L’AMORE DI VERO KERN PER L’ITALIA DIVENTA MITO

Vero Kern è una di quelle donne che piacciono a me, una di quelle che hanno saputo riciclarsi professionalmente, una di quelle che, come l’araba fenice, rinascono dalle proprie ceneri; prima assistente farmaceutica, poi dipendente della compagnia aerea Swissair, poi ancora aroma-terapista, fino a diventare un’artisan parfumeur, una delle più stimate nel settore. La prima volta che l’ho vista è stata nel marzo del 2011, a Milano, durante Exsence, l’evento più rappresentativo della profumeria artistica; era lì, nel suo stand ad armeggiare con la sua borsa che ricorda vagamente quella di Mary Poppins, ma che di magico al suo interno ha solo la magnificenza delle sue fragranze, una figura fine e slanciata, di una fierezza che solo la consapevolezza del fare sa dare. Oggi a distanza di cinque anni dal suo esordio nel mondo della profumeria artistica, Vero festeggia quest’anniversario con una nuova creazione olfattiva, una Eau de Parfum dalla personalità decisa ed androgina, .mito..  Un omaggio all’Italia, a Villa d’Este a Tivoli, al suo connubio tra architettura e natura, tra classicismo e contemporaneità, ed è in Italia che Vero ha deciso di realizzare e presentare la sua nuova fragranza. È infatti alla famiglia Di Liello, proprietaria di una delle più prestigiose profumerie di nicchia in Italia, presente a Roma con le sue tre sedi , una a pochi passi dal Pantheon, una in Via Campo Marzio e la terza in Via Vittoria, che Vero Kern ha assegnato la distribuzione della sua creazione, che a settembre sarà venduta nelle migliori profumerie in Italia e all’estero. Ma in attesa del lancio ufficiale, che avverrà a settembre a Firenze durante il Pitti Fragranze, Vero ancora una volta ha deciso di utilizzare la rete come mezzo di comunicazione e forma d’espressione; è infatti, privilegiando questo canale che Vero è riuscita a stabilire una comunicazione diretta con il suo pubblico, ed è sempre attraverso alla rete che hanno preso vita collaborazioni straordinarie, come quella con la designer grafica georgiana Sofo Berdzenishvili, che ha catapultato Vero nel mondo dei fumetti, rendendolo, forse, più umano, ma state sicuri di una cosa, l’odore acre dell’inchiostro è stato spazzato via dalle dolci note di magnolia e gelsomino di .mito.. Ecco per gli amici di Cultura e Culture la sua intervista.

Allora Vero mi racconti come è approdata nel mondo della profumeria artistica?

Penso di essere una persona che percepisce il mondo attraverso i profumi. Il desiderio di creare profumi nasce come conseguenza del mio lavoro di aromaterapista.

I suoi primi tre profumi, .onda., .kiki. e .rubj., hanno avuto molto successo. Se dovesse associare ognuno di essi ad un modo d’essere, quale sarebbe la sua associazione?

Credo che per i profumi, in generale, la scelta sia molto intima, personale, individuale. Così anche per i miei profumi non riesco ad assegnare un unico tipo di personalità. I miei profumi sono molto particolari ed empatici, allo stesso modo, gli uomini e le donne che li indossano sono particolari ed empatici.

Il flacone scelto per contenere tutte le sue creazioni rimanda la mente a tempi passati, come mai questa scelta?

Il disegno della bottiglia è stato scelto perché si adattasse al tipo di profumi. La bottiglia arriva dalla Normandia, in Francia, ed è un modello degli anni ’40 che ha suscitato subito il mio interesse, mi è piaciuta tantissimo. E soprattutto rispecchia lo stile dei miei profumi, che definirei classico.

I nomi delle sue creazioni iniziano e finiscono sempre con un punto, può spiegarmi il significato di quei punti?

Ah, non hanno un significato particolare. Il punto appartiene all’immagine del logo, è quindi una scelta puramente estetica.

Da cosa trae ispirazione quando crea un profumo e quanto tempo le richiede?

