La salute delle Ossa, il ruolo della Vitamina D e del Calcio

Il Calcio è indispensabile per le Ossa, ormai è chiaro, e la Vitamina D gioca un ruolo essenziale nel mantenere in uno stato di buona salute il nostro scheletro che nella Medicina Psicosomatica, per esempio, ha una funzione di sostegno. Le Ossa, nello specifico, costituiscono la nostra struttura essenziale, che ci dà la forma e ci sostiene nella vita. Per analogia, possono essere paragonate alle pietre, con le quali il nostro scheletro condivide la struttura minerale e i tempi geologici del suo divenire. Le Ossa sono dinamiche e, seppur lentamente, si modellano per tutta vita. Il nostro scheletro è il depositario del midollo, il quale produce i globuli rossi, che ossigenano il nostro meraviglioso organismo. Non è tutto, però! Le Ossa, inoltre, traggono beneficio dalla luce solare. I raggi della nostra stella arrivano sulla pelle e stimolano la produzione di Vitamina D che, entrando nel sangue, favorisce il deposito di Calcio nelle Ossa fortificandole. Di conseguenza, l’apparato scheletrico è custode della nostra energia vitale e simboleggia la solidità e la fermezza ma anche la flessibilità. Mantenendo le nostre Ossa sane, impariamo a muoverci nel nostro microcosmo in modo più dinamico, non rigido. Per saperne di più sul ruolo della Vitamina D e del Calcio, abbiamo intervistato la dottoressa Elena Dogliotti, Biologa Nutrizionista, Divulgatrice e Supervisore Scientifico presso la Fondazione Umberto Veronesi.

Dottoressa Dogliotti, come possiamo mantenere in buona salute le Ossa?
Per mantenere in buona salute le Ossa ci sono due cose che possiamo fare: nutrirci in maniera corretta, attraverso un’alimentazione bilanciata, e fare attività fisica, perché con il movimento sollecitiamo il nostro apparato scheletrico stimolando la riproduzione delle cellule ossee.

Qual è ruolo del Calcio per il benessere delle Ossa?
Il Calcio è un elemento essenziale per la struttura ossea, è un minerale che non produciamo noi e che dobbiamo introdurre con l’alimentazione; è importante tuttavia la biodisponibilità del Calcio, che viene assorbito a livello intestinale tramite diversi meccanismi: uno attivo, che è regolato anche dalla presenza della Vitamina D; l’altro passivo. Ci sono, tuttavia, alcuni alimenti o condizioni che ne ostacolano l’assorbimento, come un eccesso di fibra o ossalati, e altri che lo favoriscono, come il tipo di flora batterica presente nell’intestino.

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E` importante mantenere in buona salute l’intestino per favorire l’assorbimento del Calcio?
Sì, ma non solo. L’assorbimento del calcio può essere influenzato anche da fattori ormonali come il livello di estrogeni nelle donne. Ci sono anche fattori ormonali che possono influenzare o fattori genetici che coinvolgono l’espressione del recettore della Vitamina D. Il Calcio, dopo essere stato assorbito a livello intestinale, in parte è espulso con le urine e in parte è riassorbito dai Reni. Queste fasi  vengono in gran parte influenzate dal recettore della Vitamina D.

Come si prende la Vitamina D?
La vitamina D viene prodotta nella sua forma attiva a livello epidermico quando ci esponiamo al sole. Non ci sono tante fonti alimentari di Vitamina D. Si trova nel pesce, nel fegato (ma non è tra gli alimenti da preferire), nel latte intero e nei suoi derivati (come lo yogurt sempre intero) e nel tuorlo delle uova. Ci sono, inoltre, dei prodotti fortificati di Calcio e Vitamina D che si trovano in commercio.

Per quanto riguarda il sole, la protezione solare inibisce l’assorbimento della Vitamina D o meno?
Sì, la reazione chimica avviene con la stimolazione dei raggi solari UVA e UVB, quindi anche la protezione delle creme la riduce notevolmente, ma non dobbiamo assolutamente pensare di non mettere la crema protettiva quando andiamo al mare! Bastano 10-15 minuti al giorno in cui esponiamo viso e braccia anche solo camminando per strada per sintetizzare la vitamina D.

