Ghostbusters al cinema, la recensione del film

Ghostbusters, film culto del 1984, approda al cinema il 18 e il 19 novembre, rimasterizzato e digitalizzato in 4k. Trama e recensione del film

 

GhostbustersCampeggiano sulla copertina del Today e del Time, sono vestiti come vigili del fuoco e vanno in giro per New York a bordo di una bizzarra ambulanza modificata. Con gli zaini protonici catturano le energie psicocinetiche e, avvalendosi delle ghost-trap, imprigionano malcapitati spettri in assenza di risoluzione. Sono i Ghostbusters, amichevoli e celebrati acchiappafantasmi di quartiere pronti a tutto, persino ad affrontare una gigantesca mascotte dei marshmallow che si aggira per la Grande mela. Ma non è stato sempre così, perché all’inizio Peter Venkman, Raymond Stantz ed Egon Spengler sono solo tre squattrinati dottori di ricerca in parapsicologia. Il loro primo incarico presso la biblioteca pubblica di New York li mette vis a vis con uno spettro, la signora Eleanor Twitty in versione nebulosa gotica in grigio, e da allora decidono di fare della “pulizia ectoplasmatica” la loro professione. Dopo aver scacciato il demone Zuul dal frigo di Dana Barrett, diventano famosi grazie alla disinfestazione completa del Sedgewick hotel dove fanno la conoscenza di Slimer, il simpatico fantasma verde. In seguito a un piccolo incidente che li conduce in carcere, imbracceranno nuovamente zaini e fucili per sconfiggere Gozer il distruttore, entità maligna che rende schiavi Dana e il suo importuno vicino di casa Louis, minacciando di distruggere l’intera città. Sulla scia di “Gremlins” e della horror comedy americana anni 80, Ivan Reitman dà vita alla divertente e spaventosa sarabanda di battute, gag e mirabolanti effetti speciali sbancando il botteghino. “Ghostbusters” incassa più di quattrocento milioni di dollari e nel 2000 si è collocato al ventottesimo posto tra le migliori cento commedie hollywoodiane.

Grazie ad una formula accattivante che assicura brividi e risate e a un affiatato trio di attori, il film diventa un cult indiscusso della comicità “soprannaturale” americana. Merito di Dan Aykroyd, superbo mattatore della scena cinematografica che inizia a calcare con “Love at first sight” durante la sua parentesi cabarettistica al Saturday night live. È l’attore canadese a scrivere insieme ad Harold Ramis (da poco scomparso) la sceneggiatura di quello che sarebbe divenuto un cult del mainstream sci-fi con toni da commedia brillante. I tre acchiappafantasmi avrebbero dovuto essere maghetti con bacchette magiche a guisa d’arma, inguainati in uniformi stile S.W.A.T in viaggio attraverso avveniristiche dimensioni parallele. Giudicato troppo fantasy da Reitman, lo script venne modificato e furono interpellati altri attori, tra cui il versatile Bill Murray, a causa del rifiuto delle prime scelte (Eddie Murphy e John Candy) e della morte improvvisa di John Belushi. “Ghostbusters” torna al cinema il 18 e il 19 novembre, in attesa della gustosa replica del musical ispirato al film “Ghostbusters live – the eighties rock musical” in programma il 22 novembre al teatro Verdi di Montecatini. La festa dei cacciatori di fantasmi e dei loro fan, tra cui centinaia di cosplayers e membri del fanclub italiano ufficiale, dura dal 28 settembre e, oltre al tributo musicale della rock opera, è da ricordare l’uscita in blu ray, dall’8 ottobre scorso, dei due film in versione rimasterizzata.

 

                                                                                                                                Vincenzo Palermo

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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