Il ragazzo invisibile: film con ottimi effetti e poca sostanza

La trama e la recensione de “Il ragazzo invisibile”, il film di Gabriele Salvatores, al cinema dal 18 dicembre

locandina Il ragazzo invisibileDopo anni di strapotere dei supereroi Marvel anche noi sforniamo finalmente un eroe made in Italy, protagonista del nuovo attesissimo film di Gabriele Salvatores, Il ragazzo invisibile. Il regista napoletano, supportato da un budget faraonico per gli standard italiani, pari a quello che recentemente è riuscito a ottenere solo La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (circa 8milioni di euro) e da un soggetto piuttosto incoraggiante, mette a punto il primo supereroe italiano. Esperimento riuscito? Non proprio! Michele è un ragazzo come tanti, un adolescente alle prese con le prime cotte e i dispetti dei compagni di scuola più prepotenti. Vive in una tranquilla cittadina sul mare insieme alla madre Giovanna (Valeria Golino), poliziotta single dopo la recente scomparsa del padre. Michele non è interessato allo studio né allo sport. Le sue passioni sono due: i supereroi e Stella (Noa Zatta).

La sua sensazione è che la ragazza non si accorga neanche lontanamente della sua esistenza. Ma ecco che un giorno, come in tutte le favole che si rispettino, la monotonia delle giornate di Michele viene interrotta dalla scoperta del suo superpotere: l’invisibilità. Un dono che gli consentirà di intraprenderà un’incredibile avventura alla ricerca dei suoi compagni misteriosamente scomparsi, a cui prenderanno parte strambi personaggi provenienti da ogni dove.

il-ragazzo-invisibile2Cosa c’è che non funziona? Il ragazzo invisibile non riesce a diventare la risposta italiana agli affascinanti cinecomic. Al di là delle chiare differenze culturali, il film di Salvatores è più un prodotto per ragazzi di un’età compresa tra i 7 e 12 anni che non un’avventura capace di accattivare un pubblico di tutte le età come quelle che ci ha regalato negli anni la Marvel (Guardiani della Galassia in primis). La differenza tra quei supereroi e il nostro Michele è abissale prima di tutto per la mancanza di emozioni forti. Il film risulta piuttosto ridondante e poco spassoso poiché più filtrato attraverso lo sguardo paternalista di Salvatores che non tramite quello fresco e fanciullesco di Michele.

Il ragazzo invisibile non presenta alcun elemento di originalità sfruttando l’arma del revisionismo con gran numero di gradite citazioni e di omaggi ai film d’avventura per ragazzi dei primi anni Ottanta tra cui Goonies e Gremlins. Ma il suo principale difetto è un altro e risiede nel soggetto originale scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. E’ vero che l’adolescenza è uno dei periodi più difficili nella vita di un ragazzo in cui si è alla disperata ricerca di una propria identità e ci si sente spesso invisibili al mondo esterno. Ma chi potrebbe mai desiderare di esserlo veramente? E cosa riesce ad ottenere nel profondo del suo animo Michele con l’invisibilità? La risposta finale spetta al pubblico che, se non nella stessa età del protagonista, è quasi irrimediabilmente destinato ad annoiarsi.

Gabriele SalvatoresPer quanto riguarda la direzione degli attori ci sarebbe tanto da dire. Considerando i numerosi provini a cui il giovane protagonista Ludovico Girardello ha detto di essersi sottoposto, non siamo sicuri che questo ragazzino, a parte per il suo bel visino, si sia rivelato la scelta giusta. Lo aiutano molto i vari effetti speciali che ci colpiscono durante la proiezione del film ma che la sua presenza in scena non è mai incisiva quanto la sua assenza.

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Valeria Golino e Fabrizio Bentivoglio sono talmente fuori parte da sembrare che siano capitati sul set quasi per caso nonostante si muovano costantemente in un’atmosfera di malinconia romantica che giustifica un po’ il loro essere così svampiti e frastornati. La forza dell’operazione di Salvatores consiste nella rivitalizzazione di un genere fin troppo trascurato in Italia come il cinema per ragazzi.

Il ragazzo invisibileNon è un caso se nel Paese fondatore del festival del cinema per ragazzi per eccellenza, ovvero il Giffoni, a trionfare siano state negli ultimi anni quasi sempre delle pellicole stranieri con pochissimi italiani in concorso. Vanno perciò apprezzati l’impegno e la passione con cui è stato realizzato il progetto e vale la pena menzionare il grande lavoro dietro gli effetti speciali interamente a cura di un team italiano.

Ecco perché siamo sicuri che questo film sia destinato ad avere un discreto successo anche grazie all’interessante operazione di marketing che lo accompagna nel cammino verso le sale (il film è già diventato una graphic novel e un romanzo). A ospitarlo, grazie all’impegno della Indigo, della 01 Distribution e di Rai Cinema, dal 18 dicembre in poi saranno ben 400 cinema.

 

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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