dell’amico Nunziante Minichiello
La presenza asfissiante sui media di potenti e di grandi dovrebbe cominciare a dare i suoi frutti: più che dire sarebbe meglio fare per alleggerire il bollettino quotidiano delle disgrazie e dei guai, che cadono su chi subisce, ma non decide. Tanti dicono che lavorano per il popolo, il quale, però, grazie a questo lavoro, vive una realtà tutta diversa dalla loro, che si arrogano trattamento da veri signori, anche quando il popolo è costretto a fare nuovi sacrifici.
Attività e civiltà vittime della invadenza di certa politica, che, subito dopo i propri, si preoccupa di difendere gli interessi dei motivati sostenitori, apparato gigantesco che riduce e mantiene in sudditanza il popolo che non sarà mai libero di scegliersi i suoi rappresentanti od il presidente, di fare impresa, di acquisire conoscenza, di godere servizi degni di paese civile e di progredire: truppa valida deve arrendersi se è mal comandata!
Quando la patria chiede i potenti contano i sacrifici e la “santa canaglia” va a rischiare anche la vita, non solo in guerra, ma anche sui luoghi di lavoro: per i doveri primo il popolo, che a godere è ultimo, come ricordano pensioni da fame decurtate pure dalle ritenute ed agi agli eletti: roba da basso impero, in cui i Romolo Augustolo guazzano nell’assai alimentato dai molti pochi della povera gente, costretta nella ignoranza e nella impotenza ed orientata alla distrazione.
Politica ed apparati hanno costi elevatissimi: danno maggiore però deriva dalla inadeguata produttività della popolazione, di cui si utilizzano poche e non sempre migliori intelligenze: paradossi di una società forse democratica per cittadinanza, libera perché applaude e sovrana perché vota!
Plasticamente la forbice denuncia il fallimento, ammesso che siano mai state pensate, di politiche sociali, di giustizia sociale e di giustizia.
Il citato bollettino in sostanza dice giorno dopo giorno che dei responsabili della cosa pubblica non c’è proprio da essere fieri, per cui svanisce, nonostante l’impegno di tecnica ed arte di infiocchettar notizie, la illusione di vivere in libertà ed in sicurezza.
In società di questa fatta l’usura è normale, come ordinario è che nei servizi si ignorino disciplina ed onore, che volontariato sopperisca alle assenze dello stato, che singolo sia abbandonato agli istinti ed al bisogno, che corruzione dilaghi ricercata, che illegalità la faccia da padrona, che esistenza sia in preoccupazione costante per le regole, pur scritte, ignorate o contraddette nello spirito e nella lettera: ipocrisia, furbizia, guadagno, successo e tornaconto, manualizzati in tutte le lingue, impongono il culto di personalità, sostenuto da umanità idolatra ed ingenua, che ammira, plaude, paga e spesso si lamenta!
Domina la mediocrità, che, egoista, invidiosa e vile, ama ipocrisia e si serve di ricatto, ignora principi e segue istinti: non miracoli, ma coerenza e pudore imponga popolo sovrano, che si possa appoggiare a valida costituzione, che vieti ed abolisca caste e privilegi e che sostenga, in parità ed equità, il governo della lex, che non consenta vessazioni ed estorsioni.
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