I dischi in vinile? E`vinile-mania

Il vinile risorge a nuova vita e conquista anche l’orecchio dei più giovani, mentre i grandi artisti nazionali e internazionali tornano a pubblicare in 33 giri. Dagli Iron Maiden a Vasco Rossi, dagli U2 a Mina è “vinile – mania”

vinileLa musica non ha solo un suono, ma ha anche un colore, una forma, una consistenza, un’anima. E non c’è niente di meglio di un vinile per esprimere a 360 gradi, o forse sarebbe meglio dire a 33 giri, tutte le sfaccettature di quest’universo tanto antico quanto vivo ed energico.

Nel corso degli ultimi anni, dopo due decenni di declino che sembravano averne decretato la morte in favore del CD, l’LP è tornato di moda. Un fascino mai tramontato che oggi fa innamorare non solo coloro che sono cresciuti azionando la puntina di un giradischi, ma anche quei giovani che ascoltando un album vogliono provare un esperienza diversa.

Si è parlato molto e si continua a parlare del conflitto tra analogico e digitale, tra “suono pulito e fedele” e “suono autentico e sporco”, una diatriba che molti non temono di definire filosofica, come se si trattasse di due grandi correnti culturali: romanticismo contro illuminismo, idealismo contro realismo. La verità è che l’uno non esclude l’altro e che la loro esistenza parallela può aiutare a comprendere un po’ meglio che cos’è la musica, quella del passato e quella presente.

Sarà forse questo il motivo per cui molti artisti contemporanei hanno deciso di ristampare e pubblicare i loro dischi  in vinile; per consentire ai loro fan di approcciarsi in maniera differente alle melodie e ai versi che nel corso degli anni hanno imparato ad amare. In Italia questa decisione è stata presa da Vasco Rossi, Elio e le Storie Tese, Mina, Franco Battiato, Verdena, Carmen Consoli, Loredana Bertè, Gianna Nannini, Giorgia, Mario Biondi, Baustelle, Le Luci della Centrale Elettrica e molti altri.

Ma anche all’estero non sono da meno: gli Iron Maiden hanno ristampato in versione 33 giri i loro primi 8 album (in uscita il prossimo 13 ottobre); Bruce Springsteen ha rimasterizzato in vinile tutti i suoi lavori; gli U2 hanno addirittura deciso di distribuire “Songs of Innocence”, già disponibile gratuitamente su iTunes dal 9 settembre, nel “vecchio formato”. In ultimo è impossibile non citare la scelta della “Apple Records” che pubblicherà “The Beatles in Mono” , la storica raccolta dei brani cult dei Fab Four, in versione long – playing.

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© vectomart - Fotolia.com
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Mettendo un attimo da parte il “sentimentalismo musicale”, occorre però ricordare che alla base di queste scelte ci sono motivazioni prettamente economiche: mentre il mercato di formati digitali e CD nel corso del 2013 è andato incontro a un calo del 3,9 per cento, i dischi in vinile hanno conosciuto un vero e proprio boom: Stati Uniti (+32%), Regno unito (+101%) Italia (+6%). Numeri che confermano la “tendenza nostalgica” attualmente in atto nel sonoro, ma che evidenziano anche come, quando si tratta di musica, passato e presente riescano a fondersi alla perfezione.

Dal 1948, anno in cui la Columbia Records realizzò il primo 33 giri con materiali, solco e durata maggiore rispetto al vecchio 78 giri (il 45 giri risale invece al 1949 e venne creato dalla RCA), il microsolco, altro nome con cui è noto il vinile ha mantenuto intatta la sua bellezza. Bellezza che oggi come ieri colpisce migliaia di giovani che si trovano a rovistare nelle soffitte di casa dei loro nonni per scovare dischi originali, girano per la città in cerca di mercatini vintage nei quali acquistare qualche LP degli anni ’60 – 70′, o comprano su internet ristampe ed edizioni originali dei più grandi artisti di ogni epoca.

Una volta qualcuno disse che il vinile è una filosofia di vita, che ascoltare una musica imperfetta, “graffiata”, distorta aiuti a godere meglio l’esperienza musicale di ogni giorno. Per quanto ci riguarda il long – playing è come un bell’uomo di 50 anni. Magari non avrà più la freschezza e i muscoli dei tempi migliori, ma grazie a savoir faire ed eleganza riesce ad affascinare qualsiasi donna.

Vittoria Patanè

 

 

 

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Autore dell'articolo: Vittoria Patanè

Vittoria Patanè
Vittoria Patané nasce a Catania il 10 settembre del 1986. Dopo aver conseguito la laurea triennale in "Lingue e Culture europee ed extraeuropee" nella sua città, si trasferisce a Roma, dove ha conseguito la laurea magistrale in "Giornalismo ed editoria". Appassionata da sempre di musica e letteratura, collabora con diverse testate online occupandosi anche di politica ed economia internazionali. Nel tempo libero gira la Capitale in cerca di concerti ed eventi musicali di ogni tipo.

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