Bernard Hiller, intervista all’actor coach di Leonardo DiCaprio

Bernard Hiller, uno degli uomini più importanti dello show business hollywoodiano, actor coach e produttore cinematografico, dopo Londra e prima di andare ad Amburgo, è tornato in Italia, a Roma, per una Masterclass al Teatro Golden di Roma dal 6 all’11 dicembre. Non potevamo lasciarcelo sfuggire e lui si è concesso amabilmente al termine della sua seconda lezione, di ben otto ore, a Cultura & Culture. Nel mondo dello spettacolo da oltre trent’anni, lavora abitualmente con George Clooney, Michelle Pfeiffer, Helen Mirren, Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz e tanti altri. Negli anni ha sviluppato la sua personalissima tecnica e i suoi esercizi con i quali, oggi, insegna ai professionisti di tutto il mondo il modo per migliorare e raggiungere il successo nella recitazione e nella gestione della propria carriera. Un ringraziamento particolare all’interprete che ha permesso questa intervista, il giovane e bravo attore Marco Iannone, e all’ufficio stampa del Teatro Golden, Daria Delfino.

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Mr Hiller, stanco?
Mai, mai stanco! Mi piace lavorare, non mi stanco mai!

Non è faticoso lavorare con gli attori, quindi?
E’ un piacere, per me. Perché, vedi, lavorando con gli attori, tu lavori con persone che vogliono scoprire molto più di quel che sembrano realmente. Questa è la recitazione! Scoprire te stesso in maniera tale che puoi condividere di più con il pubblico. Quando il pubblico va a teatro o al cinema, impara a conoscere di più se stesso. E’ per questo che abbiamo i teatri, i film: è per nutrire la nostra anima.

In parole semplici, come potrebbe spiegare il Suo metodo applicato al mondo dello spettacolo, degli attori?
Il mio metodo è basato sullo scoprire quello per cui tu sei nato. Cosa c’è di speciale in te? Cosa hai da dire al mondo, quale è il tuo messaggio? Insegnare a togliere tutto ciò che ti blocca, che ti impedisce di essere te stesso. Michelangelo, quando scolpì il Davide, aveva davanti a sé un blocco di pietra. Quando gli chiesero: “Come hai fatto a fare questo?”, lui rispose: “Ho tolto tutto quello che era in più e ho lasciato venir fuori Davide.” Questo è quello che faccio io, togliere il superfluo ma lasciando sempre l’essenza della persona al centro. La mia tecnica è basata su qualcosa di organico, è rivoluzionaria: poter diventare persone di successo solo quando si è felici. Attraverso la gioia avrete successo, con la gioia sarete più creativi. In Europa pensano che sia tutta una questione di tristezza, di sofferenza, che attraversare questi stati d’animo renda bravi attori. No! E’ solo sofferenza e tristezza. Non sarai mai un grande attore se vai attraverso la negatività. Troverai la tua grandiosità soltanto attraverso la gioia!

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Ha mai avuto risposte negative al Suo metodo, attori che non hanno risposto come Lei pensava a questa tipologia di lavoro?
Beh, io insegno questa tecnica. Ci sono persone che amano il mio modo di fare, come DiCaprio, Al Pacino, Cameron Diaz, moltissimi attori. Io li aiuto nel loro cammino, e questo è il loro modo di approcciare il lavoro di attore, ma il mio non è l’unico modo. Qualcuno potrebbe dire: «Questo non va bene per me», ma io dico soltanto che se non troverete un modo, l’obiettivo non lo raggiungerete mai. Dovete trovare il vostro metodo.

Mr Hiller, nello star-system holliwoodiano, immagino che ci siano molte più pressioni rispetto al mondo del cinema europeo in genere. E’ così?
Assolutamente sì, è vero. Hollywood è un’industria, è un business come in nessun’altra parte del mondo. E’ l’industria del cinema. Qui fate molti film, ma non è un’industria. A Hollywood vanno i migliori attori del mondo. E’ l’olimpiade degli attori. E per essere un campione olimpico, bisogna studiare tanto, con i migliori insegnanti che si possano trovare.

