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I Misteri di Laura, le cinque puntate della fiction? Convincenti

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Ci eravamo lasciati con buone aspettative alla fine della prima puntata della fiction I misteri di Laura e abbiamo continuato a seguirla con grande piacere, nonostante alcune modifiche del palinsesto. Non mettiamo in dubbio che ci siano ragioni che portano a queste scelte ma, calandoci nei panni di voi telespettatori, immaginiamo che i diversi cambiamenti della messa in onda scombinino i vostri piani. Ci piace, tuttavia, pensare che sia stata proprio la voce agguerrita del pubblico a far ritornare I misteri di Laura su Canale 5. Per ora sappiamo che le prossime puntate resteranno sulla rete ammiraglia Mediaset (non più su  Rete 4 come annunciato) e saranno, per questa settimana, di lunedì, mentre le ultime due andranno in onda regolarmente di martedì. Dopo questa comunicazione di servizio, torniamo alla fiction che conferma i presupposti esplicitati sin dagli esordi.

Siamo arrivati al quinto episodio e abbiamo avuto tempo e modo di affezionarci ai nostri personaggi, a partire dalla protagonista principale, Laura. Interpretata da una Carlotta Natoli che si è cucita addosso i panni della donna detective alla Bridget Jones, la nostra commissario, però, ha anche un’età e una situazione famigliare diversa da quella incarnata da Renée Zellweger e ha sviluppato un modo tutto suo di mettere in campo la goffaggine. Nel corso di queste puntate stiamo imparando a conoscerla e a vedere il percorso di scoperta di sé indotta dalla separazione da Iacopo (GianMarco Tognazzi). Il tutto con un registro di leggerezza tipico della commedia tinta di poliziesco. Tanti sorrisi li regalano anche i siparietti tra Laura e l’ispettore capo Matteo Maresca (un Daniele Pecci che assolve perfettamente al ruolo di un romanaccio tombeur de femme), in cui le uscite in romanesco di lui hanno un risultato assicurato. Ogni episodio è strutturato con delle costanti che, di visione in visione, emergono sempre più. Si apre con il delitto (messo in atto in modo “raffinato”), subito dopo vediamo la donna nella sua quotidianità di madre e come apprende del caso di turno da risolvere: Laura è pronta a entrare in azione. Ribadendo che non c’è (volutamente) spargimento di sangue, si passa all’analisi investigativa. Come dice la stessa detective nel terzo episodio: «Gli imprevisti cambiano la prospettiva delle cose» e sono proprio questi elementi, che la portano a risolvere il caso associando anche un oggetto sul tavolo di casa con un altro sul luogo indiziato. «È la detective della porta accanto. Una vicina di casa dotata di una strana e inconsapevole qualità. Quale? Il suo cervello instancabile che non smette mai di lavorare anche nel privato», confermano le note di regia.

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Ce n’eravamo accorti sin dal debutto, niente è come sembra sulla scena del crimine e non è un caso che pensando a ciò che abbiamo visto fino ad ora si sia parlato di indiziato e alibi perfetti. Il cerchio si chiude spesso e volentieri di fronte a tutti gli interrogati, con una vera resa dei conti (in ciò è esemplificativa la conclusione della terza puntata). La sceneggiatura della fiction, nel rispetto del genere, è costruita in modo tale che si giochi coi luoghi comuni della commedia poliziesca, ora cavalcandoli, ora ironizzandoci con garbo. Nella quinta puntata è emerso un altro ingrediente di questi format: la musica classica sulla scena del crimine, così come in precedenza non poteva mancare il teatro. Laura si divide tra casa e lavoro e forse, tanto più al pubblico femminile, piacerà questo suo desiderio di riappropriarsi della dimensione di donna, al di là dei ruoli. «Sto iniziando a capire che sono al di là di te», dice nella quinta puntata rivolgendosi a Iacopo. Si tratta di un tema che torna sempre più, in tv, al cinema (vedi “Dobbiamo parlare” di Sergio Rubini, per citarvi un film di prossima uscita) e nello spettacolo dal vivo e che, senza dubbio, permette ancor più un’empatia col personaggio. Ci fa tenerezza quando in modo imbranato indossa il tubino rosso e i tacchi vertiginosi. Laura non è più abituata o chissà se lo sia mai stata e chi di noi non ha mai provato quella sensazione? Questo aspetto è uno dei punti di confronto con la figlia maggiore. Ne I misteri di Laura si mettono in campo, infatti, non solo le relazioni amorose, ma anche quelle padre-figlia, madre-figlia e quelle con i figli più piccoli, toccando anche le conseguenze di una separazione tra coniugi per quanto consensuale.

