Al Cinema Le Week-End: l’amore secondo Roger Michell

Le Weekend Directed by Roger Michell Starring Lindsay Duncan and Jim Broadbent

“Intendiamo amore quando diciamo amore?” Beckett ha provato a dare risposta alla più universale delle domande. Quesito che è rimasto insoluto fin dalla notte dei tempi, ma qualcuno continua a rifletterci con intelligenza e fine delicatezza, nascondendosi dietro la macchina da presa e la finzione scenica. Parliamo di Roger Michell, autore consacrato da “Notting Hill” e capace di spaziare dal thriller (“Ipotesi di reato”) alla commedia sofisticata molto politically correct (“A Royal Week end”). Nel nuovo film, a trascorrere un rocambolesco fine settimana non sono regnanti desiderosi di conciliare Paesi in rivolta, ma una coppia di sessantenni in pensione che cerca, nelle sognanti e talvolta surreali atmosfere parigine, la spinta per un nuovo inizio. Da Birmingham raggiungono la romantica capitale europea per festeggiare trent’anni di matrimonio ed esorcizzare il dramma del pensionamento anticipato di Nick, sbattuto fuori dall’università per qualche parola di troppo detta a una studentessa di colore. I due giorni di vacanza, tra scaramucce, battibecchi e puerili dispute filosofiche, sintetizzano rancori e frustrazioni di un’intera vita passata insieme. le week endCon grande perspicacia narrativa, lo sceneggiatore Hanif Kureishi inanella gag slapstick, siparietti demenziali e discussioni semiserie che il cantore dell’amore leggero Michell modula in un andamento lirico sobrio e accattivante. “L’insostenibile leggerezza della coppia” è scandita da incidenti di percorso, battute al vetriolo e liti teatrali. Un diario intimo di due amanti che riflettono su loro stessi e sulle possibilità che il tempo può ancora concedere. Nei bistrot in cui si recano sovente non servono madeleine e, in mancanza della delizia proustiana “acchiappa ricordi”, ci pensa l’amico Morgan con sopraffino champagne. Incontrato per caso a Parigi trascina Nick e sua moglie ad una party che si trasforma in una seduta collettiva di psicanalisi in cui un intraprendente filosofo ci prova con Meg, mentre Nick si lancia in confessioni intime col figlio degenere di Morgan. Il film è frizzante, a tratti divertente, riflessivo quanto basta e straordinariamente caustico, grazie al corrosivo humour “british” e alle massicce dosi di cinismo, per fortuna mai disciolte in sterili retoriche. I due coniugi si analizzano, strepitano, urlano, poi si esibiscono in danze improvvisate nelle hall degli alberghi o nei bar del centro, dando vita a un elegante burlesque metropolitano. Quando il ballo si arresta, diventano seriosi esistenzialisti fissati col tema dell’ “ubi sunt” e con le lancette dell’orologio che scorrono impietose. Senza mai esagerare, Michell parla per mezzo di Proust, Soutine, Sartre o Baudelaire e, tra esuberanti stacchetti alla Buster Keaton, ci fa amare i due attempati insegnanti, uno paranoico e spaventato dalla solitudine, l’altra ipocondriaca e inacidita dalle occasioni sprecate. “Non si può non amare o odiare la stessa persona nello spazio di cinque minuti” dice Nick e forse, proprio in virtù del paradosso sartriano, i due potranno essere ancora sospinti impetuosamente nel vortice della vita “like a rolling stones”.

Trailer: http://youtu.be/7488ZKBic4k

                                                                                                                         Vincenzo Palermo

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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