Si riesce a mantenere umanità in questo sistema?
Come artisti, il nostro lavoro è portare la nostra anima al mondo. Io parlo dal punto di prospettiva della recitazione, naturalmente. Mi piace dire agli attori che noi siamo i dottori per le anime delle persone. Gli attori, o le persone, che a voi piacciono, sono quelle che sono riuscite a toccarvi il cuore. Quindi, la risposta è sì.

E’ davvero totalmente gestibile l’emozione?
Siamo nati per essere emotivi. Se non lo siamo, saremo tristi, depressi, soli, disconnessi. Un’emozione permette di far sapere chi siamo noi. Tutte le emozioni sono buone, vanno bene. Se trattenete le emozioni, non avrete mai successo! Ma non solo nella recitazione, anche nella vita. Se volete essere in salute, dovete esprimervi!

Cinema, teatro, televisione. In Italia si tende a ghettizzare gli attori in base al tipo di spettacolo che fanno, mentre in America per esempio, sappiamo di grandi attori di cinema che sono apprezzati anche in teatro, mi vengono in mente Al Pacino, De Niro, Kevin Spacey. La Sua impressione? Trova maggiori difficoltà nell’insegnamento agli attori italiani o europei in genere?
Sai quale è la differenza? Non c’è! Ci sono due tipi di attori nel mondo: quelli bravi e quelli non bravi. Noi non cerchiamo attori italiani, noi cerchiamo grandi attori. E voi in Italia avete grandi attori, come altri Paesi, e a noi piacciono, tutto qui. Davanti ad un grande attore, non penso che è italiano o americano. Quando ascolto la voce di Pavarotti, non penso «Che voce italiana!». E se un grande attore venisse dall’Afghanistan, quale sarebbe la differenza? Allora, non è importante da dove provengono. Bravi e non bravi, tutto qui.

Cosa deve lasciare e cosa prendere, un attore, per poter migliorare?
Un attore deve lasciare tutti i propri blocchi e le proprie paure. Quello che deve tenere è quello con cui è nato, la sua autenticità. Siamo tutti nati differenti, ma sembriamo tante fotocopie. Le cose che non ci piacciono di noi stessi sono in realtà quelle che ci rendono grandiosi! Ci sono bambini vittime di bullismo, perché c’è qualcosa di diverso in loro. Quel che c’è diverso in loro è ciò che li rende grandi. Perché sono quel che sono, autentici, non copie.

La Sua è visione molto positiva, Mr Hiller.
E’ l’unico punto di vista, secondo me. C’è un libro, uscito dall’Università di Harvard, che si intitola “I vantaggi della felicità”. E’ scientificamente provato che le persone positive vivono di più, hanno più successo, sono più sexy, sono più in salute. In Europa, mi sembra che essere felici sia considerato stupido. Quando siete felici, credete di avere qualcosa di speciale in voi.

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Ho letto che Lei insegna agli attori anche come muoversi a livello organizzativo, come scegliere un copione, quali scelte valutare. Le chiedo, scherzosamente: i loro agenti la odiano?
(Ride, ndr) Oh, forse non è chiaro il lavoro dell’agente, ora te lo spiego. Un agente ha un casting di attori…a un certo punto dice ai suoi assistiti di chiamarmi, perché io posso aiutarli in una scena! L’attore ottiene il lavoro, di conseguenza l’agente mi chiama e mi dichiara il suo amore per sempre! (Ride, ndr). Chiunque sta a Los Angeles, ha un insegnante con cui lavorare, con cui migliorare. In Europa mi capita di sentire cose tipo “Che studi a fare? Hai preso un diploma di attore, basta.” Ad Hollywood, in America, la recitazione è qualcosa che studi per tutta la vita. Al Pacino sta con il suo insegnante, una volta a settimana, da quaranta anni! Ora, se sei migliore di Al Pacino, puoi anche non studiare! Ma se non sei bravo quanto lui, allora devi trovarti un coach!