L’ispirazione può nascere da una materia prima, ma anche da un’esperienza appassionante. Di solito mi prendo circa due anni per elaborare le mie creazioni, in modo che tutto sia pronto, la composizione, la grafica, la comunicazione, etc…

Seguo ormai da qualche anno il mondo della profumeria artistica ed ho potuto notare che negli ultimi anni c’è un pullulare di “aziende” che, cavalcando l’onda di successo di questo settore, si improvvisano ad artisan parfumeur. Cosa ne pensa lei e qual è il consiglio che darebbe ai neofiti, che si avvicinano al mondo della profumeria artistica, per non smarrirsi in questa giungla profumata di nuove proposte? 

In realtà, una totale confusione regna nel mondo della profumeria artistica. Ognuno vede se stesso come creatore oppure come produttore di fragranze. Questo fenomeno avviene esclusivamente in questo settore. Nelle altre attività creative, come per esempio nella grafica o nel design, sono necessarie valide competenze. Vedo poche creazioni che mi ispirano e mi chiedo come i consumatori reagiscano davanti a tutti questi strani prodotti.

Quali sono oggi le difficoltà che incontrano un creatore di fragranze indipendente come lei?

Primo fra tutti quello finanziario, ma anche di produzione, la reperibilità di alcune materie prime è un problema non da poco. Non ultimo poi, il problema della distribuzione. Diciamo pure che i problemi sono tanti!

A settembre lancerà la sua nuova creazione, .mito., al Pitti Fragranze, ci parli di questa nuova fragranza. Da cosa ha tratto ispirazione e quali sono le note che la caratterizzano?

Mito è una fragranza anniversario, creata per celebrare i cinque anni di vero.profumo. Ma è anche una fragranza ispirata alla Villa d’Este di Tivoli, ai suoi splendidi giardini. Ho dedicato Mito all’Italia, che ha conquistato me ed i miei incantevoli profumi.I colori della fragranza sono il bianco ed il verde. Il Bianco per le numerose statue presenti a Villa d’Este;  il Verde per le piante e fiori, che creano un aroma stuzzicante.

Le Note sono:

Bianco: Accordo agrumato, Magnolia grandiflora, Magnolia Champaca bianca, Gelsomino.

Verde : Galbanum, Giacinto, Accordo Chypre, Muschio.

Un breve racconto del suo primo viaggio in Italia?

Il mio primo viaggio in Italia è avvenuto nel 1958 e mi ha portato a Ravenna. Lì sono andata al mare in campeggio insieme alla mia famiglia. E ‘stato anche il mio primo viaggio verso il mare. Ero un’adolescente di 18 anni, flirtavo come una matta! E ‘stato un viaggio selvaggio e molto romantico, le radio trasmettevano Domenico Modugno con la sua hit VOLARE. Questo viaggio ha dato inizio alla  storia d’amore tra me e l’Italia….

.mito. sarà distribuito in tutto il mondo da Campomarzio 70, nota profumeria di nicchia di Roma, come nasce la vostra collaborazione?

Alla famiglia Di Liello, alla quale sono molto grata, mi lega un’eccellente collaborazione di lavoro nata nel 2007. Una suggestiva storia d’amore….. Valentino di Liello mi ha contattato immediatamente dopo il lancio dei miei profumi ed io allora ho subito preso di notte il primo treno diretto verso Roma, lì ho conosciuto tutta la famiglia. Loro hanno le conoscenze e le competenze per valutare e vendere i profumi d’artistici. Campomarzio70 distribuisce miei profumi in tutto il mondo.

Prima di salutarla e di ringraziarla per avermi concesso quest’intervista, le chiedo, cosa consiglierebbe ad un giovane che voglia accingersi ad intraprendere il mestiere dell’artisan parfumeur, e soprattutto quali scuole o corsi dovrebbe seguire?

Raccomando una formazione di base solida ed una formazione tecnica di  chimico, coraggio, curiosità, perseveranza e talento artistico. Il mio caso è molto particolare e per questo non mi sento di dare consigli riguardo la formazione. Esistono varie possibilità sia in industria che privatamente e molte notizie sono reperibili attraverso internet. Vi auguro molta fortuna!

Doralda Petrillo

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