Hozier: “Take me to Church”, il video e il diritto di amare

Hozier singoloLa fine di un amore è uno dei temi più gettonati nel mondo della cultura, esperienza che ha ispirato e ispira numerosi artisti di tutto il mondo. Dalla letteratura all’arte, dal cinema alla musica, l’uomo ha da sempre cercato di descrivere e interpretare le emozioni derivate dall’improvviso distacco, volontario o forzato, dal proprio partner. “Take me to Church” è una delle canzoni che parla proprio di questo argomento, ma lo fa in modo metaforico e inconsueto. Hozier, giovane cantautore e musicista irlandese in cima alle classifiche di Europa e Stati Uniti con questo singolo velato di soul e sporcato di folk rock americano, equipara l’innamoramento alla morte. Un accostamento forte ma che rende fedelmente l’idea di quanto sia intensa come prova di sopravvivenza in un mondo magico e ideale solo in apparenza.

Vivere un amore a senso unico oppure oggetto di disapprovazione altrui, come può essere quello omosessuale (quest’ultimo protagonista del brano di Hozier), logora i pensieri e distrugge l’anima. “Take me to Church” è una sorta di preghiera laica che colpisce l’omofobia dilagante e difende il diritto di amare attraverso una parabola.

Hozier singolo

E’ l’amore impossibile che cerca salvezza, che si nasconde e poi combatte per esistere e resistere, che si inginocchia per supplicarti di non ucciderlo. Quando ci si lascia sedurre e travolgere dai sentimenti e dalla passione, per un attimo si ha come la sensazione di volare e di essere invincibili. Un breve viaggio nell’illusione della meraviglia e della bellezza, un cammino che trova presto ostacoli insormontabili e, talvolta, una fine dolorosa e faticosa.

“Siamo nati malati, li senti dire. La mia Chiesa non offre assoluzioni. Mi dice: prega in camera da letto! Ma l’unico Paradiso al quale verrò spedito è quello in cui sono solo con te…”, canta Andrew Hozier-Byrne nella canzone che segna ufficialmente il suo debutto da solista. “Take me to Church” è stata scritta dopo la rottura del suo autore con la fidanzata. Il brano trae spunto da quella storia per assumere un significato più universale e profondo, abbracciando tutte le persone, le loro vicende personali, ogni singola lacrima di sofferenza, ogni gesto di dolcezza e di violenza. Amore e morte. Morte di se stessi, annullamento della propria persona, rivoluzione intestina. Ti specchi negli occhi degli altri e vedi improvvisamente un’altra persona. Smetti di esistere per come ti conoscevi e ti accettavi, e ti disseti con la sola forza di un sentimento devastante e commovente. Non importa se tutti disapprovano: il tuo amore “è la risatina al funerale”, è “la luce del Sole che tiene la Dea al tuo fianco”, proprio tu, additato come “pagano” e peccatore solo per aver provato a vivere nella verità.

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“Portami in chiesa, pregherò come un cane davanti al santuario delle tue bugie. Ti confesserò i miei peccati così potrai affilare il tuo coltello e offrimi quella morte senza morte. Buon Dio, lascia che ti dia la mia vita…”, recita il ritornello di “Take me to Church”. Il singolo di Hozier coinvolge e spiazza, cresce di intensità e provoca, parola dopo parola. Le note del piano inebriano mentre le chitarre, ruvide e taglienti, inducono in tentazione. Sono chiare le contaminazioni blues, jazz e gospel in questo pezzo sostenuto e impreziosito da un coro zelante capace di creare atmosfere eteree. La promessa di fedeltà assoluta è la chiave che apre le sbarre della prigione di crudeltà e di bugie nella quale l’amore è rinchiuso da ormai troppo tempo. “Non vi è innocenza più dolce del nostro peccato gentile. Nella follia di quella scena terrena…solo allora sarò umano, solo allora sarò pulito…”, canta Hozier con voce struggente, capace di trafiggere e conquistare chi la ascolta, senza alcuna pietà.

Oltre 44 milioni di visualizzazioni per il bellissimo video, total black & white, di “Take me to Church. Oltre 90, invece, i milioni di stream per un brano considerato il miglior debutto assoluto di questo 2014, primo estratto dall’album “Hozier” (disponibile in Italia dal 13 gennaio 2015). L’artista di Wicklow, nominato ai prossimi Grammy Awards, è la nuova star dell’indie rock mondiale, dotato di straordinaria sensibilità e creatività. Ciò che colpisce maggiormente del 24enne, oltre alla versatilità della voce, è la facilità con la quale riesce a miscelare sonorità della tradizione e della vecchia scuola americana, e ritmi più moderni e accattivanti. Un geniale alchimista della musica, del quale è impossibile non innamorarsi.

Il video: https://www.youtube.com/watch?v=MYSVMgRr6pw

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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