Sono più ricettivi gli attori o le attrici?
Sai chi è più ricettivo? La persona che vuole esserlo.

Mr Hiller, nella Sua vita ha mai avuto dei blocchi emozionali? Come è nata la Sua passione per questo tipo di insegnamento?
Il metodo che ho creato viene dalla mia permanenza nello show business da quaranta anni. Io avevo tutti i blocchi possibili. Blocchi e paure sono grandissimi, quando li superi scopri il tuo potere. Tutti vengono con questi problemi e quando li superano diventano più forti, come attori e come persone. Ho creato questa che è una tecnica di recitazione, l’ultima delle tecniche, perché anche io sono un attore. Sono uno di loro. Spesso mentre parlo mi dico “ok, devo ricordarmi di quel che sto insegnando!”. Tutto quello che loro fanno, io lo voglio fare.

Proprio perché Lei è un attore, immagino che il suo insegnamento le dia più soddisfazione se rivolto agli artisti, piuttosto che a manager o politici (lavora anche per la Casa Bianca, ndr).
Io faccio cose diverse, mi piace fare cose diverse. Diciamo che ho più abitudine a lavorare con gli artisti, con le star dello spettacolo. Le star vogliono sempre migliorare. Sono i più grandi nel mondo, ma vogliono sempre migliorare. Loro mi chiamano, mi chiedono “come posso far meglio questa cosa?” e io posso aiutarli a fare un piccolo passo avanti, e loro vogliono sempre andare avanti. Per dirti, Leonardo Di Caprio, per ogni suo film, ha tre insegnanti con sé, perché lui non si accontenta mai, vuole sempre fare meglio. Questo è uno dei segreti delle star: loro chiedono sempre aiuto. Se non chiedi aiuto, sei un perdente! I vincenti, i grandi, chiedono sempre aiuto. Io dico sempre: chiedete alle persone migliori e sarete aiutati.

L’ultima domanda, scherzosa, gliela faccio proprio su DiCaprio, con cui Lei sta producendo un nuovo film. Lui, ha mai sofferto del fatto che, inspiegabilmente, non ha ancora mai vinto un Premio Oscar?
Allora…la buona notizia, lo devi scrivere, è che alla prossima edizione lui vincerà l’Oscar! Lo devi scrivere, ok? Sicuro al 100 per cento! Lui è la star più grande al mondo e l’ultima volta lui voleva vincere e non ha vinto. Ma direi che la sua carriera non ne ha sofferto. (ride, ndr)

Direi proprio di no!
Sai, ora sto lavorando con lui al nuovo film, sto molto tempo con lui… è davvero una star, dovunque vada. Ma come essere umano, prima che come attore. Pensa sempre alle altre persone, chiede sempre consigli, è fantastico lavorare con lui. Mi piace lavorare con le persone molto intelligenti. Di solito, i grandi attori amano molto le mie classi.

Sa, Mr Hiller, che al solo parlare con Lei, io già mi sento molto più rilassato?
(risata generale, ndr) Ah, bene, puoi parlarmi quanto vuoi, restiamo qui tutta la sera, si può fare!

Un’ultimissima cosa. Un messaggio ai nostri lettori, da parte di Bernard Hiller.
Il messaggio che ho è questo: se avete mai pensato che il vostro sogno è troppo grande, è perché la vostra mente è troppo piccola. Bisogna capire che più grande è il sogno che avete, più la vostra vita migliorerà.

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Autore dell'articolo: Paolo Leone

Paolo Leone
Nato a Roma. Ama il teatro, di qualsiasi genere. Free lance, segue le stagioni teatrali romane da anni, scrivendo recensioni e realizzando interviste ai protagonisti. Attento ai giovani talenti. Ha organizzato presentazioni di libri in librerie a Roma e provincia ed è stato relatore al Salone Internazionale del Libro di Torino nel maggio 2013.

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