Godzilla 2014? 123 minuti di tensione e frenesia

Godzilla 2014 filmIl titanico anfibio radioattivo creato dalla Toho nel 1954 torna a seminare morte e devastazione in Giappone e poi in una San Francisco messa a ferro e a fuoco dal leggendario Gojira (Godzilla) e da altri due imponenti kaijū, creature mostruose della fantascienza nipponica. A sessant’anni di distanza dal primo film diretto da Ishiro Honda, Gareth Ewards porta sullo schermo un’icona pop intramontabile, dopo moltissime altre riscritture e il fiacco remake del 1998 a firma di Roland Emmerich. Non aspettatevi il solito blockbuster ipertecnologico senz’anima o un ideale prosieguo del filone monster movie alla maniera di Guillermo Del Toro, divertito omaggio hi-tech alle battaglie epiche tra giganti corazzati (“Pacific Rim”), perché in cabina di regia c’è un autentico borderline della fantascienza post-apocalittica, che di mostri se ne intende. E “Monsters” è infatti il suo primo lungometraggio low-cost, fulgido esempio di “romantic science fiction” in cui la classica invasione aliena diviene monito per l’integrazione sociale con gli umani. Nel reboot di Godzilla (con budget superiore ai 150 milioni), forte di un 3D immersivo, i sensazionali effetti digitali del green screen ben si coniugano all’estetica vintage del titano squamato, fedele all’originale con tanto di fauci radioattive, pinne dorsali e ruggito che fa tremare i grattacieli. Immancabili anche i distruttivi “colpi di coda” del lucertolone mutato. godzilla2014La storia è quella classica e, diversamente dal rifacimento di Emmerich, l’attenzione è posta sulla potente metafora atomica di cui sono incarnazioni tanto Godzilla, quanto i due mostri M.U.T.O., protagonisti di scontri mozzafiato tra le rovine di un’umanità prostrata. Le scosse sismiche rilevate nel 1954 all’interno della base nucleare di Janjira in Giappone, non preannunciano nulla di buono: a seguito di un incidente lo scienziato Joe Brody (Il Bryan Cranston di “Malcolm” e “Breaking Bed”), perde la moglie Sara (Juliette Binoche) e dopo 15 anni è ancora ossessionato dal tragico evento. Prima di morire conoscerà l’urlo e il nome di un male atavico pronto ad asserragliare la città di San Francisco: l’enorme dinosauro alimentato a testate nucleari, nascosto nella profondità degli abissi si è risvegliato e a combatterlo per salvare il mondo c’è il figlio di Joe, specialista nelle armi a lunga gittata (Aaron Taylor-Johnson). Gli attori, coi loro visi inespressivi e la paura che attorciglia le viscere, contano poco nell’operazione “nostalgia” prodotta da Warner Bros e Legendary Pictures; a bucare lo schermo sono i due pseudo-rettili alati che si abbarbicano su tralicci elettrificati e palazzi, ma soprattutto il “King Kong” giapponese, rischiarato appena dai traccianti rossi dei militari nei suoi 107 metri d’altezza. Campi lunghi e carrellate di macchina sono al servizio di memorabili sequenze che diventano parossistiche nel finale, quando nella metropoli in rovina si consumano sorprendenti duelli mitologici e una vera e propria lotta per la sopravvivenza che coinvolge l’intero mondo conosciuto. 123 minuti avvolgenti e frenetici, con un preludio che anticipa la catastrofe, un intermezzo che dilata la tensione e un finale serrato al fulmicotone. Edwards realizza un film perfetto e, nel rispetto dei vecchi film della Toho, ci ricorda che Godzilla non è solo un pericoloso villain da uccidere, è “l’oltremostro”, al di sopra dell’uomo e della natura stessa.

Trailer:  http://youtu.be/SNjZlgUaf5A

Vincenzo Palermo

 

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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