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Irrational Man: trailer, trama e recensione

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Irrational Man: trama e recensione – Il cinema e l’insegnamento: un binomio che ritorna sul grande schermo anche a Natale 2015 con il film Irrational Man di Woody Allen. Ogni docente ha il suo metodo. C’è chi insegna per una missione e sicuramente perché è spinto da nobili ideali, come l’insegnante di The English Teacher (2013), e poi c’è chi decide di fare questo lavoro per ripiego perché non riesce a scrivere la seconda sceneggiatura “capolavoro” della sua vita – Keith Michaels (Hugh Grant) di Professore per amore (2014) per esempio rientra in questa categoria di persone – ma c’è pure chi non trova più uno scopo nella docenza e, quindi, si ubriaca per ottenere quel piacere che non prova durante le ore di lezione. Alla base dell’insegnamento c’è o almeno ci dovrebbe sempre essere il desiderio di trasmettere un sapere che si tramanda da millenni spingendoci a ragionare e a trovare soluzioni anche grazie a discipline illuminanti e secolari, quali la Filosofia, con l’intento di dare il proprio personale nonché umile contributo per l’evoluzione dell’umanità. Il personaggio principale di Irrational Man parla di Kant, con precisi riferimenti alla Critica della Ragion Pratica, e cita più volte gli Esistenzialisti. Nel suo nuovo bizzarro film il cineasta americano ancora una volta ci fa riflettere sull’etica e sulla morte con il solito ritmo narrativo, la consueta atmosfera un po’ vintage, sopra le righe, e con quell’eleganza fine che ritroviamo in tutta la sua filmografia.

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Irrational Man non brilla tuttavia per inventiva almeno non quanto Mach Point (2005) ma del linguaggio di quest’ultimo si nutre fino all’inverosimile, portandoci però in altri ambiti ancora inesplorati e lasciandoci perplessi, forse anche un po’ confusi e certamente pieni di domande, con la certezza che l’omicidio sia sempre irrazionale, anche quando è supportato da un’idea di giustizia che non può però giustificare un gesto così folle e pieno d’insidie perché esso conduce la mente dell’omicida in uno stato di euforia che si nutre del macabro. Ed è quello che accade ad Abe Lucas (Joaquin Phonix), docente di Filosofia che ormai ha perso qualsiasi stimolo e si lascia vivere, fino a quando – ascoltando in modo fortuito la storia di una donna, alla quale un giudice sta togliendo i figli per affidarli al padre – non trova la motivazione per rialzarsi. Accanto all’ottimo Joaquin Phonix una convincente Emma Stone, che svestiti i panni della pittoresca Sophie di Magic in Moonlight (2014) interpreta una “candida” allieva invaghita del professor Lucas.

Le due diverse voci narranti fanno pensare che Jill Pollard (questo il nome della ragazza) simboleggi la coscienza dell’irragionevole docente, corteggiato da Rita Richard (Parker Posey), professoressa frustrata e passionale, disposta a tutto pur di averlo con sé. Nella pellicola, infatti, le due diverse prospettive e modi di intendere la morale s’intersecano fino a scontrarsi facendoci presagire un finale non proprio lieto. Anche in questo film il regista affronta un tema controverso e rischioso, ovviamente sempre con un substrato di leggerezza, ponendo al centro della pellicola l’essere umano e soprattutto le sue nevrosi, proprio come aveva fatto in Blue Jasmine (2013). Irrational Man non è tuttavia il miglior film di Woody Allen, forse proprio per quel finale da capogiro. Di seguito il trailer del film.

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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