I misteri di Laura: recensione della prima puntata

I misteri di Laura: recensione della prima puntata

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«Laura non è una poliziotta, è quello che nell’immaginario collettivo si chiama il detective», Carlotta Natoli presenta così la protagonista della nuova fiction Mediaset I misteri di Laura. Effettivamente, sin dall’incipit della prima puntata (andata in onda martedì 27 ottobre) si nota questa caratterizzazione a partire dal trench che la donna indossa. Potrebbe apparire una sottile riflessione, invece, è proprio il suo essere “detective” a conferire un imprinting al personaggio e all’intera serie. I minuti iniziali ci hanno trasmesso subito il polso del registro utilizzato: la comedy prende, talvolta, il sopravvento sul giallo, ma sempre col bilancino. Dopo un’inquadratura dall’alto, che ci fa intuire di essere a Torino, vediamo la nostra Laura mettere il lampeggiante e correre – sterzando anche bruscamente – verso un luogo che sembra un caso da risolvere e a suo modo lo sarà. Questa suggestione è suggerita anche dal tipo di inquadrature e dalla colonna sonora scelta (musiche originali de La Femme Piège), oltre che dalla mimica dell’attrice. Con un sorriso scopriremo che la topica frase «mani in alto» la sta rivolgendo ai suoi figli, due gemelli di otto anni (Leonardo e Matteo Frontoni), che ne hanno combinata una delle loro nell’aula di scuola. Per completare il quadretto famigliare bisogna aggiungere la più grande, Allegra, con cui vive anche dei momenti più teneri e malinconici dovuti alla separazione dal marito. I-misteri-di-LauraLa stessa sigla rende i personaggi di questa serie simpatici e buffi, senza risultare macchiettistici, merito anche dello stile utilizzato. A guidarci nei titoli di testa e nella carrellata dei personaggi è Laura, che da moderna Sherlock Holmes va in giro con la lente d’ingrandimento e parla tramite i fumetti. Come spesso accade nelle nostre produzioni televisive, basti pensare a “Un medico in famiglia” o a “Braccialetti rossi”, I misteri di Laura si basa sul format originale spagnolo “Los Misterios de Laura” prodotto da BOOMERANG TV per TVE. Il lavoro dei soggettisti nostrani (Valentina Capecci, Carlo Mazzotta con la collaborazione di Uski Audino, Riccardo Mazza) consiste nel rendere appetibile al pubblico italiano quell’idea e ci fa piacere che la scelta per la protagonista sia caduta su Carlotta Natoli. Troppo spesso ha pagato il prezzo di essere figlia d’arte (suo padre era il regista e attore Piero Natoli), si è fatta conoscere al grande pubblico grazie a “Distretto di polizia” (2000-2001), dove interpretava una psicologa, e nell’ottima fiction Rai “Tutti pazzi per amore” (2008-2011) diretta da Riccardo Milani e Laura Muscardin, in cui aveva dimostrato di possedere anche corde brillanti. Anche ne I misteri di Laura, il regista Alberto Ferrari fa emergere questo lato più ironico, seguendo con la macchina da presa-detective lei e il cast che l’affianca. Forti e riconoscibili per il genere, i duetti con Matteo Maresca (Daniele Pecci), la new entry in commissariato. L’incontro tra i due sarà prima uno scontro in esterni, e anche questo fa parte della volontà di rispettare alcuni codici e “rassicurare” il pubblico. La vita di Laura Moretti si svolge per metà a casa e per metà in giro, non riuscirebbe a ricoprire un incarico da scrivania, perché è una donna friccicosa, desiderosa di sciogliere enigmi. I suoi rapporti famigliari, a partire da quelli con i figli, l’aiutano nella risoluzione dei gialli da salotto. A quanto si apprende, infatti, nei diversi casi sciorinati non ci saranno serial killer o scene d’azione, nell’ottica di una certa sobrietà e spinti dal desiderio di intrattenere. In alcuni momenti, forse potrete riscontrare delle punte di ironia che ricordano “Il commissario Manara”, a cui dava il volto Guido Caprino (2009-2011). C’è anche chi potrebbe paragonare Laura a Camilla Baudino di “Provaci ancora Prof” (di cui si è conclusa da poco la sesta serie), ma in quest’ultimo caso la differenza fondamentale è la sfera legata all’impiego. La Pivetti interpreta una professoressa, che si diletta e si appassiona ai casi seguiti dal suo bel commissario; qui la Natoli dà corpo in prima persona a un detective, oltre a essere una madre e una donna tradita da suo marito Iacopo (Gian Marco Tognazzi). In alcune battute del dialogo tra l’ex marito (che continuerà ad avere tra i piedi come collega, anzi capo), lo spettatore s’immedesima anche nel desiderio di questa donna di farsi valere agli occhi dell’ex compagno che la sottovaluta. Ed è così che, con leggerezza, gli sceneggiatori fanno riferimento allo stereotipo secondo cui, in un rapporto di coppia, la donna non possa fare a meno dell’uomo o sia la parte “debole”. i-misteri-di-laura-prima-puntataI misteri di Laura gioca, infatti, con i luoghi comuni e in questa prospettiva s’inserisce anche il personaggio di Pecci, tombeur de femmes, un po’ rozzo nei modi. Quello che ci ha colpiti, inoltre, è questa tendenza a farci apparire qualcosa in un modo, come può essere un’azione di Laura apparentemente buffa e inopportuna, per poi scoprire che sarà proprio quel gesto a far quadrare il cerchio per la risoluzione del mistero. Laura è un mix tra “La signora in giallo”, “Il tenente Colombo” e “Bridget Jones” – così è stata definita. Questa detective atipica ha dimostrato sin dalla prima puntata di non voler essere iperformale e impostata; se le viene offerto un pezzo di torta al cioccolato mentre è in servizio non si fa scrupolo nell’accettarlo. Cerca di rapportare a sé alcuni dettagli della scena investigativa tanto che anche le questioni quotidiane irrompono mentre lavora (vedi il consiglio del detersivo da usare chiesto alla cameriera dell’albergo mentre compie le indagini). Gran merito va alla presenza scenica della Natoli. Ci aspettano altri sette episodi, tra amori e delitti, e solo alla fine potremo dire se I misteri di Laura sarà stata una fiction di successo e ben riuscita. Post visione della prima puntata, ci sembra che i presupposti di un buon entertainment ci siano. Voto: (3 / 5)

