La ragazza del treno: trailer del film, trama e recensione

La ragazza del treno è un film spietato e dirompente che, portandoci avanti e indietro nel tempo, ci rende spettatori di una storia incredibile. Era da un po’ che non vedevo un nuovo thriller così riuscito che prende l’attenzione come in un crescendo per raggiungere l’apice del pathos in quel finale, non proprio al cardiopalmo ma certamente inaspettato. Fare parallelismi tra il film e il libro omonimo ritengo sia inutile, oltre che controproducente, perché difficilmente la Settima Arte riesce a trasporre opere letterarie sullo schermo in modo del tutto esaustivo e fedele al testo. Non è mai accaduto e forse mai succederà, penso! In verità dare un’immagine alla scrittura significa privarla della propria essenza, perché essa si nutre di fantasie che appartengono più alla realtà onirica del lettore che dello scrittore.

 

Ad ogni modo esaminerò La ragazza del treno, nella versione cinematografica, senza tener conto del best seller, giacché il confronto per le ragioni sopra menzionate sarebbe impari. La macchina da presa di Tete Taylor si muove con abilità in un ambiente sinistro e inquietante, dalle sfumature del grigio per evidenziare lo stato d’animo di Rachel Watson, impersonata da un’ottima Emily Blunt, la cui vicenda s’intreccia con quella di altre due donne, interpretate da Haley Bennet e Rebecca Ferguson. Che cosa hanno in comune questi tre personaggi lo scoprirete in sala, quello che però mi preme rilevare non è solo la magistrale performance dell’attrice protagonista bensì la capacità di questo film di uscire dagli schemi ricordando, seppur leggermente, altre pellicole, quali per esempio L’amore bugiardo (2014), che consentì a Rosamund Pike di ricevere la nomination agli Oscar, o anche Millennium – uomini che odiano le donne, uscito nel 2011.

La ragazza del treno – pur non avendo l’intensità drammatica di un thriller come Shutter Island (2010) – narra una storia intima e personale, nella quale potrebbero riconoscersi molte donne. Il treno – che è il mezzo attraverso cui Rachel si muove nel proprio microcosmo tra capitomboli per strada, vuoti di memoria e urla disperate nei bagni pubblici – è lo specchio simbolico della vita con le sue molteplici contraddizioni. Una mattina la protagonista, mentre è in viaggio stordita come sempre dall’alcol, vede una donna sposata baciare un uomo che non è il marito. Rachel, che non si è mai ripresa dal divorzio, si pone uno scopo e comincia a indagare. Scopriamo così vicende intrise di frustrazioni femminili, dal desiderio della maternità negata alle compulsioni e alle amnesie. La ragazza del treno è un film che descrive bene cosa accade quando l’anima femminile appassisce perché imprigionata dal perfezionismo e dalla paura logorante di non essere mai all’altezza. La pellicola affronta, inoltre, con estrema incisività la problematica dell’alcolismo nelle donne – già proposta in Amarsi (1994) o in 28 giorni (2000), commedia dal retrogusto dark, con una strepitosa Sandra Bullock – e lo fa con uno sguardo forse troppo cerebrale ma convincente. Sia inteso, non è un capolavoro ma ci convince! Di seguito alcune immagini de La ragazza del treno e il trailer.

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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