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Il ponte delle spie: trailer, trama del film e recensione

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Il Ponte delle Spie, l’avvincente opera di Steven Spielberg, termina con un finale da cardiopalmo e poi con un’immagine che sintetizza tutto il film: siamo negli Stati Uniti, l’avvocato James Donovan (uno straordinario Tom Hanks) è tornato in patria, dopo un estenuante viaggio a Berlino che ha messo a dura prova il corpo quanto la mente dell’uomo. La regia indugia su un gruppo di ragazzini americani che saltano con entusiasmo su un muretto. La ripresa ricorda un’altra toccante sequenza: questa volta siamo nella capitale tedesca, è notte, e l’avvocato è su un treno quando vede alcuni giovani avvicinarsi al muro della discordia per oltrepassarlo ma è il periodo della Guerra Fredda e, quindi, quei ragazzi in cerca di democrazia vengono trucidati dai cecchini. Ed è tutta in queste due scene la bellezza di un film in cui ragione, sentimento e istinto si alternano con saggezza, riuscendo a coinvolgere, in alcuni istanti, con distacco per fare spazio solo alla Storia, a differenza di Salvate il Soldato Ryan o di Schindler’s List, dove Spielberg fa leva innanzitutto sulle emozioni, commuovendoci fino alle lacrime.

Con Il Ponte delle Spie il cineasta riesce ad appassionarci grazie alla forza dirompente delle immagini in movimento e a un duo di grandi attori, come Tom Hanks e la spia sovietica interpretata da Mark Rylance, entrambi nel film portatori di saldi principi etici nonostante la loro diversa provenienza e cultura. A dimostrazione che il seme della giustizia può nascere ovunque. La cinepresa sminuzza i dettagli nella primissima parte, si avvicina al volto dei personaggi con primi piani intensi e disarmanti per poi condurci nel cuore della Germania distrutta dalla guerra e disorientata dall’ennesimo conflitto che si combatte non con le armi bensì con le informazioni. Negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento si tentava l’impossibile, spesso con un’ipocrisia imperante, per far credere all’opinione pubblica internazionale che il sistema giudiziario americano fosse equo con tutti, garantendo diritti e una difesa.

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L’etica è, dunque, l’asse portante de Il Ponte delle Spie, la cui trama ruota intorno alla storia, realmente accaduta, dell’avvocato James Donovan che deve difendere una spia russa in patria e che poi dovrà a Berlino negoziare uno scambio sia con i sovietici sia con la Germania dell’Est per ridare la libertà a un pilota statunitense e a uno studente di Yale, entrambi finiti nelle mani del nemico. Donovan è espressione autentica di quei principi che hanno reso grande gli Stati Uniti e che possono essere sintetizzati nel colloquio che il protagonista tiene con un agente della Cia: «Io sono irlandese, lei è tedesco, ma cosa ci rende entrambi americani? Una cosa sola. Una. Una. Una. Il manuale delle regole, lo chiamiamo Costituzione, e ne accettiamo le regole e questo ci rende americani, perciò non mi dica che non esiste il manuale delle regole». Sebbene tra le righe si intravedano un eccessivo patriottismo e un pizzico di retorica sentimentale, equilibrati però dall’ottima sceneggiatura, questo film è l’ennesimo capolavoro di Steven Spielberg e soprattutto è un lungometraggio necessario perché esso ricorda a tutti su quali valori si reggano le democrazie d’Occidente che sono certamente fallaci, deludenti e contraddittorie nelle loro metodiche, ma al momento sono pure l’unico sistema politico che garantisce ai cittadini una certa libertà di pensiero. Da non perdere, dunque! Ed ecco il trailer.

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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