Comuni Ricicloni: Legambiente premia Belluno e Salerno

In foto una scheda dettagliata sulla differenziata di Belluno e Salerno
In foto una scheda dettagliata sulla differenziata di Belluno e Salerno

Roma: consegnati i premi della ventesima edizione, voluta da Legambiente, di Comuni Ricicloni. In Italia quasi otto milioni di cittadini hanno detto addio ai cassonetti dell’immondizia.  Il tredici per cento degli italiani alimenta la Green Economy.

Il comune primo classificato è Ponte nelle Alpi. Una ridente realtà in provincia di Belluno che per il quarto anno consecutivo si aggiudica l’eccellenza. Secondo posto per Casal Velino in provincia di Salerno. «Questa volta non si può dire che i buoni risultati ambientali raggiunti siano l’effetto della crisi economica che riduce i consumi, perché ci troviamo di fronte a scelte strutturali ormai stabilizzate – dichiara il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza -. La gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti migliora la qualità ambientale, apre nuove strade a vere e proprie filiere industriali e potrebbe migliorare anche i bilanci delle famiglie italiane, se la nuova tassa sui rifiuti, come stiamo proponendo in un appello lanciato proprio in questi giorni, fosse modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata. Con altrettanta chiarezza emergono oggi i punti dolenti su cui occorre concentrarsi: le grandi città e quelle zone del paese, non tutte al Sud, dove ancora il peso delle discariche e i volumi della raccolta indifferenziata tengono l’Italia fuori dall’Europa. È cambiata l’era – continua Cogliati Dezza -. Oggi possiamo dire stop a nuovi termovalorizzatori e cominciare a far chiudere i più vecchi, costruire nuovi impianti di riciclaggio, a partire da quelli per l’organico come i digestori anaerobici, e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita».

Ma com’è la situazione in tutta la Penisola? Vediamolo insieme.

Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le Regioni con la più alta concentrazione di Comuni Ricicloni. Seguono Marche, Lombardia e Piemonte e la Campania all’ottavo posto, prima Regione del Sud.

Ecco la novità di quest’anno: si chiama “rifiuti free” cioè comuni dove si è riusciti a ridurre circa del novanta percento la quantità di rifiuti da smaltire. Un caso su tutti il comune di Empoli.

Ma come si raggiunge questo risultato? Semplice, basta seguire i consigli dell’esperto.

  1. Avviare la raccolta “porta a porta”
  2. Responsabilizzare i cittadini attraverso una comunicazione efficace e con politiche fiscali che applichino il principio del “chi inquina paga’”e premino il cittadino virtuoso con una riduzione della tassa sui rifiuti se separa bene i materiali da ciò che non si può riciclare
  3. Incentivare la pratica del compostaggio domestico
  4. Promuovere il consumo dell’ acqua del Sindaco riducendo le bottiglie di plastica
  5. Bandire le stoviglie in plastica in favore di quelle riutilizzabili
Le Regioni "free"
Le Regioni “free”

Ed è partita da pochi giorni la petizione popolare, da parte Legambiente, per far valere il principio del “chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare”.

E sono sempre più le piccole realtà di provincia  a dare in buon esempio.

Le grandi città stanno a guardare.

Infatti, si apprende che Roma non sa ancora scegliere tra raccolta porta a porta spinta e avvio a riciclo, o l’ennesimo grande impianto di smaltimento. Milano ci fa di nuovo sperare: un nuovo piano per la re-introduzione della raccolta dello scarto umido è in atto su metà della città e sta andando bene. A Torino si era partiti col piede giusto, i risultati erano arrivati, ma il piano che prevedeva la raccolta in alcuni quartieri, non ci sono stati ulteriori progetti di sviluppo del porta a porta, mentre continuano i viaggi via mare dei rifiuti partenopei verso gli inceneritori dell’ Europa del nord. A Palermo, nessuna buona nuova, è una continua emergenza rifiuti.

«L’Italia è oggi divisa – afferma Andrea Poggio, vice direttore generale di Legambiente -. C’è chi aspetta che qualcuno la tiri fuori dalla crisi e dall’ immobilismo, e chi si rimbocca le maniche, capisce dove va il mondo, e crea le condizioni per la “terza rivoluzione” industriale, quella in cui l’organizzazione, il sapere e la tecnologia sostituiscono lo spreco di materiali e di energia. I cittadini “ricicloni”, nei loro 1300 comuni, chi progetta riducendo lo spreco e chi ricicla producendo nuovi beni sono parte della green economy del futuro».

Poi c’è la questione meridionale. Una realtà positiva questa volta. Sono infatti centocinque i virtuosi del meridione contro gli ottantatré del Centro. Solo in Campania cinquantatré. Venti in Sardegna. Ed è proprio dal sud che arrivano “storie di ordinaria buona gestione” . Un dossier in cui vengono raccolte piccole storie dall’hinterland salernitano come Baronissi, che meglio fanno comprendere il ruolo unico ed essenziale dei singoli cittadini, delle loro iniziative anche attraverso le attività dei circoli di Legambiente, delle imprese e dei loro lavoratori, delle amministrazioni pubbliche.

Per info: www.ricicloni.it

Romina Capone

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