Giorgia Surina: Io, avvocato in una fiction con la Incontrada

giorgia-surina La 72esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stata una vetrina di film, molti dei quali tratti da storie vere, si va da “Spotlight” con Mark Ruffalo sullo scottante tema della pedofilia in ambito ecclesiastico a “Black Mass” con Johnny Depp sul criminale di Boston Jimmy Bulger (solo per citarne alcuni). Un festival, però, così importante diventa anche occasione di incontro con gli artisti e di assegnazione di premi al cinema italiano, ma non solo. Tra gli eventi svoltisi, abbiamo presto parte ai “Premi Kinéo – Diamanti al cinema”, che hanno visto come madrina Giorgia Surina. L’attrice, in forma smagliante, ha dichiarato di essere entusiasta di questo incarico, in quanto questi riconoscimenti sono assegnati da una giuria di eccellenze del mondo cinematografico e dal pubblico e lei – lo scoprirete in questa intervista – stima molto gli spettatori, oltre ad avere un buonissimo rapporto con loro. L’abbiamo raggiunta in una sala molto gremita. Sorridente e desiderosa di confrontarsi, la Surina si è raccontata trasmettendo il forte amore per l’arte a 360 gradi e comunicandoci una forma mentis che molti artisti dovrebbero attuare. Colta e impaziente di buttarsi sempre più in nuove avventure, Giorgia Surina si è affacciata quasi in sordina nel mondo dello spettacolo attraverso un concorso di bellezza organizzato dall’Università, dove vinse il titolo di Miss Iulm e che le valse un contratto con un’agenzia di pubblicità tra casting e provini. L’exploit l’ha avuto indossando i panni di vj grazie a Mtv, ma nel suo curriculum c’è anche tanta radio (ricordiamo “Shaker” su Rtl). Eppure questo non le bastava, aveva fame di provare, forte di una grande personalità e con tutta l’umiltà possibile. Ed è così che ha deciso di cimentarsi con corde più comiche con “Zelig Off” fino ad arrivare al suo primo ruolo cinematografico nel 2004 in “Una talpa al bioparco” di Fulvio Ottaviano con Adriano Giannini, a cui ne sono seguiti altri, e a interpretare personaggi in fiction come “Un medico in famiglia” o “Il commissario Nardone”. Ma facciamoci raccontare da lei…

 

Giorgia Surina, Lei è partita da programmi contenitori per ragazzi, per poi approdare a MTV fino a un ventaglio di ruoli tra piccolo e grande schermo. Ha mostrato così una grande versatilità e anche un forte spirito di adattamento. C’è una direzione che vuole prendere in particolare oppure vuole proseguire lavorando su più piani?

Non riesco a privarmi di nessuna esperienza. Mi viene naturale e col tempo ho capito che volevo esplorare da tutti i punti di vista questo mondo dello spettacolo perciò mi sono cimentata in varie esperienze, compresa la radio. Io ho studiato anche a Londra, lì ho acquisito un’impostazione di apertura che si è andata a sommare alla mia curiosità innata. All’estero questo essere multitasking è considerato un valore aggiunto, non sei incasellabile in qualcosa e ovviamente impegnarsi in più branche comporta un lavoro maggiore.

 

giorgia-surina-intervistaPotremmo dire che per Lei è una scelta non scegliere…

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Sì esattamente, ma non è una questione di principio, mi piace mettermi alla prova in vari ruoli e situazioni. Come conduttrice devi essere frizzante, invece sul set il tempo si dilata, impari a conoscerti in tutte le tue sfaccettature. Ognuno di questi rami dello spettacolo mi dà qualcosa e non voglio rinunciarvi.

 

Non pensa che, appunto, come diceva Lei, il non poter incasellare disorienti lo spettatore?

No, il pubblico lo apprezza, la vede come una qualità; credo arrivi meno in quest’accezione agli addetti ai lavori. Io ho realizzato una tesi sull’integrazione multimediale, la nostra società ci ha abituati a questo e le nuove generazioni sono ancora più improntate a questo approccio. Sul cellulare mandi messaggi magari mentre stai facendo altro, è un bombardamento sensoriale, perciò penso che alla gente non risulti strano vederti in più panni.

 

Ritornando a ciò che sottolineava, come mai, secondo Lei, dagli addetti ai lavori non c’è propositività verso un approccio come il Suo?

Credo ci sia spesso uno scollamento tra chi crea lavoro e chi, poi, è fruitore di quei lavori com’è nel caso degli spettatori. Poi, per fortuna, col tempo chi decide quali artisti far lavorare ha iniziato ad ascoltare i gusti del pubblico fino alla logica secondo cui più like hai e più funzioni.

 

surinaCrede di essere riuscita a creare un filo rosso col pubblico che, forse, in base alla trasmissione, alla fiction e al film che realizzava era di target differente?

Io sono nata in una realtà impulsiva qual era quella di MTV per cui è venuta da sé una forte affezione col pubblico. Siamo cresciuti insieme anche per il rapporto più diretto che si instaurava andando in giro per le piazze. Molti di loro me li porto ancora dietro, in qualche modo si sono “fidelizzati” e questo lo trovo molto bello, oltre a entusiasmarmi e gratificarmi.

 

Giorgia Surina, può anticiparci quali sono i suoi progetti futuri?

Sono molto contenta di un progetto che prossimamente andrà in onda su Rai Movie, si tratta di un programma sulla Storia del Cinema, siamo andati anche nelle teche Rai alla ricerca di interviste, documentari, filmati anche inediti e mi ha molto intrigata come viaggio. Per quanto riguarda il lavoro di attrice, a breve inizierò a girare una fiction per Rai Uno diretta da Giulio Manfredonia, in cui sono co-protagonista con Vanessa Incontrada, che stimo molto.

 

Potrebbe rivelarci qualcosa in più sul suo personaggio?

Sarò un avvocato, un po’ alla diavolo veste Prada.

 

Si ringrazia l’ufficio stampa dei “Premi Kinéo – Diamanti al cinema”, lo Studio Vezzoli R-evolution

 

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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