Facebook dieci anni dopo? La parola all’esperto

Facebook

 

Il 4 febbraio di dieci anni fa nasceva Facebook, il social network che ha cambiato le nostre vite. A inventarlo un ragazzo di Harvard, quel Mark Zuckerberg che sarebbe diventato il più giovane miliardario al mondo. Sugli inizi del social e sui metodi adottati dal suo fondatore, c’è tuttora un dibattito aperto, che ha ispirato scrittori, biografi e soprattutto il regista David Fincher, che con la sceneggiatura di Aaron Sorkin ha diretto il film “The social network”, nel quale si raccontano non solo gli anni della fondazione di Facebook ma anche le battaglie legali che Zuckerberg ha dovuto affrontare. Questo social, dicevamo, nel bene e nel male ha cambiato non solo le vite dei “semplici” utenti ma anche i metodi di lavoro degli esperti della comunicazione, in primis dei giornalisti che spesso per reperire le loro fonti ricorrono a Facebook o anche a Twitter (molto più utilizzato da questa categoria professionale, rispetto al primo). Per ripercorrere la storia del social network e per comprendere come esso abbia modificato la nostra quotidianità, abbiamo intervistato Alessandro Sportelli, CEO di Friendstrategy.it.

alessandro sportelli
Alessandro Sportelli

Facebook ha compiuto 10 anni. Pregi e difetti del social network?

Pensando a pregi e difetti di Facebook come normale utente/utilizzatore, direi ben pochi. Mi piace utilizzare Facebook a titolo personale, è divertente e spesso utile a intrattenere relazioni, con persone che non posso incontrare offline. L’unico difetto riguarda la saturazione di contenuti e connessioni, di cui ho parlato spesso. In poche parole a un numero di amici elevato corrisponde una minore possibilità di visualizzare i contenuti pubblicati da tutti. Pensando invece a Facebook dal punto di vista professionale, pregi e difetti sono numerosi. Il pregio principale è rappresentato dalla possibilità di intercettare domanda latente, cioè chi non cerca un prodotto o servizio su Google ma potrebbe esserne interessato. Attualmente i difetti più importanti riguardano la difficoltà di relazionarsi direttamente con dipendenti/responsabili di Facebook e la sempre minore visibilità offerta alle pagine fan (che non utilizzano inserzioni a pagamento).

Come ha cambiato le nostre vite?

Macrolibrarsi.it un circuito per lettori senza limiti

Come dicevo prima, Facebook mette in relazione persone che non hanno la possibilità di relazionarsi quotidianamente offline. Lo fa in maniera semplice e veloce. Solo (si fa per dire) questo aspetto ha rivoluzionato il modo di comunicare.

Quali sono le potenzialità di questo social network per quanto riguarda il marketing?

Tra i pregi ho indicato la possibilità di intercettare domanda latente. Chiunque inizi un’attività online deve porsi queste domande: «I miei clienti cercano ciò che offro? Esistono persone che non cercano il mio prodotto (perché ad esempio semplicemente non lo conoscono), ma potrebbero esserne potenzialmente interessate?». Se la gente cerca già il nostro prodotto su Google, allora viene facile pensare che il posizionamento del nostro sito tra i risultati organici e a pagamento del motore di ricerca sia una delle più importanti voci del nostro piano di web marketing. Se la gente non conosce il nostro prodotto e quindi non lo cerca su Google, uno dei modi più efficaci per intercettare/stimolare la domanda (latente) è offerto oggi da Facebook e in particolare dal suo sistema di inserzioni che permette di intercettare utenza principalmente in base a interessi e dati anagrafici.

Si dice che i social stiano perdendo terreno; è così?

Chi lo dice non sa di che parla. A prescindere da Facebook e dagli altri social attualmente utilizzati, le relazioni online non potranno che evolversi e di conseguenza esisteranno strumenti in grado di mettere in relazione le persone in modo sempre più efficace e veloce. I siti stessi, anche gli e-commerce per esempio, tenteranno di favorire tali relazioni. E` un processo a senso unico e irreversibile. Facebook potrà anche chiudere prima o poi e i social network potranno esser chiamati in altri modi, ma esisteranno altre piattaforme in grado di soddisfare il naturale bisogno di relazionarsi (nel bene e nel male).

Se dovesse definire con tre aggettivi questo social, quali userebbe?

Mastodontico, influente, capillare.

Com’è riuscito Mark Zuckerberg a ottenere tutto questo successo? Su quali bisogni ha fatto leva per esempio?

Ho affrontato in diverse occasioni quest’argomento. Considerando ad esempio la piramide di Maslow credo che Facebook soddisfi in particolare i bisogni al terzo e quarto posto, quindi quelli che definisce “Appartenenza (amicizia, affetto, identificazione)” e “Stima (autostima, riconoscimento, prestigio)”.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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