Cosima Coppola: «Gabriel Garko? Un bel partner lavorativo»

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©cosimacoppola.it

Visitando gli stand di Rimini Wellness tra zumba step e bioginnastica, capita anche di incontrare una delle attrici emergenti italiane più apprezzate, richiestissima in fatto di fiction. Cosima Coppola, il volto di Melina nelle varie edizioni de “L’onore e il rispetto”, della poliziotta tossicodipendente in Viso d’angelo e di tanti altri lavori, è anche un’autentica bomba di simpatia oltre che appassionata di fitness. L’occasione non può scappare per una piacevole chiaccierata, e allora si parte con una domanda d’obbligo: come si lavora con Gabriel Garko? «Benissimo, siamo stati insieme in diverse produzioni. Durante i nostri sette anni di sodalizio lavorativo è nato un rapporto amichevole. Insieme sul set riusciamo a creare un clima rilassato, davvero un bel partner lavorativo».

©cosimacoppola.it
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Lei è richiestissima nelle fiction e pur essendo molto giovane ne ha già fatte tante, ma qual è quella che le è rimasta più nel cuore?
Direi l’esordio con la prima serie de ‘L’onore e il rispetto’ perche ero piccola e vivevo il set in maniera molto sentita. Ho cercato di interpretare il mio personaggio con tanta passione e tanto amore. In quella fiction c’erano tra gli altri importanti attori, anche due mostri sacri della recitazione come Giancarlo Giannini e Virna Lisi, da loro ho cercato di imparare il più possibile. Un altro ruolo che mi è piaciuto tantissimo interpretare è quello nella fiction “Furore, il vento della speranza”, mi ha presa molto.

Cosima Coppola - GarkoIn effetti “Furore”, sta avendo in queste settimane buoni ascolti, come si è preparata al suo personaggio?
Ho letto la sceneggiatura che ne delineava il profilo in maniera molto chiara e mi sono affidata anche al regista Alessio Inturri, giovane ma talentuoso. Con lui mi ero trovata già molto bene nella fiction “Rodolfo Valentino”. Interpreto in “Furore”, un personaggio che nella vita ha avuto molti dolori, cosa che per fortuna non mi è capitata. Ho cercato di calarmi nel modo migliore pensando a delle cose negative; in quei momenti devi diventare attrice e cercare di trasportare il tuo dolore magari pensando ad eventi meno gravi che hai vissuto.

Non c’è Gabriel Garko in Furore ma il cast è comunque di gran livello: da Giuliana De Sio a Stefano Dionisi, da Francesco Testi ad Angela Molina e poi Alessandra Martines, Massimiliano Morra, Tullio Solenghi…
In effetti è un cast davvero nutrito. Abbiamo lavorato tutti in maniera coesa, molto carichi e desiderosi di fare qualcosa di buono. Sul set non ci sono state diatribe.

Furore, la fiction incentrata sul rapporto tra meridionali e settentrionali, è destinata ad avere un seguito come l’Onore e il rispetto?
Quando si scrive un lavoro del genere si lasciano porte aperte ma non si hanno certezze, bisogna capire se il pubblico apprezza o meno. Pare che in fatto di ascolti ci siano buone risposte e pertanto potrebbe anche esserci un sequel ma non posso dire nulla di più.

In media quanto ci mettete per girare una fiction?
Ultimamente i tempi si sono anche ristretti. Nel caso di ‘Furore’ abbiamo fatto tutto in tre mesi e mezzo o quattro, il regista doveva necessariamente chiudere le scene e chiedeva una grande concentrazione. A volte è capitato di fare anche un solo ciak.

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Dalla provincia di Taranto si è trasferita a Roma con l’obiettivo di far bene nella danza, ci stava riuscendo, poi il successo sul piccolo schermo ha sorpreso anche lei?
Sì, diciamo che volevo studiare e mantenermi economicamente da sola ma poi è arrivata la svolta perchè al Bagaglino venni notata da un produttore e mi contattò per fare un ruolo molto esiguo. Feci così un provino poi un altro e a quel punto mi disse: «Inizia ad impegnarti con recitazione e dizione perchè il ruolo di Melina nella fiction L’onore e il rispetto è tuo ma dovrai studiare più degli altri». Così è iniziato tutto…”

Con quale regista le piacerebbe lavorare?
Apprezzo molto Tornatore ma anche Virzì, Muccino e poi non vogliamo metterci Sorrentino?

©fanpage Cosima Coppola
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E l’attore insieme al quale le piacerebbe recitare?
Tra gli italiani Elio Germano su tutti ma anche Pierfrancesco Favino, lo trovo molto bravo.

C’è invece un’attrice a cui si ispira, una specie di modello da prendere come riferimento?
Non ho un vero e proprio modello ma cerco di spaziare il più possibile e cogliere dalle attrici tutto quanto possa emozionare ed emozionarmi: anche sguardi, movimenti facciali, una mimica corporea, una battuta fatta con una certa cadenza.

E’ vero che la chiamano “la nonna” per la sua tranquillità e maturità, forse eccessiva per essere così giovane?
Verissimo, ho trent’anni ma per come vivo credo di averne sessanta, anche se non è bello da dire…. Sono pacata, non ho mai vissuto negli eccessi, mai stata discotecara, sempre con i piedi per terra, molto rigorosa e rigida con me stessa.

Durante la sua carriera di attrice da chi è arrivato il complimento più gradito?
Questa è una bella domanda: mi capita di ricevere complimenti da addetti ai lavori ma quando arrivano delle mail da persone che non sono dentro l’ambiente, mi creda, sono più emozionata. Si lavora per il pubblico e se la gente apprezza sono cose che mi toccano, sorrido davvero col cuore.

Qual è il rapporto con la sua città d’origine?
Davvero positivo, quando posso scappo e mi tuffo nel mio mare se la stagione è estiva, altrimenti rimango a casa o con gli amici storici in Puglia.

E la Laurea in psicologia?
Questa è una domanda meno bella: attualmente sono ferma. Ho dato alcuni esami ma a un certo punto ho mollato completamente, forse riprenderò. Nel frattempo continuo a pagare le tasse universitarie e a leggere tanti libri di psicologia.

Intanto sta già lavorando su qualche nuovo progetto per la tv?
Al momento sto leggendo delle sceneggiature per prossimi lavori ma a breve non c’è nulla di certo.

Chiudiamo con una domanda di sport visto che siamo in clima Mondiale: chi è il suo preferito degli azzurri?
Buffon, ho avuto modo di conoscerlo poco tempo fa, lo apprezzo come persona e come professionista.

Emilio Buttaro

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Autore dell'articolo: Emilio Buttaro

Emilio Buttaro
Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

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