“La moglie del sarto”, la recensione del film di Scaglione

M.Cucinotta_LaMogliedelSarto_diM.Scaglione_02Ne “La moglie del sarto”, il film diretto da Massimo Scaglione, c’è tutta la magia del Sud, con storie tramandate, modi di dire e leggende, panoramiche da far perdere il fiato, in cui cielo e mare s’incontrano, mentre la Madre Terra toglie e dà ai suoi figli, assumendo le sembianze talvolta di una mamma amorevole e altre volte di una matrigna dispettosa. “La moglie del sarto” ricorda un po’ il Cinema di Giuseppe Tornatore, fiabesco e a tratti melodrammatico. Maria Grazia Cucinotta è Rosetta Pignataro, una donna bella e sicura di sé, sposata con Edmondo Pignataro, con il quale gestisce un atelier. La coppia ha anche una figlia di diciotto anni, Sofia (Marta Gastini). Tutto sembra andare per il verso giusto quando Edmondo muore all’improvviso, lasciando così madre e figlia nella solitudine più totale. Siamo nella Calabria degli anni Sessanta, dove la vedovanza è quasi una vergogna perché una donna sola, senza protezione, vale meno di niente e quindi, nonostante l’onestà di Sofia e Rosetta, gli uomini del paese non smettono di importunarle, istigati da un assessore che vuole trarre profitti dallo stabile in cui abitano le due donne. Rosetta però è coraggiosa, decisa e non si lascia abbattere, mai. Mantenendo salda la dignità di madre, questo personaggio compie un sacrificio estremo pur di aiutare ancora una volta sua figlia, che intanto si è sposata con il puparo Salvatore (Alessio Vassallo). Rosetta rimette le cose a posto, per sempre, salvando le apparenze. “La moglie del sarto” è un film sui pregiudizi e sulla memoria rievocata attraverso personaggi dall’aspetto e dai modi antichi. Figli del Mare. C’è Adelina (Aurora Quattrocchi), la donna cattolica che fa nascere i bambini, che presta attenzione ai cicli della luna e della terra. Adelina è amica e confidente di Rosetta; e poi c’è il vecchio puparo (Tony Sperandeo) che ci fa riflettere sul senso della vita affermando che «l’uomo si è dimenticato dell’uomo». Persone di un Sud che fu, il quale trae ancora oggi la sua saggezza e la sua forza dal vento del Mediterraneo che porta con sé miti e leggende…

Trailer: http://youtu.be/sw75BVi-Ofw

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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