American Sniper, Clint Eastwood sorprende, ecco perché

La trama, la recensione e il trailer di American Sniper,  film/capolavoro di Clint Eastwood. 

La storia vera di un valoroso marine. Un’innovazione al genere guerresco. Una lodevole performance di Bradley Cooper e Sienna Miller. Una riflessione senza tempo sulla guerra, la vita e la morte. E’ tutto questo e molto di più “American Sniper”, il nuovo capolavoro firmato Clint Eastwood tratto dall’omonimo libro di Chris Kyle, il cecchino più letale della storia militare americana che operò per diversi anni durante la guerra in Iraq. Il nostro è un cowboy texano che nel 1999 decide di arruolarsi nelle Forze Speciali dei Navy Seal. Qualche tempo dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 parte per l’Iraq e in sei anni raggiunge obiettivi senza precedenti: 1000 giorni di servizio all’attivo, più di 160 bersagli centrati mettendo a segno colpi da distanze kilometriche impressionanti. Dopo quattro turni decide che è arrivato il momento di dedicarsi alla sua famiglia, all’amata moglie Taya e ai suoi due bambini ma dal desiderio di condividere la sua esperienza militare nasce l’autobiografica “American Sniper”, un best-seller che ebbe un successo e una risonanza immediata negli Stati Uniti così come nel resto del mondo.

American Sniper trailer

84 anni e non sentirle. Sembra banale ma Clint Eastwood sorprende tutti, ancora una volta, realizzando un film grandioso che non era neanche destinato a dirigere. Chissà cosa ne sarebbe stato di American Sniper se alla regia, come previsto, ci fosse stato Steven Spielberg. Non lo sappiamo ma ciò a cui assistiamo guardandolo ora è il miglior lavoro del maestro dai tempi dei due film dedicati alla seconda guerra mondiale, “Flags of our fathers” e “Lettere da Iwo Jima”. Da una sceneggiatura di Jason Hall (che ha collaborato con i due co-autori del libro di Kyle, Scott McEwen e Jim DeFelice) Clint Eastwood filma un racconto di guerra brutale, che ci incoraggia a riflettere sul conflitto bellico che più di ogni altro ha caratterizzato il passato decennio e sul ruolo dei burocrati e delle autorità che addestrano al male per poi eludere qualsiasi tipo di responsabilità. Pertanto a lui, capace allo stesso tempo di essere elitario e grossier, si concede proprio tutto.

American Sniper trama

Nel rivelarci la personalità di Chris attraverso il suo operato in Iraq, Eastwood si sofferma sull’uomo più che sulla politica, dipingendoci il quadro di vita di un soldato americano estremamente talentuoso che cerca di trovare il suo piccolo posto in una guerra di cui capisce solo in parte il senso. Il regista rimane parzialmente fedele al romanzo nella ricostruzione degli eventi legati alla vita del marine ma prende le distanze da quello sprezzo e quel cinismo che lo contraddistinguono. Il film assume un maggiore significato nel confronto con “The Hurt Locker” con cui la regista Kathryn Bigelow trionfò agli Oscar nel 2010. Stesso orrore negli occhi, stessa vita trascorsa al servizio dell’odio politico, della vendetta e della violenza. American Sniper è però meno accorto nella forma e decisamente più straziante a livello emotivo. Con estremo rigore entrambi i registi sfruttano le qualità inaspettate dei due attori protagonisti, Jeremy Renner e Bradley Cooper, per esaminare il dramma dei traumi più intimi legati all’efferatezza della guerra e dell’”abbraccio con la morte”.

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American Sniper

Per trattare una materia delicata come questa Eastwood si affida alla professionalità del suo storico direttore della fotografia Tom Stern e dei montatori Joel Cox e Gary D. Roach che hanno già ricevuto una nomination agli Ace Eddie Awards per il miglior montaggio dell’anno in un film drammatico. La cinepresa di Eastwood segue i marine salvo poi prendere il volo per mostrare il terreno di guerra dove sono costretti a muoversi. Le numerose prospettive da cui vengono mostrate le adrenaliniche scene d’azione sono senz’altro un valore aggiunto di una pellicola già di per sé eccelsa. Colonna sonora minimalista e solenne per un film che ci invita a riflettere così come a sentire sulla nostra pelle lo straziante dolore e il lacerante senso di perdita di cui sono permeati quasi tutti i film di Eastwood, compresi Gran Torino e Million Dollar Baby. Il suo cinema agisce in questo senso sullo spettatore proprio come il carro armato che apre la prima sequenza del film: devasta e annienta tutto ciò che trova sul suo cammino.

Trailer: http://youtu.be/c2nnAvBnvek

Rosa Maiuccaro

 

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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