I Misteri di Laura: riassunto della prima puntata

Laura è una detective che si divide tra lavoro e famiglia, ancor più dopo la separazione dal marito Iacopo, poliziotto nello stesso commissariato. Ha tre figli di cui deve prendersi cura: due gemelli di otto e un’adolescente, Allegra, di tredici anni. Durante questo primo episodio, intitolato “Il mistero della stanza blindata”, la donna è chiamata a metter su una squadra che protegga l’imprenditore Emilio Ruzzi, il quale sta per ricevere il titolo di costruttore dell’anno, ma subisce minacce di morte. Nonostante tutto l’impianto di sicurezza, l’uomo viene assassinato. Inizialmente la pista va verso legami famigliari, in particolare quello col fratello, schiavo del gioco online per cui si è indebitato. Grazie, però, alle indagini di Laura e del nuovo acquisto Matteo Maresca, si aprono nuove direzioni. I due si scontrano sul lavoro per i diversi metodi, lei molto dolce e forse, a tratti, fin troppo affabile; lui un po’ rude e diretto. Col tempo, però, l’alchimia si creerà a tal punto da collaborare costruttivamente per la risoluzione del caso. Laura dimostra di avere fiuto, va oltre quelli che sembrano i papabili colpevoli, prima il fratello, poi la socia in affari dell’imprenditore, Elena Martorelli, e scava nel passato e nel presente della vittima fino a riconnettere tutto il puzzle. La prima puntata de I misteri di Laura si chiude sul questore Felici che nomina Iacopo suo successore. In realtà Laura è spiazzata, un po’ perché sperava in quell’incarico, in più immagina che ricevere ordini dal suo ex marito non sarà semplice. Gli ultimissimi minuti ci svelano l’amante di Iacopo.

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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