45 anni: trailer, recensione e trama del film

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45 anni insieme, quale valore hanno? Se lo chiede, in particolar modo, Kate Mercer (Charlotte Rampling) in 45 anni di Andrew Haigh, attualmente nelle nostre sale. Abbiamo voluto essere diretti, un po’ in contrapposizione col mood del film, perché è un interrogativo che, ancor più da donne, immedesimandosi molto nella co-protagonista, ci si pone.

Kate sta per festeggiare quarantacinque anni di matrimonio con Geoff (Tom Courtenay), per l’occasione sta organizzando una festa visto che per il quarantesimo l’uomo non è stato bene. Il regista inglese (autore dell’acclamato “Weekend”) mette letteralmente in scena la quotidianità di una coppia, entrambi hanno trascorso in due e insieme gran parte della propria vita. I primissimi secondi siamo al buio, sentiamo, però, un rumore che solo più avanti collegheremo, qualcosa sta scorrendo, ma non è acqua… Subito dopo, grazie anche alla fotografia di Lol Crawley, inquadriamo dove abitano, immergendoci anche noi in quella foschia che talvolta avvolge la campagna inglese (gli esterni sono girati nella contea di Norfolk, che ben rispecchia il paesaggio interiore dei protagonisti).

Una lettera arriva a sconvolgere quell’equilibrio, facendo emergere il passato, che resta, a suo modo, fuori campo. Haigh (anche in veste di sceneggiatore) fa lavorare, infatti, il passato dall’interno e quasi nelle viscere di lui e lei così come dello spettatore, sembra che i due arrivino a dire finalmente le verità, ma non possiamo che usare questo termine: sembra. Post visione, a nostro parare, ancor più rispetto ad altre opere, ciascuno di noi darà il proprio finale a 45 anni in quanto tutto appare chiuso in un modo, ma potrebbe essere, parallelamente aperto. È difficile descrivere le sensazioni che la pellicola trasmette, c’è chi potrà giudicarla lenta, ma non è così, essa ha i tempi giusti e calcolati nell’economia di questa precisa messa in quadro. Quello che più ci turba è come riesca a scombussolare emotivamente proprio scegliendo questo tipo di registro laddove i momenti in cui Kate sbotta sono rarissimi e sempre in linea col suo essere donna e il proprio modo di vivere ciò che ha appena scoperto.

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Da giovani spesso ci ritrova a domandarsi, tanto più con la precarietà dei rapporti e l’instabilità professionale, se avremo mai la possibilità di stare così tanti anni con la persona amata. Si resta quasi incantanti quando si assiste a film come “Amour” di Michael Haneke (2012) e 45 anni, diversi nelle storie specifiche, ma accomunati dall’avere per protagonista una coppia e l’amore, declinato e approfondito secondo la peculiare prospettiva.

Ecco, quando nonostante il nostro tempo, ti ritrovi a sognare il “per sempre” con la persona amata, il cinema te lo fa assaporare e ci si augura che non sia un’illusione. È proprio questa vibrazione che, crediamo, farà creare un’empatia con Kate indipendentemente dall’età. Ciò che lei ha coltivato in tutti quegli anni, giorno dopo giorno, rischia di andare in frantumi per il ricordo del primo amore di Geoff (forse, non a caso, di nome Katya), apparentemente sepolto in soffitta, ma pronto a far capolino.

La Rampling ha una capacità innata di rendere tutto questo, attraverso ogni suo gesto, un movimento della mano o una luce negli occhi, difficilmente descrivibile con le nostre parole. Non è un caso se sia lei che Courtenay siano stati premiati all’ultimo Festival di Berlino come migliori attori. Il duo è davvero eccezionale nel mettere in atto un cinema fatto di primi piani, a tratti tattile (vedi i momenti a letto in cui prende piede la parola), dove, talvolta, non si vuole far vedere la reazione dell’altro nel dialogo.

45 anni fa fare i conti con i fantasmi a entrambi, sfiorando paure che ogni donna può comprendere, una tra tutte il timore martellante costituito da quelle domande impossibili, per la cui risposta ci vorrebbe la palla di vetro, precedute dal “se fosse andata così”. 45 anni è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI. «Un film che mostra in modo esemplare la fragilità dei rapporti umani, anche quelli apparentemente più consolidati, tracciando un percorso di destabilizzazione dei sentimenti, svolto con grande sensibilità, grazie anche all’interpretazione magistrale di Charlotte Rampling e Tom Courtenay».

 

45 anni, trama del film

Kate e Geoff sono sposati da quarantacinque anni. Nel fine settimana, sabato, è previsto un festeggiamento a cui la donna si sta dedicando scegliendo con cura anche la colonna sonora, senza dimenticare “Smoke Gets in Your Eyes” dei Platters per il ballo di apertura. Una lettera, scritta in tedesco, comunica, però, a suo marito il ritrovamento del corpo del suo primo amore sulle Alpi Svizzere. L’uomo resta visibilmente turbato, racconta qualcosa alla donna, ma non tutto. Da martedì inizia questo percorso di avvicinamento alla festa di anniversario, con la consapevolezza di questo evento e facendoci i conti.

45, trailer del film 

 

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Autore dell'articolo: Maria Lucia Tangorra

Nata a Conversano (Ba) nel 1987, da alcuni anni si è trasferita a Milano per coltivare la passione per cinema, teatro e giornalismo col desiderio di farne un lavoro. Free-lance, critico e corrispondente dai festival per web magazine di cinema e teatro; ha realizzato anche reportage e approfondimenti di spettacoli tra cui “Invidiatemi come io ho invidiato voi” di T. Granata e “Un giorno torneranno” ideato e interpretato da S. Pernarella. Si è appassionata al cinema e al teatro vedendo recitare gli attori forgiati dal maestro Orazio Costa Giovangigli e da lì ha cercato di conoscere i diversi modi di fare e vivere il teatro e il cinema (senza assolutamente disdegnare alcuni lavori televisivi di qualità). Quando ha sentito sul palco queste parole: «Sai cosa vuol dire vivere in un sogno? Ciò che tu non sei, sei: e, ogni notte, lo frequenti» (dal testo teatrale “Orgia” di P. P. Pasolini) ha pensato che questo accade quando ci si immerge nel buio della scatola magica e della sala cinematografica. Grazie a questo lavoro fatto anche di incontri umani, non solo professionali, pensa che senza il teatro e il cinema il respiro sulla vita sarebbe diverso perciò, nonostante tutto e tutti, crede che di cultura e arte si possa vivere e che le passioni possano trasformarsi in una professione.

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