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Tanto per parlare un po’ di me: il mio nome é Cristian Guarino, vengo da una piccola frazione della provincia di Avellino, Passo Eclano, tra il mare e la montagna, Campania. Qui ho trascorso la mia infanzia e parte della mia adolescenza, fino all’età di 18 anni. Stanco di fermarmi semplicemente a pensare a cosa avrei dovuto fare “da grande”, ho preparato la valigia e sono arrivato prima a Roma poi a Londra per realizzare i miei sogni. Il cambiamento è stato brusco e radicale: coccolato dalla famiglia, in una realtà piccola, nella quale le possibilità sono minime e limitate, solo, nelle grandi capitali, in cui nulla sembra impossibile. Ricordo gli inizi della mia carriera da “futuro stilista”: tratti di matita tremanti e bozzetti grezzi, mille fogli da strappare e modellini da rifare; ho trascorso tante notti, non ricordo di preciso quante, sotto la luce soffusa della mia lampada da scrivania, a migliorare la mia tecnica e ad accrescere la mia creatività. Vi chiederete il motivo di tanto sacrificio, vi domanderete se durante la salita, cadendo, ho mai pensato di non rialzarmi? Vi dirò che gli stessi punti interrogativi sono spesso comparsi nella nuvoletta, proprio sopra alla mia testa, ma inesorabilmente la risposta era sempre la stessa: la Moda è vita, la mia vita; raggiungere lo scalino più alto del podio diventa, man mano, un obiettivo subordinato a ciò che invece è diventato uno stile di vita, un modo di essere: creare e fare Moda. Ora che sto per scrivere “L’inizio” ad uno solo dei capitoli di questa emozionante avventura, mi rispecchio nel passato, vedo la mia immagine nel presente e il mio riflesso nel futuro: a partire da qui “Io sarò Stile, Costume e Creatività”.
Crico un nome virtuale che mi sono scelto per presentarmi a Voi. A buon intenditore poche parole. Vero detto antico che racchiude molteplici significati. Dico virtuale perché ormai è diventato il sostitutivo di reale, attraverso il virtuale oggi possiamo rappresentare noi stessi e senza volerlo è diventato un’enorme megafono che dà spazio a numerose voci che dalla finestra del reale sembrano essere inutili fischi. Il mio obiettivo prima era portare soddisfazioni a mio padre, poi ho capito che mio padre mi amava a prescindere, per cui quell’obiettivo si è trasformato in dovere verso me stesso che ancora oggi ho intenzione di portare avanti e proprio questo, spero e mi auguro, sia il trampolino di lancio nella piscina, grande come un mare. In effetti è un tuffo nel mare che fa capire quanto è coraggiosa una persona. Credo sia facile brillare in un acquario. Ma nel mare? Quale se non soddisfazione migliore quella di sentire il proprio corpo proiettato ad affrontare mille uomini di razze e provenienze diverse, tutti con i propri valori, e vi assicuro, my dears, che alla fine della lotta saranno tutti vinti perché, dopo aver combattuto duramente, alla fine ognuno ha imparato qualcosa dall’altro, per cui ognuno vincerà qualcosa di più grande: l’insegnamento di un nuovo Valore. Le guerre, quelle vere, sono state combattute per valori,  ma anche per egoismo senza Lume. Grazie a Dio ci differenziamo dalle bestie per via di un’evoluzione che qualcuno ci ha donato per cui capisco Homo-Sapiens, che comunicava a gesti, ma ora cerchiamo di osservare i gesti e tradurli con le parole. Parlare…
Adoro parlare; attraverso la parola noi possiamo tutto, anche combattere e con questo voglio dire che il confronto è l’arma che ti fa vincere la lotta, la stessa di cui prima parlavo, ed è per questo che si parla di Valori e non di morti o medaglie di fango. Ecco, il punto è: come rappresentare se stessi nel mare? Ci sono vari mezzi che Qualcuno sceglie per presentarsi a Somebody, quello più diffuso è, come dico io, l’icona iconografica, ossia imitare qualcun altro, tipico esempio di uomo pigro o addirittura un Eclettico senza personalità, opzione d’uomini molto diffusa a mio parere, invece il mio intento è quello di far capire a Voi che non c’è bisogno di un prototipo sociale per capire a quale categoria di uomo appartenere; basta saper capire in quale epoca siete appartenuti prima di essere catapultati nell’era del futuro. Ecco quale sarà il mio lavoro con Voi, quello di portarvi nel passato quindi: odori, stoffe, colori, stili, rivoluzioni e significati. Il tutto abbinato ad un fantastico accessorio elegantemente parigino tanto quanto rude come la Street. Un percorso al rovescio quindi per dare la possibilità di chiudere gli occhi e aprirli in un’epoca tutta vostra dal 1900 ad oggi. A chi non piacerebbe “corteggiare” più vite, vivere in più realtà, essere coinvolto da più emozioni in modo da riempire gli occhi di quante più cose la natura ci ha dato?
Trovo me stesso confrontandomi con me stesso, vi svelo il trucco?

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