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A United Kingdom: trama, trailer del film, recensione

Nel film A United Kingdom l’audacia dell’energia femminile e la forza del maschile si uniscono per dare origine a una storia universale, che oltrepassa le barriere del tempo e che arriva intatta nelle sale cinematografiche perché mai divulgata dalla settima arte. Le vicende, poste al centro di questa pellicola, riabilitano quel sentimento unico e magico, che lega un uomo a una donna, il quale negli ultimi anni aveva perso un po’ del suo appeal, perché il Cinema gli ha conferito sin dall’inizio talmente tanta enfasi da arrivare a svilirlo con commedie a volte sin troppo scontate. E invece A United Kingdom è un buon film, nel quale si trae spunto da una tema sempre attuale (soprattutto in questo periodo, dove c’è tanto bisogno di riportare l’attenzione sulla lotta per i diritti civili) mettendo però al centro un rapporto d’amore che supera le barriere imposte dal pregiudizio e dalle esigenze di equilibri internazionali. Oggi tutto è concesso, eppure – dormendo sugli allori – rischiamo che ci portino via quanto abbiamo conquistato, proprio sotto i nostri occhi. Ciò che mi stupisce è la consapevolezza dei due personaggi principali. Nemmeno per un attimo mettono in dubbio il loro legame. Evidentemente, lasciandosi guidare da un’energia potente qual è l’Amore, sanno che non si può pretendere che gli altri capiscano e accettino il nostro punto di vista se non mostriamo, per primi, verso noi stessi quella compassione e quel rispetto che tanto desideriamo ricevere dall’esterno.

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Allora film come A United Kingdom sono necessari per sensibilizzare l’opinione pubblica risvegliando così la coscienza collettiva e riattivando il senso civico. Ciascuno di noi nel quotidiano combatte le proprie battaglie, piccole o grandi che siano, ma non dovrebbe mai accadere che l’ego prevalga sul cuore, annebbiando la mente, per fini economici. La pellicola narra la storia tra il principe di Botswana, un piccolo regno confinante con il Sudafrica, e l’impiegata londinese Ruth Williams. Seretse Kharma (David Oyelowo) è a Londra per affinare la sua istruzione in vista della futura reggenza quando incontra Ruth (Rosamund Pike). I due s’innamorano perdutamente. Questa fase si sviluppa con una certa rapidità e forse anche con poco pathos ma l’ottima performance dei due attori e l’intuito al femminile della regista, Amma Asante, che si sposta fuori e dentro le pareti domestiche con una certa disinvoltura, conferiscono a A United Kingdom un sapore nuovo con un retrogusto agrodolce, perché se da un lato la vicenda individuale appassiona, dall’altro il film ci offre uno spaccato alternativo e doloroso sull’Apartheid.

Una storia personale diventa dunque motivo di contesa. I protagonisti, secondo il pensiero dell’epoca (siamo nella seconda metà degli anni Quaranta), non avrebbero mai dovuto sposarsi a causa della loro pelle. Lei è bianca, lui è un uomo di colore. Seretse e Ruth dovranno così vivere da esiliati proprio per la presunta illegittimità del loro legame. A United Kingdom è, dunque, un film che coinvolge con una certa semplicità e con un pizzico di classicismo. Il discorso che Seretse fa al suo popolo, riunito in assemblea, è il valore aggiunto di un lungometraggio in cui pubblico e privato s’intrecciano rievocando le atmosfere di un genere oggi molto in voga (basti pensare a Selma o anche a Barriere, il film con Denzel Washington nelle sale dal 23 febbraio 2017) con il romanticismo degli amori impossibili di shakespeariana memoria. «Il morbo del razzismo diffuso in Sudafrica ha contaminato anche i Paesi vicini e anche noi (…) L’Africa non sarà mai libera, finché tutti coloro che vivono qua, sia neri che bianchi, non riconosceranno che la razza non deve avere nessuna rilevanza sull’eguaglianza e sulla giustizia. Io sono pronto a servirvi, perché amo il mio popolo, amo questa terra, amo mia moglie e voglio rispettare la vostra volontà (…)», dice Seretse. Di seguito il trailer di A United Kingdom, un’affascinante storia vera.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube (Marica Movie and Books). Curo la rubrica Bimbi al cinema sul blog Ricomincio da quattro di Adriana Fusè.

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