Katy Perry: sexy regina del pop tra fede e provocazione

katy_perry_roarStravagante, divertente, bella ma, soprattutto, coraggiosa. Katy Perry non è la classica pop star americana, tutta finzione, capricci e lustrini. Nonostante ricordi, per provocazioni e look mozzafiato, Madonna degli anni Ottanta, la cantante californiana è riuscita, in breve tempo, a costruire una carriera solida puntando non solo alla straordinaria capacità espressiva, ma soprattutto alla propria identità e al proprio modo di essere, senza indossare maschere o vestirsi di menzogna. Personaggio ma anche persona, artista ma anche donna, con le sue fragilità e insicurezze in mostra. Sul palco, come nella vita, Katy non teme di esibire se stessa in tutte le sfaccettature. Lo ha dimostrato più volte in sette anni di successi e di milioni di dischi venduti. Lo ha gridato a tutto il mondo, come in “Roar”, primo singolo estratto dall’ultimo album di inediti “Prism”: “E’ come se adesso avessi l’occhio della tigre, il fuoco, ballo attraverso il fuoco, perché io sono una campionessa e tu mi sentirai ruggire più forte, più forte di un leone”. Ruggire per dimostrare la propria forza e la passione che arde dentro al cuore. Katy non teme di fare esplodere, attraverso la voce, ciò che è custodito nella sua anima, correndo anche il rischio di essere fraintesa, incompresa, criticata o, addirittura, considerata folle. Ma è proprio grazie alla sana follia, e ad una buona dose di coraggio e di autostima, se questa ragazza dagli occhi celesti ha fatto strada, superando con disinvoltura un percorso ad ostacoli.katy-perry-1 A partire dai genitori, due predicatori cristiani che ancora oggi non vedono di buon occhio l’atteggiamento della figlia, ritenuta ambigua, troppo provocante e lontana da Dio. Il rapporto con la famiglia e l’educazione ricevuta hanno influenzato molto Katy, cresciuta a pane e musica sacra. Il primo contatto con le sette note è avvenuto in tenera età: la giovane Katheryn Elisabeth Hudson (questo il suo vero nome) ballava e si emozionava con i dischi di Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Edith Piaf, gli unici artisti che le era consentito apprezzare. Dopo l’esperienza nel coro della chiesa, a 15 anni arriva il primo album (di scarso successo), inciso sotto il nome di Katy Hudson. Tra il 2004 e il 2005, un altro progetto discografico passato quasi inosservato (con i Matrix) ma che le consente di aprire le porte della celebrità.

E’  il 2007 quando Katy firma un contratto che la lega professionalmente alla Capitol Records. Pubblica un Ep, con lo pseudonimo Katy Perry, capace di richiamare immediatamente l’attenzione dei media ma non a conquistare le classifiche americane. Il primo singolo scelto, “Ur So Gay”, non fa centro. La svolta arriva l’anno successivo, con il secondo disco, “One Of The Boys: la hit “I Kissed A Girl”, pezzo che gioca con doppi sensi e provocazione, diventa un tormentone e incorona la 23enne “nuova Regina del Pop”. Il video, nel quale la ragazza compare in un locale, in perfetto stile Moulin Rouge, circondata di belle fanciulle, è oggetto per diversi mesi di polemiche. Katy viene accusata di esaltare la promiscuità sessuale. Ma, come si spesso si dice: bene o male, l’importante è che se ne parli. E tra copertine patinate, servizi in tivù e messaggi sui social network, la Perry è l’artista più chiacchierata del 2008 e campionessa di vendite, entrando con il disco, nelle top ten americane ed europee.

katy-perryDopo la collaborazione con il rapper Timbaland (duetto in “If We Ever Meet Again”) e numerosi premi vinti, nell’estate del 2010 esce “Teenage Dream”, anticipato dal singolo “California gurls” subito primo nella classifica di Billboard. Il terzo album dell’artista di Santa Barbara registra un enorme successo di vendite. Brani come “Firework” e “Last Friday Night” fanno impazzire i fan di Katy e vengono suonati in radio come nei locali di mezzo mondo. La carica sensuale e il carisma della Perry sono contagiosi. Impossibile non divertirsi ascoltando un suo disco, ma soprattutto vedendola scatenarsi su un palcoscenico. Durante le tappe del suo California Dreams Tour del 2011, rigorosamente sold out, la pop star americana dimostra di essere cresciuta a livello artistico, controllando maggiormente la voce e diventando padrona assoluta della scena. Abiti e accessori colorati e stravaganti, coreografie mozzafiato, luci e atmosfere da sogno sulle note di brani pop, rock e dance. Sono solo alcuni degli effetti speciali che caratterizzano le performance live firmate da Katy Perry.

prismAltro disco, altro regalo. Nel 2013 esce “Prism”, quarto lavoro in studio dell’instancabile artista che sforna hit radiofoniche come la già citata “Roar”, “Dark Horse” e “Unconditionally”. Il divorzio dal marito e molti altri problemi personali non fermano l’entusiasmo e la voglia di fare musica, sempre e solo a modo suo. L’ultima fatica discografica è un gioiellino di puro divertimento, fantasia e ritmo. Meno oscuro rispetto ai precedenti ma decisamente “schizofrenico” (come la stessa cantante ha definito), “Prism” è un quadro dipinto con tutti i colori della vita vissuta da Katy: sulla tavolozza utilizzata per crearlo ci sono le tonalità del passato, di oggi e le mille sfumature attraverso cui intravedere il suo futuro. Un futuro costellato di nuovi successi per questa giovane e coraggiosa tigre dallo sguardo di ghiaccio, dotata di sensibilità e genialità, caratteristiche che solo le vere icone della musica, e dell’arte in genere, possono vantare.

Silvia Marchetti 

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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