L’inno dei Mondiali 2014, “We Are One (Ole Ola)”: la recensione

 

Non sarà coinvolgente e divertente come “Waka waka” di Shakira (colonna sonora dei Mondiali 2010 ancora oggi molto amata e suonata in radio), ma il pezzo firmato Pitbull, Jennifer Lopez e Claudia Leitte piace, e anche tanto, a tifosi di calcio e non. “We are one (Ole Ola)”, questo il titolo del brano edito da Sony Music, non è soltanto l’inno ufficiale dei Mondiali Fifa 2014 che si giocheranno prossimamente in Brasile, ma è anche un invito all’unione e all’amore tra tutti i popoli, alla pace e alla serenità tra individui seppur distanti culturalmente, politicamente e geograficamente. Il sound della canzone scatena la voglia di ballare e di far festa, si presta come colonna sonora ideale dell’estate più che del Mondiale, con il sax in sottofondo a condire il tutto con un po’ di sensualità e spensieratezza. Bene il fischio melodico proposto più volte nel ritornello del pezzo, che entra subito in testa e non se ne va; male, invece, la base musicale, banalmente chiusa tra dance e ritmi latini, creando un mix di sonorità già proposto in passato da altri artisti e dallo stesso Pitbull. Niente di nuovo, insomma. Niente di esaltante e che profumi realmente di freschezza brasiliana.

we are one

«E’ il tuo mondo, il mio mondo, il nostro mondo oggi. Invitiamo tutto il mondo a giocare insieme a noi. Fa volare in cielo la tua bandiera, mostra da dove provieni. Mostra al mondo che siamo una cosa sola», recita il testo di “We are one (Ole Ola)”. Parole semplici ma profonde, a sottolineare la necessità di fare squadra, non solo in senso calcistico, ma anche, e soprattutto, a livello umano. Solo con la fratellanza tra le persone di Paesi diversi si potranno costruire un mondo e un futuro migliori. Soltanto con la conoscenza reciproca e il rispetto l’uno verso l’altro, si riuscirà a camminare insieme, mano nella mano, verso la realizzazione di un sogno comune.

 “We are one (Ole Ola)” poteva essere l’occasione giusta da cogliere per valorizzare un Paese straordinario e unico come il Brasile, con le sue tradizioni e le infinite bellezze, con la gioia e la cultura che da sempre lo rendono una Nazione incredibilmente magica e variegata. Occasione, tuttavia, mancata: non è piaciuta, ad alcuni, la scelta di affidare l’inno ufficiale Fifa World Cup 2014 ad un artista di origine cubana, seppur bravo e famoso in tutto il mondo. Non convince nemmeno la presenza, tra l’altro poco avvertita, di Jennifer Lopez, artista portoricana, lasciata in un angolino a cantare qualche frase, con una tonalità di voce quasi irriconoscibile, quasi come fosse un contentino dovuto o un cameo per soddisfare qualche fan in più. Peccato aver dato pochissimo spazio ad un simbolo, ad una cantante brasiliana talentuosa come Claudia Leitte, che si è dovuta accontentare di presenziare nel brano con un paio di battute in portoghese, giusto in chiusura, per ricordarci che è di Brasile e di Mondiali di calcio che stiamo parlando e non solo di feste e di ballerine seminude su una spiaggia caraibica. Il videoclip ufficiale, che ha già totalizzato quasi 72 milioni di visualizzazioni, è una sequenza di stereotipi brasiliani: belle donne che mostrano senza problemi il lato B, samba, capoeira e divertimento, spezzoni di partite di calcio del passato con immancabili campioni mondiali, in contrasto con le immagini di bambini scalzi per strada che sognano di diventare, un giorno, calciatori famosi e, possibilmente, molto ricchi.

https://www.youtube.com/watch?v=TGtWWb9emYI

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Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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