Come mai tutti questi terremoti?

Dopo il terremoto in Cile, non vi nascondo che anche io ho un po’ di paura, soprattutto perché vivo in Irpinia, balzata alle cronache nel 1980 per il violento sisma. Oggi, però, mettiamo da parte queste idee apocalittiche sul 2012 e concentriamoci sulla vera natura di questo fenomeno. Cari amici, caro lettore che visiti per la prima volta questo blog, i terremoti ci sono sempre stati perché la terra è in continuo movimento.
E, per avallare le mie parole, con dati certi vi propongo la seguente lista sui terremoti più forti d’Italia.

Val di Noto, Sicilia orientale (11 gennaio 1693), 7,41 Mw[1], 60.000 morti
Messina e Reggio Calabria (28 dicembre 1908), 7,24 Mw[2], 120.000 morti

Nicastro, Calabria (8 settembre 1905), 7,06 Mw[2], 557 morti
Nicastro, Calabria (27 marzo 1638), 7,00 Mw[3], oltre 10.000 morti
Avezzano, Abruzzo (13 gennaio 1915), 6,99 Mw[2], 33.000 morti

Sannio e Molise (5 dicembre 1456), 6,96 Mw[3], 30.000 morti
Montemurro, Basilicata (16 dicembre 1857), 6,96 Mw[1], 12.000 morti
Messina e Reggio Calabria (5 febbraio 1783), 6,91 Mw[1], 50.000 morti
Irpinia e Basilicata (23 novembre 1980), 6,89 Mw[4], 2.914 morti
Irpinia e Basilicata (8 settembre 1694), 6,87 Mw[1], 6.000 morti

Come potete notare, si parla addirittura di 1600. E se questi dati non dovessero bastare ecco qualche link:

Ma come nascono i terremoti?

Cosa fare in caso di terremoto?

A prescindere dall’intensità del terremoto e dalla sua durata se siete colpiti dal sisma e vi trovate all’interno della vostra abitazione è buon uso trovare un riparo nelle zone più sicure della casa. I luoghi più sicuri:

  • sotto lo stipite di una porta (molto difficile che crolli);
  • un buon tavolo, magari di castagno, resisterà a notevoli sollecitazioni;
  • rientranze del muro, dove le pareti sono di considerevole spessore;

Non usare le scale. Sappiamo che in certi momenti mantenere la lucidità è difficile, ma bisogna imporre a se stessi la calma. E’ necessario chiudere la fornitura di energia elettrica, ovvero sganciare l’interruttore generale presso il contatore Enel; se questo si trova in un luogo lontano o non accessibile al momento, sganciare almeno il salvavita dell’appartamento al fine di evitare cortocircuiti elettrici, facili inneschi di incendio ed esplosioni da gas, oltre al pericolo personale di scossa elettrica. In secondo luogo è indispensabile chiudere il rubinetto del gas, possibilmente quello principale. Dopo l’evento si può, con relativa sicurezza, uscire all’aperto e trovare uno spazio sicuro. Gli spazi sicuri, in questi casi, sono da cercare in aree senza edifici, né costruzioni, uno spazio aperto è normalmente sicuro, una grande piazza o un terreno o una strada ampia, conviene sempre considerare l’altezza degli edifici che ci circondano e valutare la distanza da essi.

E per essere sempre aggiornati ecco un altro link http://www.publiweb.com/service/terremoti.html