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Ci preme dirlo che nonostante il registro sia da commedia e si voglia fare del buon entertainment televisivo, si avvertono dei sottotesti e dei richiami anche letterari, basti pensare alla citazione di Molière: «Se proprio deve succedere accada qui, su queste tavole». Quando l’abbiamo ascoltata, al di là dell’aurea poetica, è venuto naturale pensare anche al fascino della scatola magica e magari, en passant, quell’episodio potrà aver incuriosito lo spettatore che meno frequenta il teatro. Qualcuno potrebbe dire che alcune evoluzioni sono prevedibili, ma è anche vero che spesso si ha voglia, e pure un po’ bisogno, di vedere prodotti di qualità che ci facciano assistere a cose che ci aspetteremmo perché ci rassicurano. Non resta che attendere gli ultimi episodi per scoprire come si evolverà questa donna, la sua vita sentimentale e non, provando a risolvere con lei gli omicidi.

Riassunto seconda puntata – Il mistero del pappagallo azzurro (3 novembre)
Un noto chef viene trovato morto, Laura e Matteo interrogano la bella moglie, il socio in affari, la cugina della vittima e anche un critico culinario. Un altro evento, in cui viene usato sempre il cianuro per avvelenare, scombussola nuovamente il quadro. Nella vita privata, intanto, la donna è alle prese con lo scombussolamento che vive, in particolare, Allegra nell’avvertire la mancanza del padre durante la quotidianità. La bambina cerca l’attenzione di Iacopo, ma l’ex amante di lui le mette “elegantemente” i bastoni tra le ruote.

Riassunto terza puntata – Il mistero della scena del crimine (9 novembre)
Un’attrice di successo viene assassinata sul palco mentre sta provando, ma la risoluzione a cui Laura arriverà capovolgerà questa prima immagine. La nostra commissario lavora sempre più fianco a fianco con il “trucido” e, invece, cerca di avere col suo ex marito un puro rapporto di lavoro tanto più dopo aver scoperto chi fosse la donna con cui l’ha tradita. Iacopo, dal canto suo, deve riconquistare la fiducia della figlia, che tanto amorevolmente gli aveva preparato una cena a cui non si è presentato.

Riassunto quarta puntata – Il mistero del delitto annunciato (10 novembre)
La nostra detective deve scoprire chi ha ucciso la bodyguard di una tennista sul viale del tramonto, la quale, però, non vuole abbandonare il campo e si stava preparando al torneo nazionale di tennis. Nel frattempo Laura è tutta eccitata all’idea che stia arrivando la loro festa della luna piena, una tradizionale festa di famiglia introdotta da lei. La donna sembra, però, essere l’unica a viverla così. L’unica spiegazione che si dà è che i suoi figli avvertono la mancanza del padre ed è questo pensiero che la porta a dare il permesso a sua figlia maggiore per andare a un concerto.

Riassunto quinta puntata – Il mistero dell’alibi perfetto (17 novembre)
Un giocatore di scacchi viene ucciso mentre ascolta musica classica in piscina. Gli indizi porterebbero verso l’amante, ma anche in questo caso la realtà non è come appare. Il rapporto tra Iacopo e Laura è più civile dopo qualche screzio dovuto alla delusione arrecata alla figlia. Alla fine della puntata, dal canto suo, Matteo appare un po’ meno sciupa femmine, in fondo anche i più rudi hanno dei sentimenti e nel promo della prossima puntata qualcosa si intuisce…

Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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