Laganà con “Nudo proprietario” a teatro, la recensione

nudo-proprietarioIl tempo che passa, ma che non va via, ti resta dentro e lo senti…eccome se lo senti! Un’età in cui sei troppo giovane per essere vecchio e troppo vecchio per essere considerato giovane, un momento in cui ti sfugge il senso di tutto, in cui arrivi a sentirti “un Bignami del vuoto”. Rodolfo Laganà, a suo dire un “single scaduto”, torna sulle scene dopo qualche anno di assenza. Lo fa con lo spettacolo “Nudo proprietario” sul palcoscenico del Teatro Ghione di Roma e il pubblico lo riconosce come un fratello, un amico, una di quelle persone che hanno accompagnato un periodo della nostra vita col sorriso, l’ironia e quel modo di essere guascone, da sempre suo marchio di fabbrica. E allora il teatro si riempie e quella che corre dalle poltrone al palco è energia positiva, riconoscenza forse, per un personaggio che in fondo non ha mai smesso di essere uno di noi. La formula One Man Show funziona, affronta con piglio le manie, i tic legati alle tappe della vita, ma soprattutto il concetto di proprietà. L’ingenua presunzione umana della proprietà in un mondo in cui tutto quel che pensiamo di possedere è degli altri: Stato, banche, assicurazioni, di chiunque tranne che nostra.

E allora, quasi di conseguenza, cresce la morbosità nei confronti dei soldi, ma anche la diffidenza, la sfiducia nel prossimo, in un tutti contro tutti, in una corsa senza fine alla ricerca della soluzione alternativa. Dalla spiritualità alle diete, il meccanismo è lo stesso. “Siamo liberi con la condizionale!”. Presunzioni di possesso, presunzioni di libertà. Con un tocco di nostalgia per una città, una televisione e un teatro popolare che non esistono più, per un’Italia che è passata “dall’umanesimo al puttanesimo”, Laganà arriva ad affrontare, in un’epoca dominata dai social network, dove imperano i “mi piace”, la malattia che lo ha colpito (la sclerosi multipla) e che poco tempo addietro ha confessato in una intervista, cliccando il tasto “condividi”.

Lo fa mirabilmente con autoironia, decidendo di non nascondersi più, consapevole che nessuno può ritenersi invincibile e che la vita può riservare sorprese nel bene ma anche nel male. Ci scherza con le sue battute fulminanti, senza pietismo, con un senso alto di dignità e coraggio. Ha ragione lui, niente può impedire di sognare. Un’ora di piacevolissimo relax, col sapore della semplicità delle cose quotidiane, con il suo sorriso contagioso. Lo spettacolo di Laganà è un invito a vivere la vita senza prendersi troppo sul serio, a mettere a nudo le nostre fragilità, a spogliarsi dei pregiudizi e delle fobìe, del timore del giudizio altrui. Facci ridere ancora, caro Rodolfo, ne abbiamo tanto bisogno perché la tristezza della boria umana ci circonda. Solo così, rimanendo nudi, possiamo tornare ad essere padroni delle nostre vite. Nudi proprietari, appunto.

Paolo Leone

 

Nudo proprietario – Roma, Teatro Ghione (via delle Fornaci 37)

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Ghione Produzione presenta: Rodolfo Laganà in Nudo Proprietario, di Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani, Gianni Quinto.

Con la partecipazione di Gianni Quinto e Roberto Giglio.

Scene di Alida Cappellini e Giovanni Licheri; Musiche di Andrea Tosi. La canzone “Nudo proprietario” è di Roberto Giglio. Distribuzione: Razmataz Spettacoli.

Si ringrazia l’ufficio stampa della Compagnia, nella persona di Silvia Signorelli.

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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