In quali alimenti di origine vegetali si trova il Calcio?
Il Calcio si trova fondamentalmente nella verdura a foglia verde, in cavoli, broccoli, agretti, nei cereali in particolare integrali, nella frutta secca e nei legumi. Non dimentichiamo che anche l’acqua mediominerale può contenere fino a circa 400 mg di calcio per litro. Quindi con 2 litri di acqua ci avviciniamo al fabbisogno quotidiano di questo minerale che per gli adulti è di circa 1000 mg. Questo fabbisogno aumenta un po’ per le donne in menopausa e negli anziani per questioni di assorbimento e demineralizzazione ossea. In certi casi può essere necessario assumere integratori di calcio e/o vitamina D, ma bisogna stare attenti a non prendere degli integratori a cuor leggero. Possono essere assunti solo sotto stretto controllo medico, per motivi validi (come i deficit di assorbimento o di perdite eccessive con le urine), che di solito sono legati a problematiche genetiche, ormonali e/o di malassorbimento.

 

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I cereali integrali non inibiscono l’assorbimento del Calcio?
Ci sono degli elementi che remano contro l’assorbimento del Calcio, come i fitati e gli ossalati, ma c’è da dire che i cereali spesso sono consumati cotti e la cottura va a diminuire l’effetto negativo di questi elementi. Pare che il sistema migliore per assumere calcio sia attraverso il latte e i suoi derivati  perché l’assorbimento è migliore quando il Calcio è in soluzione solubile e pare che le proteine del latte ed il lattosio lo favoriscano, ma è pur vero che ormai in commercio sono presenti numerose bevande vegetali fortificate che possono essere consumate da chi è intollerante al lattosio o semplicemente non ama il latte. Un’elevata biodisponibilità si ha anche nei broccoli… nei cavoli, un pochino meno nei legumi, proprio per  l’interferenza della fibra, e un po’ di più negli spinaci. I nemici più grossi sono un eccesso di proteine, soprattutto animali, e di sodio e, secondo certi studi, un eccessivo consumo di caffeina. Queste abitudini alimentari possono favorire l’eliminazione del Calcio mediante i Reni, effetto dovuto soprattutto alla necessità di eliminare un maggior carico acido a livello renale. Possiamo ovviare variando più possibile le fonti alimentari e cercando di arricchire l’alimentazione con cibi che contengono Calcio.

Per i vegani, quindi, si può ovviare in altro modo…
I Vegani sono soggetti più a rischio di altri ma l’importante è fare determinati controlli e valutare la presenza di Vitamina D; se i livelli sono buoni si può stare tranquilli. In genere i Vegani non hanno una carenza di Calcio, perché fanno uso delle bevande vegetali fortificate di cui parlavo prima.

Secondo alcuni studi, quanto più Calcio si consuma tanto se ne perde… E` così?
Non riusciamo ad assorbire tanto Calcio se ne assumiamo troppo in una volta sola. L’ideale sarebbe assumerlo con l’alimentazione perché la maggior parte del Calcio – se preso in dosi troppo elevate, magari con gli integratori – viene espulso tramite le feci. Altrimenti, una volta assorbito dall’intestino, entra in circolo e arriva ai Reni ma, se le quantità sono elevate, viene comunque espulso con le urine, perché il nostro organismo si difende non assorbendolo proprio o buttandolo via in un secondo momento.

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Possiamo ribadire, dunque, che è importante fare una dieta varia ed equilibrata per mantenere in buona salute le Ossa…
Sì, è anche importante fare una moderata e costante attività fisica, a tutte le età. Sono stati fatti diversi studi, tra cui quegli sugli astronauti, nei quali si osservava osteopenia (diminuzione di tessuto osseo), la fase che precede l’osteoporosi, dovuta alla mancanza di sollecitazione meccanica dello scheletro da parte della Gravità che nello spazio è assente. Quando una struttura non serve, l’organismo si difende svuotando in questo caso il contenuto delle Ossa…

Tutto ciò che si usa si perde…
Esatto, perché sarebbe uno spreco di energie per tutto l’organismo investire su qualcosa che non è poi utilizzato.

Esiste un legame tra mancanza di Vitamina D e cancro al Seno?
La Vitamina D ha il ruolo di mantenere l’equilibrio tra Calcio e Fosforo ed è coinvolta in altri tessuti. I risultati di studi di associazione tra i 25 (OH) D (forma attiva della vitamina D)e i tumori del colon-retto, della mammella e della prostata hanno indicato relazioni inverse coerenti per incidenza e mortalità per adenoma al colon-retto, e per la progressione e/o mortalità per cancro al seno (quindi non previene ma migliorerebbe la prognosi). Al contrario però gli studi clinici randomizzati, in doppio cieco condotti fino ad oggi non sono riusciti a sostenere queste scoperte. Quindi, ancora non è possibile affermare con certezza che la vitamina D sia correlata a una riduzione del rischio per alcuni tumori, o se piuttosto alte concentrazioni di vitamina 25 (OH) D risultano tra i marcatori di un profilo generale benefico contro i fattori di rischio.

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