Batman v Superman: trama, trailer e recensione

Batman v Superman: trama, trailer e recensione del film – Inizia come la più classica delle revenge stories la controffensiva DC per arginare l’incontenibile successo di casa Marvel. Batman v Superman – Dawn of justice, leggendaria titanomachia urbana, pone al centro della narrazione lo spettacolo muscolare e ipercinetico a cui ci ha abituati il regista Zack Snyder fin dai tempi del remake di “Dawn of the dead” del 2004. A dodici anni di distanza dal giorno in cui gli zombie avevano assediato un centro commerciale a stelle e strisce, una “nuova alba” si staglia nei cieli di Metropolis, città già messa a ferro e fuoco nella precedente avventura dell’ “uomo d’acciaio” (2013) di cui “Batman v Superman” è, più che sequel, naturale sua espansione. Epicità surreale ed estetica visionaria sono da sempre il consolidato marchio di fabbrica del Re Mida dei cinecomics, Zack Snyder (“300”, “Watchmen”), che oppone la potenza evocativa delle sue immagini al meccanicismo filosofico di Christopher Nolan, il cui Batman era una costruzione morale sfumata nel noir. Dietro la maschera dell’uomo pipistrello, strenue difensore della città di Gotham, si cela ora Ben Affleck che trasforma il vigilante senza paura in uno stanco e ombroso (super)cittadino, mentre l’uomo d’acciaio proveniente dal pianeta Krypton è sempre Henry Cavill, titano ammantato di un potere divino. Se Nolan aveva costruito la trilogia sul cavaliere oscuro puntando tutto sulle pericolose interrelazioni tra criminalità organizzata, potere e psicologie deviate, Snyder preferisce trasferire sullo schermo le tavole dei cinecomics in modo plastico ed evocativo, tingendo il tutto con un misticismo di fondo che preannuncia una lotta eterna tra antichi idoli.

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Letto come un potente ibrido fra una titanomachia e uno scontro epico in terra, Batman v Superman  mantiene le aspettative dopo l’incessante battage mediatico degli ultimi mesi, inferiore forse solo a quello dedicato a “Star Wars”. Finalmente può avere inizio anche l’espansione dell’universo DC, nel segno di Atena, la dea della sapienza belligerante. In fin dei conti Clark Kent, il bonario giornalista del Daily Planet dietro cui si nasconde il paladino alieno della giustizia, è quanto di più vicino ci sia agli antichi dei greci: dimentica la sua età dell’innocenza sulla terra, è antropomorfo, ha vizi e virtù umane e il suo lontano Olimpo è il prospero pianeta natale Krypton. Si preoccupa dunque delle faccende umane; forse anche troppo, secondo il semi-dio nascosto dietro il nero mantello, quel Batman che Nolan aveva trasformato in un detective-stratega (in)corruttibile e che Snyder raffigura come un angelo caduto. E allora, che guerra sia. L’espansione dell’ecosistema DC (sembra il termine adatto per seguire le strette ramificazioni che presiedono ormai alla sopravvivenza del macro-genere) si prospetta, in stretta analogia con l’infinito proliferare della Marvel, come la dilatazione simbolica delle eroiche gesta dei cavalieri rinascimentali: ogni storia raccontata si inserisce nel corpus narrativo centrale attraverso la ramificazione a mo’ di foglia d’acanto. Così, dopo “L’uomo d’acciaio” del 2013, l’avventura che inaugura l’avvento della Justice League avviene nel segno di un’epifania oscura, puntellata da scene a effetto a getto continuo e di grande impatto visivo, su una trama portante non sempre pronta ad accogliere le troppe rivelazioni e le troppe “intrusioni” narrative. Poteva essere un capolavoro di genere, ma non lo è. È però un ottimo superhero movie che diverte senza mai annoiare per quasi tre ore di fila, grazie al Batman (Ben Affleck) cupo e violento saltato fuori dai fumetti di Frank Miller e alla grintosa valchiria che risponde al nome di Wonder Woman (Gal Gadot). All’interno dello scacchiere bellico metropolitano cinto d’assedio da golem kryptoniani e guerrieri che si incontrano scontrandosi, Snyder gioca d’eccesso, potenziando in ogni direzione la spinta propulsiva di una pellicola ipertrofica ma sempre piena di sorprese: dai colpi di scena che in tal sede non sveliamo agli spettacolari duelli nella foschia metropolitana. Peccato solo che a una dilatazione barocca dello spettacolo, non corrisponda un adeguato approfondimento psicologico dei personaggi e delle relazioni che intrattengono tra loro, infiammate quasi esclusivamente dallo stridente furor bellicus. Straordinaria è invece la contaminatio che il regista ha dipinto sullo schermo, partendo dai suoi imprescindibili storyboard, attraverso il felice incontro dei due mondi opposti – quello fantastico di Superman (nume tutelare dell’umanità) e l’altro, crepuscolare, dell’uomo-pipistrello, mai così truce e disilluso come in questa ennesima e riuscita rilettura; ci pensa poi la bella eroina scudo munita ad alleggerire il pathos tragico e il giovane Lex Luthor (Jesse Eisenberg) a esemplificare il prototipo del villain affetto da lucida follia.

Con Batman v Superman – Dawn of justice la DC si muove su un territorio impervio, tra logiche mercantili che la obbligano a inserire le sottotrame necessarie allo sviluppo dei prossimi episodi ed echi dark che riattualizzano il fumetto di Frank Miller facendolo letteralmente esplodere sullo schermo, tra boati fragorosi e musiche martellanti. L’obiettivo è pienamente centrato e la DC può lanciare il guanto di sfida alla Marvel. Ed ecco in sintesi la trama di  Batman v Superman: Lo scontro tra i due supereroi – uomo nero e dio alieno – è destinato a compiersi nei cieli di una città messa a ferro e fuoco dal giorno in cui Superman dichiarò guerra al generale Zod. Da allora il tenebroso difensore di Gotham City ha temuto per la salvaguardia del genere umano, non esitando a mettersi contro il suo collega volante dichiarandogli una guerra senza quartiere. Intanto altri personaggi attendono di uscire allo scoperto. Di seguito il trailer.

 

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Autore dell'articolo: Vincenzo Palermo

Vincenzo Palermo
Nato a Catanzaro, si laurea in Lettere moderne a Bologna, con tesi sul Decameron fantastico. Grande appassionato di cinema e letterature medievali, collabora con portali e siti di critica cinematografica, dedicandosi alla scrittura di recensioni e articoli di approfondimento tematico. Campi di interesse: classici del muto, grandi autori europei, New Hollywood e tendenze sperimentali del cinema moderno.

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