La politica è diventata gioco, molto impegnativo, tra professionisti, definiti gente che conta, i quali, distinti da gente comune, che lavora, se lavora, e spesso soffre, godono successo, prestigio, privilegio e potere: democrazia, Costituzione e doveri, è già tanto se sono ricordati. L’economia porta il suo conto salato alla comunità e non a chi l’ha convinta di poter vivere eternamente e felicemente sui debiti, per saldare i quali ora invece servono soldi veri, quelli che si fanno, studiando, inventando, lavorando, producendo e vendendo.
Divertimenti, distrazioni e sprechi, che hanno spesso irriso a lavoro ordinato e proficuo, sono spesso disturbati da inviti a diventare cammini virtuosi, come in Italia si va suggerendo da tanto tempo. Tutti menano vanto di virtù anche esoteriche, ma intanto si va alla ricerca di imprenditori stranieri, per assicurare a se stessi continuità e un fine mese a disoccupati, e di acquirenti di beni di famiglia, per realizzare contante, anche a costo di umiliare ancor più una classe lavoratrice, già umiliata dalla questione sociale, mai affrontata, e di discreditare un Popolo, che merita ben altra considerazione e posizione.
Per certi è difficile capire che il Popolo italiano, Meridionali compresi, non è da terzo mondo, disponendo di intelligenze e di istruzioni, anche da migliorare e da orientare opportunamente, utili per non sfigurare in ogni settore: gli Italiani hanno estremo bisogno solo di guide valide, a prescindere dal colore politico, le quali circolano in Italia, ma in genere non nelle aree della politica, ove trovano posto pure mediocrità. Quando il Parlamento non compie i suoi doveri, è chiamato in causa, articolo 1 della Costituzione, direttamente il Popolo sovrano, che manda a casa subito tutti gli eletti e stabilisce nuove e consone alla Carta regole di ingaggio per i prossimi cooptati a rivestire con disciplina e con onore funzioni pubbliche.
Si preoccupino pure quelli che dalla caduta di amici potrebbero avere da perdere, ma i Cittadini non possono ancora tollerare danni per la loro vita e offese per la loro dignità: gli Italiani sanno superare momenti difficili, sono pronti a fare il loro dovere, sono capaci di fare impresa, di produrre, di eliminare debiti e di gestire cosa pubblica ed aziende, alla buon’ora affidate all’aristocrazia del lavoro, che assegna meriti solo sul campo.
