Il principe abusivo è a teatro: recensione del musical

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La standing ovation e i sorrisi compiaciuti del pubblico del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino sono la prova tangibile che il musical Il principe abusivo, con Alessandro Siani e Christian De Sica, è piaciuto sul serio. Basato sul film omonimo uscito nelle sale nel 2013, l’allestimento ha il merito di proporre a teatro la versione cinematografica mantenendo lo stesso impianto narrativo con immagini proiettate sul grande schermo – posto alle spalle degli attori – che rendono la storia ancora più credibile senza mai disorientare quella parte del pubblico che certamente ha visto il film, né annoiarla. Le scenografie di Roberto Crea sono meravigliose. Il principe abusivo è una favola sentimentale, ma mai sdolcinata, che si regge sulle battute comiche e grottesche di Alessandro Siani, il quale ironizza sui vizi del popolo minuto napoletano. Anche se qui è amplificato al massimo, dopotutto ancora oggi c’è un profondo divario tra i nobili e il volgo; come si evince da quella storica pellicola che è Miseria e Nobiltà.

Nella versione teatrale de Il principe abusivo, la comicità dell’attore partenopeo è smorzata e ingentilita da un sempre più elegante Christian De Sica che, nelle vesti di ciambellano di corte, s’innamora di una donna del popolo – nella versione teatrale è Stefania di Francesco – ritornando così alle sue radici. De Sica canta, recita, balla – proprio come aveva già fatto nel musical Cinecittà – ed è perfettamente in parte. Con il tempo l’attore ha affinato sempre più le sue doti innate, dimostrando più a se stesso che agli altri di essere l’erede del padre Vittorio. L’ha fatto adeguandosi a volte alle tremende logiche di mercato, eppure il talento c’era sin dagli esordi ed era palese. Perfettamente capace di interpretare anche ruoli drammatici o seriosi, a teatro con Il Principe Abusivo De Sica riesce a spalleggiare uno showman quale Siani, senza per questo subirne l’influenza né diventarne succube. Anzi si ritaglia un suo ruolo ben definito con intelligenza e, quindi, piace.

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L’allestimento de Il principe abusivo convince regalandoci due ore di grande spettacolo. La trama è la stessa del lungometraggio: Antonio è un ragazzo del popolo, che pratica lo “scrocco” e che abita con due amici, mattacchioni, e la cugina lasciata dal fidanzato. In un regno poco definito vive una dolce principessa (a teatro è Elena Cucci) che, però a differenza della nonna e della madre, non riesce a conquistare i media. Allora il ciambellano di corte fa una proposta al re: la figlia deve far credere di amare un ragazzo povero, proveniente dal Paese più disastrato dell’Unione e, dunque, dalla città di Napoli. Antonio comincia a frequentare il castello, innamorandosi della principessa, però per conquistarla davvero dovrà rivedere i suoi modi rudi. Al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino il musical è andato in scena in prima nazionale, con sei repliche, e potete vederlo fino a domani sera, 7 dicembre 2015, e poi all’Augusteo di Napoli dall’11 dicembre. Le musiche sono di Umberto Scipione mentre le coreografie e i costumi sono rispettivamente di Marcello Sacchetta ed Eleonora Rella. Superlativo anche il corpo di ballo.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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