Fatti: salario annuale di tanti pari spesso a retribuzione giornaliera di uno solo; pensione da stretta sopravvivenza, dopo vita di stenti e di lavoro, a fronte di vita da signori di chi vola ancora tra un intervento e l’altro, tra una intervista e l’altra e tra un’apparizione e l’altra in televisione, che già da soli contraddicono, nella realtà e con la realtà, democrazia, repubblica, sovranità, solidarietà e parità, negate di fatto da egoismo e surrogate da diffuso e non facilmente accessibile volontariato o da pubblicizzato buon cuore; lavoro, né diritto né dovere, ma favore, concessione, grazia e mantenimento; stato di diritto esistente solo sulla carta, nella speranza, nelle promesse e nelle dichiarazioni ufficiali; libertà di chi se ne può consentire tante e di chi può solo sognarla. In questo ordine di cose diventa molto difficile pretendere, come vuole la Costituzione, dall’uomo o dalla donna, di essere cittadino optimo iure ed al cittadino di essere lavoratore prima e sovrano dopo: difficile a volte pure intenderlo e, data la situazione, volerlo, anche perché, pur essendo importante, è argomento poco trattato, meno diffuso e quindi, non accettato e neanche preso in considerazione, consentendo al sistema, sgradito e persino odiato, di sopravvivere. Lavoro, fondamento di Repubblica democratica ed orgoglio di cittadino, da cercare e da inventare dai rappresentanti del Popolo, non è mai da chiedere, in privato ed in pubblico, ma da offrire e comunque da fare: educazione e formazione preparano ad inserimento naturale e di diritto, impediscono appecorimento e consentono la scalata dai bassi ai più alti livelli, come vuole naturale spirito di crescita e dignità. L’azienda, sempre riguardata e difesa, si rinnovi cambiando spesso la dirigenza, proprietaria o di nomina, e migliorando le qualifiche coinvolte. Lavoratori, curiosi e vogliosi di spiegarsi, cerchino e percorrano la via del conoscere e del sapere, non si lascino portare per mano da divi di passerella; non si sfoghino, non si distraggano e non si consolino con scioperi, proteste, spettacoli e pur riunioni conviviali: lavoratore cittadino sovrano, produttore di ricchezza e di servizi alla società, impegni la sua esperienza, la sua concretezza, la sua laboriosità e la sua sensibilità civile e sociale per prospettare esigenze e per avanzare proposte di crescita equilibrata della comunità.
Nunziante Minichiello

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