Enrico Nigiotti, “Qualcosa da decidere” tra canzoni e tour

La recensione dell’album di Enrico Nigiotti “Qualcosa da decidere” che contiene dieci canzoni. 

Valutazione album (3 / 5)

4720542_CD_6_4COL Un cavallo pazzo, non vi sono dubbi, ma di razza. Enrico Nigiotti è uno dei cantautori e musicisti più interessanti del momento: brillante, ispirato, artisticamente originale e tecnicamente preparato. Insomma, un giovane con tutte le carte in regola per sfondare nel panorama musicale italiano. Il suo carattere ribelle, però, lo ha portato per un certo periodo “fuori strada”. Con un contratto discografico pronto per essere firmato, il ragazzo livornese ha invece preferito la libertà, la coerenza, la musica vera. Ha detto addio ad Amici, la scuola di Maria De Filippi alla quale partecipava, autoeliminandosi e salutando compagni e professori. Nigiotti ha detto no alle regole soffocanti e limitanti della televisione e del mercato, si è ripreso la sua vita e, soprattutto, la sua arte. Tornato a casa, agli affetti dei suoi cari, al contatto con la natura e i profumi della sua terra che da sempre lo emozionano e lo ispirano, ha continuato a comporre e a sognare, consapevole di aver compiuto un gesto forte, forse azzardato, ma profondamente sentito e significativo. Essere Enrico Nigiotti significa essere sinceri e fedeli alla propria linea e al proprio modo di concepire la musica. Fino in fondo.

enrico-nigiottiDopo un periodo di crescita e di ricerca personale, il 27enne ha avuto la sua seconda chance, una rinascita, una rivincita. La vittoria a Sanremo 2015 gli è sfuggita solo per un soffio. Ma dal palco del festival, Enrico Nigiotti ha trasmesso una scossa di energia e di poesia incredibile. La sua “Qualcosa da decidere” ha fatto impazzire le radio e ancora oggi è uno dei brani più trasmessi e amati. E’ arrivato quasi contemporaneamente un album di inediti, un disco “di cuore e di pancia”, un insieme di canzoni nate rovistando nel bagaglio dei ricordi più intimi del suo autore, scritte senza peli sulla lingua, senza rimpianti, né sensi di colpa. E’ ciò che Enrico Nigiotti ha sempre desiderato, è il premio meritato dopo anni di gavetta, di studio e di sacrifici.

L’album “Qualcosa da decidere” (uscito per Universal) contiene dieci canzoni che spaziano dal pop al rock, dal blues (passione trasmessa dal padre) alla canzone d’autore più classica. Il tutto arricchito e supportato dal suono della sua chitarra, strumento e compagna di infinite avventure. Nigiotti, infatti, non è soltanto un ottimo paroliere e interprete, ma è anche un bravissimo musicista, uno di quelli che suona selvaggiamente per ore e ore, con passione e grinta, dolcezza ed eleganza. Non a caso i suoi idoli sono Stevie Ray Vaughan, Jimi Hendrix ed Eric Clapton, veri e propri geni della musica mondiale. Ma in questo disco possiamo trovare anche la poesia visionaria di Ivan Graziani e Roberto Vecchioni, la creatività di Fabrizio De André ed Eugenio Finardi, la sensibilità di Luigi Tenco e Sergio Endrigo. E poi l’energia contagiosa di Vasco Rossi, un altro “maestro” che, indirettamente, ha formato e ispirato Nigiotti fin da ragazzino.

enrico-nigiotti-albumTutte queste caratteristiche e particolarità le ritroviamo nelle sue canzoni, come ad esempio in “Loschi anni” (brano che sembra il seguito di “Siamo solo noi” del Blasco e che parla del vuoto e delle incertezze che tormentano i giovani di oggi, generazione del “dizionario delle idee sbagliate”). “Qualcosa da decidere” offre anche riflessioni sull’amore che risveglia voglie e ricordi, come nella splendida “Il tempo non rispetta”, ballata che narra una storia purtroppo finita male, “che lascia soli e nudi in questa stanza”, a nuotare per non soffocare tra incubi e sofferenza. Da sottolineare l’assolo all’interno del brano, realizzato con la prima chitarra che Enrico ha ricevuto in regalo dai genitori quando aveva appena 13 anni, ancora oggi la sua preferita. Ha un lieto fine, invece “Gli ultimi sopravvissuti”, passione che diventa lentamente vero amore, di quelli che “colorano le follie” e “legano con forza al presente”.

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“Piccola pesca” è una sorta di ninna nanna cantata alla nipote. Enrico Nigiotti sembra quasi sciogliersi di fronte a quel piccolo fagottino (la figlia di suo fratello) che dorme beata, così innocente e sorridente. Nell’album il cantautore toscano ritaglia uno spazio importante anche a un tema delicato come l’uso delle droghe. “Nel mio silenzio”, infatti, racconta di un giovane che abusa di cocaina, “che tocca il fondo…viaggiando in mille posti dentro a polvere che spazza ciò che urla intorno”. Non si tratta di un inno e nemmeno di un atto di accusa, ma di una riflessione priva di ipocrisia. “Qualcosa da decidere” si chiude con “Goccia in goccia”, canzone che riassume quel periodo nel quale Enrico pensava di non potercela fare, di non avere un futuro nella musica: “Capita di vivere marziano di fronte a ciò che muove il mondo intero, mentre una voce ti urla in faccia: sconfitto!”. Oggi una frase del genere non appartiene più a Nigiotti. Perché la maschera di “perdente” si è sciolta, perché nei suoi occhi arde la fiamma di un giovane uomo e artista che sa di avercela fatta, di aver superato molti ostacoli solo con le proprie forze e capacità. Ora per lui si sono aperte realmente le porte della discografia e del successo. Non a caso, Gianna Nannini, mostro sacro del poprock italiano, ha voluto con sé Enrico Nigiotti nel suo prossimo tour, Hitalia Rocks, in partenza il 4 maggio. Un bel regalo, un attestato di stima che vale più di mille parole, di contratti, di talent e vittorie sanremesi.

Silvia Marchetti

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Autore dell'articolo: Silvia Marchetti

Silvia Marchetti
Silvia Marchetti, nata a Mirandola (Modena) nel 1981, è giornalista pubblicista e web designer. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna, si occupa da anni di Cultura e Spettacoli, pubblicando articoli, recensioni e interviste relative al mondo del teatro, del cinema e, in particolare, della musica. Tra le sue passioni, la buona cucina, i concerti, la moda e Milano, città in cui ha deciso di vivere.

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