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Elton John e il nuovo album Wonderful Crazy Night

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Sir Elton John è tornano tra di noi con un nuovo album. “Wonderful Crazy Night”, adesso che è arrivato, non si può certo considerare un capolavoro, ma neanche un disco da bocciare. Elton fa il suo e se la cava con mestiere, lui che sa benissimo come scrivere canzoni degne di questo nome, ma che non hanno più la fiamma dei tempi migliori. Dieci pezzi che girano intorno alla sufficienza, una quarantina di minuti di musica discreta, comunque molto piacevole, di certo dimenticabile. Il quasi 69enne pianista inglese sembra però sempre in grado di divertirsi e di sfornare un rock and roll di classe, dove le ballate al pianoforte si alternano ai brani più sostenuti che ricordano i grandissimi successi degli anni ’70, quelli che lo hanno fatto diventare uno degli artisti più fortunati al mondo (si stima che Elton John abbia venduto 300 milioni di dischi in circa 50 anni di carriera). Ecco, diciamo che l’autore di “Crocodile Rock” verrà ricordato più per quello che è stato che per quello che ha messo nel nuovo album “Wonderful Crazy Night”. Senza dubbio un disco gradevole, ma nulla di più. Il lavoro del leggendario T-Bone Burnett in produzione ha comunque il suo peso. L’artista americano, già al fianco di Elvis Costello, John Mellencamp, Counting Crows e moltissimi altri, ha il merito di infondere grande regolarità ai pezzi del disco e grande chiarezza ai suoni. Il resto lo fa Elton John insieme al fido Bernie Taupin miscelando rock, pop, country, folk e soul in brani leggeri che si fanno canticchiare con gusto.

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Il nuovo album di Elton John si apre con il pezzo che dà il titolo al disco, nonché secondo singolo estratto. “Wonderful Crazy Night” è ritmato e gradevole, con un vago sapore soul alla base e l’immancabile farfisa, che come sempre dona quel tocco anni ’60 in più. “In The Name Of You” sfocia invece in un blues elegante, tutto imperniato su un martellante riff di pianoforte che si ripete fino all’ultimo secondo del pezzo. E a proposito di martellante, “Claw Hammer” è il terzo brano in scaletta, anche questo farcito di soul, dalla struttura semplice e impeccabile. Un piccolo esercizio di stile, anche se Elton John è capace di ben altro. “Blue Wonderful” è il terzo singolo estratto fino a ora dal disco, una bella ballata romantica e sdolcinata adattissima per il passaggio in radio. Voce e pianoforte di classe, melodia azzeccata e fan che non possono che esserne felici. Il giro di boa appartiene a “I’ve Got 2 Wings”, una canzone che non regala niente di nuovo a quanto ascoltato fino ad ora: struttura pressoché identica a quella dei pezzi precedenti, non certo brutta, ma sicuramente ripetitiva.

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Alla quinta traccia, insomma, Elton John sembra già un po’ stanco e invece di due ali, ha due remi che comincia a tirare in barca. “A Good Heart” parte con un giro di piano interessante ed è una composizione più intima, che si discosta parzialmente dalla prima parte del disco. La melodia è a tratti dolente, il ritmo più lento, l’atmosfera intimista. Uno dei brani migliori, a nostro avviso. Assieme al successivo “Looking Up”, il singolo che ha anticipato l’uscito del disco a ottobre. Impossibile restare fermi: l’artista inglese si ricorda delle sue radici rock and roll, macina note sui tasti incalzato da un quattro quarti dritto e accompagnato da una band in forma. Il pezzo è perfetto, la struttura non ha crepe, farfisa, chitarra, basso e batteria sono un tutt’uno col piano di Elton, che qui tocca il punto più alto del suo lavoro. “Guilty Pleasure” si mantiene sulla linea del pezzo precedente: restiamo su ritmi sostenuti, una specie di brano a specchio di “Looking Up” che dà un po’ di fuoco alla parte finale di “Wonderful Crazy Night”. Un uno-due pieno di energia che in qualche modo spezza con del sano rock l’imperante piglio romantico dell’album. “Tambourine” infatti ci riporta proprio su quei binari: voce, piano e chitarra acustica tornano protagonisti. E l’immancabile farfisa sullo sfondo che accompagna a “The Open Chord”, decima e ultima canzone del disco, che non aggiunge nulla di più o di nuovo a quanto già ascoltato fino ad ora. “Wonderful Crazy Night” di Elton John è insomma un album che non sconvolge e non lascia delusi al tempo stesso, sicuramente non la prova migliore del musicista di Pinner (ma neanche una delle prime dieci, a dire il vero). A un’icona come lui, d’altronde, non chiediamo certo di sconvolgere il mondo con un album rivoluzionario, ma solo buone canzoni. E qui ne troverete, in grado di farvi muovere la testa o di rilassarvi dopo una giornata pesante. Di seguito puoi ascoltare il disco.

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Autore dell'articolo: Paolo Gresta

Paolo Gresta
Paolo Gresta è nato a Roma nel 1977. Laureato in Lingue, con una specializzazione in Editoria e Scrittura, è giornalista pubblicista e collabora da anni con riviste e magazine online con articoli di cultura, spettacoli, musica e sport. Tra i suoi interessi principali ci sono la letteratura, i concerti, i viaggi e la scrittura”

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