CONQUISTE SCONOSCIUTE

Il principio “A piacere”

dal sito di Nunziante Minichiello

Radio, televisione, stampa raccontano che in Italia in materia di servizi è tutto opinabile, ma non solo di servizi.
Non ci si accorge della realizzazione del principio “ A piacere”! Qualche esempio sarà illuminante: un semaforo si può rispettare o meno: è un semaforo a piacere; deporre i rifiuti nei cestini, che pure ci sono, non è obbligatorio, per cui i rifiuti possono essere lasciati ovunque: i cestini sono a piacere; essere ricevuti con garbo capita se se ne ha voglia o si sta di genio: il servizio o la qualità del servizio è a piacere; soprattutto il rispetto della persona e della dignità altrui (derisioni, insulti, percosse e violenze ) sono futilità: le offese sono a piacere!
Da non trascurare neanche la probabilità di sfruttare l’esperienza, acquisita nel privato o nel pubblico, a proprio tornaconto, in pratica utilizzare capacità anche a danno di chi le ha date: i doveri sono a piacere!
E’ strano che si parli, a seconda dei casi, di degrado, menefreghismo, inciviltà, diniego di diritti ecc. ecc., sgranocchiando il rosario delle lamentele e lamentazioni d’una popolazione che non si aggiorna!
Infatti la grande conquista “A piacere” consente ad ognuno di fare quello che vuole quando e come vuole e di non dovere spiegazioni ad alcuno della sua libertà, che gli consente persino di non andare a lavorare, senza perdere il corrispettivo, e, si spera, senza neanche marcare visita!
Non solo questione di libertà, ma anche di divertimento e pubblica utilità se le autorità volessero lucrare sulle umane debolezze.
Si potrebbero imbastire scommesse, ad esempio, sulla certezza o meno di ritornare sani e salvi dal lavoro, dalla passeggiata, dalla spesa; della pensione, degli arrivi, delle partenze e dei ritardi dei mezzi di trasporto pubblico e così via, per migliaia, per milioni, per miliardi di scommesse che riempirebbero le più capienti e dissestate casse di stato, come ben sa lo stato italiano, che avvia festosamente gli Italiani al lotto, al totocalcio ed al tototutto, che una volta si definivano tasse volontarie!
Chi rinuncerebbe a questa meravigliosa vita, tutta spontaneità, improvvisazione, casualità, eccitazione, imprevedibilità, un vero e proprio thrilling, anche se a volte con finale tutto da piangere?
La mancanza di regole e del prezzo della relativa inosservanza è la causa di tante lagnanze del cittadino, che dovrà decidere tra legalità ed arbitrio, tra competenza e raccomandazione, tra regolarità ed abusivismo, tra sicurezza e violenza, tra diritto e prepotenza, tra civiltà e barbarie e soprattutto tra responsabilità e delega, cioè tra essere popolo sovrano sciente, cosciente e pensante, soggetto solo alla lex, o popolazione di sudditi appecoriti, assoggettabili e soggetti al prepotente di turno.
Ma il cittadino è libero di scegliere ed ha il coraggio di scegliere per impedire che l’umanità continui a pagare il quotidiano alto costo di certe “conquiste”?

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