndr)

Da amante del Teatro non posso non farti questa domanda. Come è lavorare con Giorgio Albertazzi?

Giorgio Albertazzi è un grande maestro! E’ un livello molto, molto alto! Con lui bisogna lavorare su tutti i dettagli… si impara moltissimo. Lui è molto esigente e questo è bello per chi deve imparare. Due anni fa ho potuto conoscerlo.

Tra poco, dopo gli impegni italiani, ripartirai per il Canada, non ti fermi mai! Come ami rilassarti?

Oh! Mi piacerebbe molto farlo in una spiaggia bianchissima, di sabbia morbida e fine, sdraiata, col mare blu e tanto spazio intorno. Amo il mare e lo spazio aperto, dove poter leggere, sognare…

Ma con tutti questi impegni… Lu Ye ha tempo per i sentimenti?

(riflette un attimo, ndr) Io sì, ho tempo per i sentimenti… però (ride, ndr) non dipende solo da me. Ci vuole la fortuna di incontrare la persona giusta con cui poter condividere questa mia vita! Ancora non c’è! (ride, ndr)

LuyeQuindi, lasci qualche speranza ai tuoi tanti ammiratori!

Certo! Anche io spero! (ride, ndr)

Lu, questa è la domanda finale che faccio sempre. C’è un sogno alto, in qualsiasi campo, professionale o privato, che ti fa battere forte il cuore?

Un mio sogno è stato sempre quello di poter fare la “James Bond’s girl”! (ride a crepapelle, ndr)

Beh, le phisyque du role ce l’hai!

Bene, allora mi aiutate a diffondere questo messaggio? Si potrebbe creare un personaggio, un soprano pubblicamente in carriera, ma che poi diventa un killer dal sangue freddo che cerca in tutti i modi di uccidere James Bond! Una spia cinese, sarebbe bello!

Lu, poter parlare con te è stato molto interessante e anche divertente. Se vuoi, lascia un saluto ai nostri lettori, assetati di Cultura.

Ma certamente! Speriamo di avere sempre l’opportunità di conoscere e scambiare le nostre culture, questo mi sembra molto importante e interessante per chi ha interessi culturali. Speriamo di aumentare le possibilità di realizzare scambi simili tra Italia, Cina e Canada. Un caro saluto a tutti i lettori di Cultura & Culture!

Paolo Leone

* Puoi ascoltarla qui: http://youtu.be/YbNaBLu7gJ4

*Si ringrazia Mia Press, nella persona di Katya Marletta

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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