La ragazza del mondo: trama, trailer e recensione del film

«Giulia, davvero vuoi frequentare le persone del mondo?». Si parte subito così ne La ragazza del mondo, il film di Marco Danieli, con una domanda che mette immediatamente in chiaro lo scarto che i Testimoni di Geova sentono tra loro e gli altri. Il “bello” è che esattamente dopo qualche secondo comprendiamo che quella scena tra madre e figlia è all’interno della Sala dell’Assemblea durante un’adunanza. Chi non conosce molto quel mondo resta atterrito (e lo diciamo con rispetto parlando) nel vedere come si arrivi a mettere in scena delle situazioni per educare e questo è solo l’inizio. «Siamo soldati, il maligno non va in vacanza e nemmeno noi», ascoltiamo a un tratto. Si parla con frasi, certo religiose, ma che all’orecchio dello spettatore possono risultare “artefatte” o quantomeno lontane. Pian piano questa percezione inizierà ad averla anche la nostra giovane protagonista proprio per l’incontro con le persone del mondo e, in particolare, con una. Nel corso delle prime scene vediamo che Giulia (Sara Serraiocco) compie tutte le azioni che una Testimone di Geova fa regolarmente, compresa la predicazione – forse l’aspetto per cui tutti noi li conosciamo – con cui «rubano alle persone un po’ del loro tempo». Chi non ha mai risposto al campanello sentendosi dire che erano loro? Mentre la ragazza, con la sua amica, è da una signora proprio per questo atto, arriva Libero (Michele Riondino), completamente lontano dal rigore di quel movimento e forse anche di altri. Il giovane ha la fedina penale sporca, ma ha già pagato il prezzo degli sbagli commessi ed è proprio questa (apparente) distanza ad attrarre Giulia, per certi versi “costretta” a essere perfetta, per altri, tutto ciò che fa e che accade all’interno di quella comunità, per lei, è “normale”. Quando Libero viene assunto (grazie alla mediazione della giovane) nell’azienda dove lavora suo padre (Marco Leonardi), è come se si aprisse uno squarcio nella vita di Giulia. Forse per la prima volta, finalmente, qualcuno le chiede davvero se il lavoro che porta avanti le piace. L’incontro tra i due è un viaggio interiore in se stessi mediante la conoscenza e lo scontro con l’altro. Per la nostra lei significa mettere in discussione quel mondo che ha sempre frequentato, considerandolo come l’unico possibile, e affacciarsi all’esterno; per lui vuol dire imparare ad amare, ma non possiamo svelarvi alcune evoluzioni.

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La ragazza del mondo con un ritmo molto ben calibrato riesce a far immergere la platea in questa storia d’amore pura e realistica. Siamo abituati ad assistere a pellicole che raccontano situazioni “estreme” (basti pensare anche al solo Difret – il coraggio per cambiare di cui vi parlammo), magari in Paesi dall’altra parte del continente, apprendere come la vita possa essere condizionata dal modo di interpretare la Bibbia in luoghi e con persone a noi vicinissime colpisce molto. Un punto di forza che va riconosciuto a quest’opera prima è l’aver scelto di trattare la questione dei Testimoni di Geova, permettendo anche agli “uomini del mondo” di sfiorare, seppur al di là dello schermo, regole rigide che hanno un che di ancestrale. Ovviamente nessuno vuole denigrare o mancare di rispetto e ciò non è neanche nelle intenzioni di Danieli, ma è importante che il cinema faccia prendere coscienza di alcune realtà, permettendoci di conoscere quello che magari non frequentiamo. Cosa vuol dire non festeggiare il proprio compleanno e ancora come si reagirebbe se il proprio padre dicesse di domandarci: «voglio andare all’università per la congregazione o per la mia vanità?». Non si può non partecipare all’umiliazione che la ragazza prova al cospetto degli anziani, pronti a interrogarla violando la sua intimità, facendola sentire peccatrice per la sfera sessuale e non solo. Cercare all’esterno qualcuno da amare è impensabile, ma quando è l’altro che irrompe naturalmente in quel mondo ovattato come reagire?

Nella schiera degli “altri” rientra anche una docente di scuola (la brava Lucia Mascino), grande supporter di Giulia e del suo talento. Non è la prima volta che al cinema la figura del professore viene rappresentata nella propria funzione fondamentale di crescita (basti pensare al John Keating de “L’attimo fuggente” o, recentemente, all’italiano “Il rosso e il blu” di Giuseppe Piccioni). I due interpreti del film di Danieli, Riondino e la Serraiocco, sono perfettamente calati nei loro ruoli, sfaccettati e non unidimensionali. Lui ha tante ferite da lenire, ma è anche infantile per quanto provi a fare l’uomo; lei, in alcuni istanti, parla con il solo sguardo. Lungi da noi giudicare questo movimento religioso, ma non si può non apprezzare come La ragazza del mondo riesca a essere uno slancio di vita, proponendo riflessioni umane senza puntare il dito, calandoci nella realtà della nostra era 2.0. Il film, La ragazza del mondo, è stato presentato in Concorso alle Giornate degli Autori 2016, sezione autonoma e parallela della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e sarà prossimamente distribuito in sala con Bolero Film. Di seguito il trailer.

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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