“Che vuoi che sia” di Edoardo Leo: trailer, trama, recensione

Edoardo Leo è cresciuto ancora. Il suo nuovo film, Che vuoi che sia, è un’illuminante affresco sulla società contemporanea italiana. La macchina da presa con minuziosità e inventiva si muove agile in una realtà di cartapesta per raccontare una storia sagace, incredibile e tragicomica allo stesso tempo, sicuramente colma di paradossi. Il regista e attore romano veste i panni di Claudio che ha l’ambizione di lanciare sul mercato una piattaforma online; nello specifico si tratta di un servizio rivolto a chi cerca professionisti validi. Il campo d’azione è la città di Milano con i grattacieli, i negozi di lusso, i Navigli e le startup. Il regista in questo film affronta, con intelligenza, diversi temi e lo fa mettendo al centro della pellicola il sentimento d’amore che lega una giovane coppia, sempre più alle prese con lo scaldabagno rotto, con lo zio depresso (Rocco Papaleo) e soprattutto con il desiderio, legittimo, di avere un figlio. Le cene a ‘scrocco’ sono una breve boccata d’ossigeno in una quotidianità grigia eppure così autentica.

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Che vuoi che sia non è pervaso da quell’ottimismo tanto evidente in Noi e la Giulia, film del 2015 sempre diretto da Edoardo Leo, il quale in questo nuovo lungometraggio, al contrario, descrive una società logorroica, poco propensa all’ascolto, in bilico tra diversi schemi di pensiero e molto compulsiva. Pur mantenendo i toni della commedia, lo stile di Leo si fa più pungente, drammatico, sarcastico, meno ingenuo e disincantato. I personaggi perdono di autenticità diventando delle marionette in un sistema che li mette a dura prova e che fa a pezzi la loro integrità. Qui il vecchio si scontra con il nuovo in un circolo perenne, che va avanti da generazioni. Anna Foglietta che, nella precedente pellicola aveva un aspetto più pittoresco, impersona in Che vuoi che sia la fidanzata di Claudio, una donna quasi di altri tempi che ama la professione d’insegnante e che castiga la propria femminilità perché non può (o non vuole) permettersi scarpe col tacco e abiti succinti. Il protagonista, per lanciare la piattaforma, si affida al crowdfunding, il quale però non dà il successo sperato e, in compagnia della fidanzata, affonda le sue disgrazie nell’alcol. Rievocando un po’ le atmosfere di Una notte da Leone (2009), i due lanciano in rete un video, nel quale promettono che – se raggiunta la somma sperata – gireranno un filmato pornografico. Si scatena così il putiferio.

In Che vuoi che sia Edoardo Leo si occupa, inoltre, del tema della porno dipendenza focalizzando l’attenzione non su chi ne è vittima – come avevamo visto per esempio in Don Jon (2013) – bensì su chi la crea e la tiene in vita, cioè su quel sistema economico che ci rende inconsapevolmente schiavi di pulsioni arcaiche manipolando la nostra mente. Leo si avventura, anche se in modo trasversale, nello Star System, una macchina da soldi dove contano solo la visibilità e il numero di follower sui social anziché le idee innovative e i buoni valori. I protagonisti sono così vittime sacrificali di carnefici spietati che mettono all’asta la loro intimità. Nel complesso Che vuoi che sia è un film divertente che illumina le coscienze senza però quel brio e quell’ingenuità dei precedenti lavori del regista romano. Di seguito alcune immagini di Che vuoi che sia e il trailer.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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