Heidi: recensione del film e trailer

Heidi – recensione del film e trailer 

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Alcuni film con la loro immediatezza e spontaneità tengono alta l’attenzione dello spettatore; ci riescono senza alcuno sforzo a volte perché si basano su cartoni animati o su fiabe che affrontano temi complessi con un codice linguistico tuttavia semplice, accessibile a grandi e piccini. Heidi non è da meno. La forza di questo film è tutta nella fotografia e in una storia che non risente del trascorrere del tempo. Com’era già accaduto per Belle & Sebastien o per la longeva fiaba di Cenerentola, le fonti primarie non sono state stravolte e la macchina da presa conduce lo spettatore nel cuore delle Alpi svizzere, dove vive un vecchio misantropo che tra gli abitanti del villaggio non gode di una buona reputazione. Seguiamo l’andatura costante e impetuosa della zia di Heidi condurre la piccola dall’anziano nonno, che, dopo averla evitata e fatta dormire nel fienile, si affeziona lei. Questo passaggio in verità, rispetto al cartone animato, è poco evidente perché tutto si svolge in maniera rapida e molti aspetti emozionali ci sfuggono. Heidi è una bambina dai capelli scuri, è solare ed è innamorata della vita nonostante abbia perso la madre cinque anni prima.

Il ritmo rallenta nella seconda parte del film, quando Heidi – ingannata dalla zia – va a vivere a Francoforte, dove fa da dama di compagnia alla piccola Clara Seseman che, in seguito alla morte della madre, ha perso l’uso delle gambe. Le due ragazzine, educate dall’acida signora Rottermeier, fanno amicizia. Heidi con l’aiuto della nonna paterna di Clara (una donna dolce e anticonformista quanto saggia) impara a leggere ma la nostalgia prende il sopravvento e la piccola comincia a desiderare ardentemente le sue montagne, l’amico Peter, le capre e soprattutto il nonno. Il resto della trama sicuramente la conoscete e, se così non fosse, non vogliamo svelarvi il finale di un film avvincente proprio per la sua semplicità.

heidiLa storia di Heidi si poggia su quei valori universali che mai moriranno, noi ne siamo più che certi. Quali sono? L’amicizia, l’altruismo, l’amore per la natura, la forza di un sorriso, la capacità di un bimbo di intenerire un vecchio signore, il cui cuore è stato indurito dagli eventi, come scopriamo nella serie anime, che fu mandata in onda negli anni Settanta e che s’ispirava al libro di Johanna Spyri pubblicato nel 1800, quando i bambini orfani in Europa erano milioni e spesso vivevano per strada o in orfanotrofi. Altri cartoni realizzati nello stesso periodo di Heidi, quali per esempio Candy Candy oppure Lovely Sara o anche La piccola fiammiferaia, avevano come protagoniste ragazzine che senza l’aiuto dei genitori furono messe a dura prova dalle avversità della vita e dalla cattiveria di una società piuttosto rigida. Il film – uscito al cinema e diretto da Alain Gsponer – ci ricorda soprattutto che solo la naturalezza ci rende veramente vivi. Superlativa la performance di Anuk Steffen, la piccola attrice che interpreta Heidi. Di seguito il trailer. 

 

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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